40 anni di Gatta Cenerentola

7 luglio 2016

Sei all’università, segui dei corsi che ti fanno sentire come in un wormhole: viaggi da una galassia all’altra, scopri nuove realtà e, soprattutto, riscopri il tuo stesso mondo. In particolare, stai seguendo un corso di “Storia delle tradizioni popolari”, il professore e le sue collaboratrici sono magnetici, riescono a farti vedere i fili del chi sei, nonché le modalità con cui questi fili trasparenti continuamente si intrecciano tra loro, così da formare visioni e pratiche sempre nuove. Stai scoprendo Giambattista Basile, le fiabe e la lingua napoletana del Seicento; stai capendo che i Fratelli Grimm hanno un debito, ma anche che quell’antica raccolta di storie popolari napoletane è una base a cui tutti possono attingere, ancora oggi. Stai scoprendo che le tradizioni sono un bene culturale continuamente da riscoprire, da reinventare, da riattualizzare; e che uno strumento antichissimo e rivoluzionario è il teatro.
Non avete mai sentito La Gatta Cenerentola?” – chiede il professore – “Davvero? Sapete chi è Roberto De Simone? Eh, ragazzi, ma qui è necessario che voi vi osserviate di più intorno“.
(Avrei potuto rispondere che mancavano ancora diversi anni per YouTube, ma mi avrebbero preso per un veggente, che decisamente non sono).

la-gatta-cenerentola-1.jpgInsomma, io mi sento già abbastanza figo ad ascoltare i Nirvana contro la massa di discotecari che mi circonda, eppure è in questo momento che Nello ed io ci guardiamo negli occhi, togliamo le cuffie del walkman e ci mettiamo a studiare il “Pentamerone”, a tradurre le ingiurie del napoletano antico, a recitare il rosario delle lavandaie, a cercare il disco della prima rappresentazione effettuata dalla “Nuova Compagnia di Canto Popolare”, durante quei magnifici – per noi – anni ’70, in cui a Napoli c’erano solo musicisti eroici e sudati.
Passano alcuni mesi e accade una coincidenza fortunata: è la fine del 1998, dopo non so quanti anni una compagnia rimette in scena la scandalosa “Gatta Cenerentola” ed io e lui corriamo ad acquistare il biglietto. Corriamo al teatro e finalmente possiamo vederla, ascoltarla, cantarla. Compriamo anche il libretto, dove troviamo le parole di “Jesce Sole”, la canzone che poi avremmo cantato ad ogni alba vista insieme.
Ora, per i 40 anni de “La Gatta Cenerentola”, Radio 3 propone una monografia in 5 puntate, ascoltabili/scaricabili QUI.
Ma questo Nello lo sa già.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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