L’ingorgo automobilistico della Regina Giovanna

Sorrento ha un sito archeologico unico, che è anche uno dei suoi principali attrattori: la villa marittima di Pollio Felice, risalente al primo secolo d.C. (Su YouTube c’è una conferenza di Annalisa Marzano, tenuta pochi giorni fa a Piano di Sorrento).
Il luogo è anche noto come “Bagni della Regina Giovanna”, con riferimento alla sovrana napoletana Giovanna II d’Angiò-Durazzo, celebre per i suoi amori clandestini e letali.
Nel corso dei secoli, l’area ha ispirato leggende popolari con innamorati contrastati dalle rispettive famiglie e visioni cinematografiche, come l’incontro furtivo tra Sofia Loren e Vittorio De Sica in “Pane, amore e…”.
Quel luogo, in altre parole, è un patrimonio naturalistico, archeologico, storico e antropologico (non solo per l’immaginario collettivo, ma anche per i saperi legati alla pesca e al lavoro della terra).
Due anni fa si sollevò una certa indignazione, almeno sui socialmedia, per lo stato di estremo degrado in cui versano le testimonianze archeologiche (ne fu informato anche l’ex-ministro Bray) e quel “caso” è stato recentemente spesso usato ad esempio per denunciare il rischio di invasione da parte dei mezzi a motore per un’altra area d’incredibile bellezza e importanza, la Punta della Campanella, ovvero l’estremità della Penisola Sorrentina.
Per raggiungere i Bagni della Regina Giovanna, infatti, bisogna percorrere un’antica strada pedonale, perché chiusa da un cancello, il quale, tuttavia, da almeno tre anni è perennemente spalancato, senza che si riesca a far rispettare la legalità, ovvero il divieto di transito a motore. E’ quanto ha efficacemente denunciato ieri Nino Aversa con tre fotografie che documentano una situazione indecente (già ora, che l’estate è ancora lontana). Ed è quanto molti di noi temono si riverificherà alla Campanella nei prossimi tempi, come ha ricordato ancora una volta ieri Antonino De Angelis.

Le tre immagini sono state molto condivise e commentate, e oggi le ho diffuse anche io via-Fb, sottolineando il contributo del consigliere comunale Luigi Di Prisco, che si è impegnato a risolvere questo vandalismo:

E’ un indecenza ho già scritto come Consigliere comunale al comune a settembre senza avere risposta…. dopo questo lo rifarò quanto prima!.

Nella discussione tra i commenti, poi, ha contribuito anche un altro consigliere comunale sorrentino (di opposizione), Francesco Mauro:

Trovo ancor più grave che il Comune di Sorrento non abbia NESSUN progetto o visione per l’area della Regina Giovanna (giusto per precisare, studi dell’archeologo Mario Russo non attribuiscono i ruderi alla domus del patrizio Pollio Felice). Nel piano triennale delle OO.PP. non v’è alcuna menzione né all’interno del Documento Unico di Programmazione, documenti redatti dall’attuale amministrazione e in discussione venerdì prossimo in Consiglio. Era già mia intenzione far notare questa mancanza durante il Consiglio, mi attiverò per presentare anche un’interrogazione sul problema che hai evidenziato con questo post.

– – –

AGGIORNAMENTO dell’11 maggio 2016:
Il consigliere comunale di minoranza a Sorrento, Francesco Mauro, ha rilanciato un post del PD-Sorrento, presentandolo con queste parole sul suo Fb:

Qualche settimana fa, in commento a un post di Giogg, mi sono preso l’impegno a presentare un’interrogazione sull’area dei Bagni della Regina Giovanna, soprattutto in relazione alla libertà d’accesso di moto e scooter (non proprio l’ideale per un sito così importante per rilevanza storica e paesaggistica).
Detto, fatto. Sicuramente l’argomento merita un approfondimento, ma vi assicuro che questo è un punto di inizio e come Partito Democratico Sorrento ci occuperemo a fondo della tutela e valorizzazione dell’area.

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La Regina Giovanna è potenzialmente la maggiore attrazione culturale, storica e naturalistica del nostro Comune. Nonostante ciò versa in stato di completo abbandono, non esiste una chiara volontà amministrativa a riguardo, anche la segnaletica informativa è sbagliata.
Con questa interrogazione, che è semplicemente un punto di inizio di un percorso da approfondire, cerchiamo di fare luce su alcuni aspetti:
– qual è il progetto dell’amministrazione per l’area dei Bagni della Regina Giovanna?
– perché sono consentiti il transito e la sosta di mezzi a motore?
– perché non implementare la segnaletica informativa, eventualmente sostituendo quella errata?
Continuate a segnalare e avanzare proposte anche attraverso questa pagina: siamo la vostra voce!

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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2 risposte a L’ingorgo automobilistico della Regina Giovanna

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