“Home”, la poesia di Warsan Shire tradotta in italiano

8 febbraio 2017

«capisci, / nessuno affida i propri bambini ad una barca /
a meno che l’acqua non sia più sicura della terra
»

Questo è un verso tratto da “Home”, una poesia di Warsan Shire che sta circolando molto in queste settimane di proteste negli Stati Uniti (ne ho scritto anche io, qui).
Warsan Shire è una poetessa britannica di origine somala, ha meno di 30 anni e, come ha rivelato “il Post” un anno fa, ha lavorato a “Lemonade”, l’ultimo concept-album di Beyoncé.

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Clicca sullo screenshot per accedere alla versione originale di “Home”.

Ieri [7 febbraio 2017] “WOTS – Walking on the South” ne ha pubblicato la traduzione che ne abbiamo fatto Tina Magazzini ed io.
E’ un testo lacerante, ma che vi consiglio di leggere con attenzione.

Home

nessuno lascia casa a meno / che casa non sia la bocca di uno squalo.
solo si fugge verso il confine / al vedere la città / intera fuggire.
i tuoi vicini che corrono più veloci / di te, il ragazzo con cui andasti a scuola / che ti baciò vertiginosamente dietro / la vecchia ferriera / carico di un fucile più grande del suo corpo, / solo si lascia casa / quando è la casa a non lasciarti restare.
nessuno lascia casa a meno che non sia la casa / a cacciarti, fuoco sotto i piedi, / sangue caldo nella pancia.
non è qualcosa che avresti mai pensato / di fare, e pur facendolo – / hai conservato l’inno a portata di respiro, / aspettando di essere nel bagno di un aeroporto / per fare a pezzi il passaporto inghiottendo, / ogni boccone di carta mette in chiaro che / non saresti tornata indietro.
capisci, / nessuno affida i propri bambini ad una barca / a meno che l’acqua non sia più sicura della terra.
chi sceglierebbe di passare giorni / e notti nel ventre di un camion / a meno che il tragitto percorso / significhi più di un viaggio.
nessuno sceglierebbe di strisciare sotto recinti / essere picchiata fin quando la tua ombra non ti abbandona, / violentata, annegata, costretta al fondo / della barca per il colore della pelle, esser venduta, / ridotta alla fame, venir sparata alla frontiera come un animale ferito, / essere compatita, perdere il proprio nome, perdere la propria famiglia, / chiamare casa un campo profughi per un anno, o due, o dieci, / spogliata e perquisita, in prigione ovunque / e se sopravvivi venire accolta dall’altra parte / con andatevene a casa neri, rifugiati / sporchi immigrati, richiedenti asilo / parassiti / scuri, con le mani pendule / odorano strano, di selvaggio – / guarda cosa hanno fatto dei loro Paesi, / cosa faranno al nostro?
il disprezzo negli sguardi per strada / più lieve rispetto ad un arto strappato, / l’umiliazione quotidiana / più dolce di quattordici uomini che / assomigliano a tuo padre, tra / le tue gambe, gli insulti più facili da inghiottire / che le macerie, che il corpo del tuo bambino / a pezzi – per ora, dimentica l’orgoglio / sopravvivere è più importante.
voglio andare a casa, ma casa è la bocca di uno squalo / casa è una canna di pistola / e nessuno lascerebbe casa / a meno che non sia la casa a cacciarti a riva / a meno che la casa stessa ti dica / di lasciare dietro di te ciò che non puoi, / anche fosse umano.
nessuno lascia casa finché casa / non diventa una voce angosciosa all’orecchio che dice / parti, scappa da me adesso, non so cosa / sono diventata.

Warsan Shire

La versione originale di “Home”, in inglese e nell’ultima versione dell’autrice, è QUI (pdf).

– – –

L’altra sera, tra le pubblicità andate in onda nell’intervallo del SuperBowl statunitense, si è distinta quella di “84 Lumber”, un’azienda che produce materiali per costruzioni. Lo spot trasmesso è più breve e, soprattutto, senza la seconda parte, il ché ha destato sospetti di censura: il filmato tratta di migrazioni dal Messico agli USA, attraverso una “grande muraglia”. La versione originale, tuttavia, ha raggiunto 10 milioni di visualizzazioni sul web in 2 giorni. Eccola, è da non perdere (dura 3’15”):

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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Una risposta a “Home”, la poesia di Warsan Shire tradotta in italiano

  1. In lingua originale è potentissima! In italiano è comunque il pugno nello stomaco che deve essere.

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