Presidenziali francesi: la LICRA per una Carta Etica Repubblicana

17 febbraio 2017

Oggi [17 febbraio 2017] Alain Jakubowicz, presidente della LICRA, la Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo, ha scritto che il razzismo in Francia si è “decomplessato” e i francesi non ne hanno più consapevolezza. In particolare, spiega, «la parola razzista si è liberata e, cammin facendo, si banalizza ogni giorno di più», per poi trasformarsi in gesto violento (e il caso dell’abominevole violenza su Théo sta scuotendo il Paese). «Da parecchi anni, assistiamo ad un’ascesa razzista, antisemita, omofoba che testimonia la vitalità degli estremisti identitari in Francia. Soprattutto, si assiste ad un fenomeno di assuefazione che ha condotto i nostri concittadini a sembrar essersi abituati a parole che non erano più usate e che, non molto tempo fa, squalificavano i loro autori, suscitando disapprovazione generale».
Per queste ragioni, continua Jakubowicz, tra qualche giorno la LICRA proporrà ai candidati alle elezioni presidenziali e legislative una «carta etica repubblicana», che avrà l’obiettivo di chiedere loro di essere degni, sia nelle loro espressioni pubbliche che nei loro atti.
Sarà interessante vedere chi, come e quando accetterà l’impegno antirazzista della LICRA. Alcune reazioni, tuttavia, si possono già intuire. Due mesi fa, ad esempio, Marine Le Pen cominciò la sua campagna elettorale annunciando: «Basta con la scuola gratuita per i figli degli stranieri» (principio che ha ribadito anche successivamente).
Con tutta evidenza, i suoi estimatori veneti l’hanno presa in parola e, due giorni fa, il consiglio regionale ha avuto la spudoratezza di approvare una legge che dà la priorità nei nidi comunali ai bambini figli di genitori che vivono o lavorano in Veneto da almeno 15 anni, lasciando in coda tutti gli altri. Il diritto all’educazione è un diritto fondamentale, proclamato nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, eppure nelle nostre città non c’è stata alcuna sollevazione popolare per un atto così platealmente vile e incostituzionale. La ragione è semplice: l’assuefazione denunciata dalla LICRA in Francia è ampiamente presente pure in Italia, dove parole e discorsi indegni sono stati sdoganati da anni.

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Tra i commenti su Fb, poi ho aggiunto le seguenti integrazioni:

La parola razzista si è decomplessata, dicevamo. Bene, ecco stamattina a Recco (Genova) cosa ha dichiarato alla televisione Matteo Salvini: «Ci vuole una pulizia di massa anche in Italia […] via per via, quartiere per quartiere e con le maniere forti se serve, perché ci sono interi pezzi d’Italia fuori controllo». Che si legga con attenzione ogni singola parola e lo scenario che evocano, poi ditemi se è il caso di continuare a minimizzare o addirittura a giustificare uno squallore di tale portata.

In Francia va tutto bene e la tendenza evidenziata dagli osservatori in merito al razzismo è una montatura (chissà, la realtà del fenomeno forse dipenderà da quel che si legge o dal vocabolario che si possiede). Fatto sta che, però, a certa gente il teatro fa una gran paura: l’altro ieri sera un gruppuscolo locale di estrema destra di Nizza ha vandalizzato le locandine dello spettacolo “Esperanza”, in programma al Theatre National de Nice dal 2 al 12 marzo.

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AGGIORNAMENTO del 5 aprile 2017:
Come scrissi più su in questo post, il 17 febbraio scorso la LICRA annunciò che avrebbe proposto ai candidati alle elezioni presidenziali e legislative francesi una «carta etica repubblicana».
Pochi giorni fa quel testo è stato reso noto ed ora sarà interessante sapere chi lo firmerà, in una campagna elettorale che, come ha scritto ieri Alain Jakubowicz, «sembra aver perso la ragione».
La Carta è un impegno solenne a ripristinare la forza e la dignità del linguaggio e a respingere ogni espressione pubblica segnata da razzismo, antisemitismo, xenofobia e omofobia. In questo senso, la frase-chiave è la seguente: «Tutto inizia con le parole e termina con lo scontro e la violenza».

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AGGIORNAMENTO del 10 aprile 2017:
In merito al provvedimento veneto contro i bambini stranieri negli asili della regione, l’on. Cécile Kyenge Kashetu ha annunciato che il Governo nazionale ricorrerà alla Corte Costituzionale per far annullare quella legge:

“Il Governo ha deciso di ricorrere alla Corte Costituzionale per far annullare la legge sugli asili nido approvata oltre un mese fa dalla Regione Veneto. Con l’intento di sostenere il proprio manifesto ideologico anti-immigrati la giunta veneta leghista aveva infatti fatto approvare una legge che penalizza i punteggi per l’accesso agli asili nido di chi non vive e lavora in Veneto da almeno 15 anni. Le conseguenze sono però devastanti ed ingiuste. Il paradosso vuole che si escludano così i figli di un’insegnante o i figli di un poliziotto, appena trasferiti, i figli di un ingegnere, di un medico o di un impiegato. Si è passati dal #PrimagliItaliani al #PrimaiVeneti, per arrivare un domani chissà dove. I valori che questa giunta regionale calpesta non sono solo i miei, ma quelli di tutta la società, tanto da approvare una legge che discrimina tutti, indistintamente. Lo dico e lo ripeterò sempre: #PrimalePersone”.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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Una risposta a Presidenziali francesi: la LICRA per una Carta Etica Repubblicana

  1. giogg ha detto:

    AGGIORNAMENTO del 10 aprile 2017:
    In merito al provvedimento veneto contro i bambini stranieri negli asili della regione, l’on. Cécile Kyenge Kashetu ha annunciato che il Governo nazionale ricorrerà alla Corte Costituzionale per far annullare quella legge:

    Il Governo ha deciso di ricorrere alla Corte Costituzionale per far annullare la legge sugli asili nido approvata oltre un mese fa dalla Regione Veneto. Con l’intento di sostenere il proprio manifesto ideologico anti-immigrati la giunta veneta leghista aveva infatti fatto approvare una legge che penalizza i punteggi per l’accesso agli asili nido di chi non vive e lavora in Veneto da almeno 15 anni. Le conseguenze sono però devastanti ed ingiuste. Il paradosso vuole che si escludano così i figli di un’insegnante o i figli di un poliziotto, appena trasferiti, i figli di un ingegnere, di un medico o di un impiegato. Si è passati dal #PrimagliItaliani al #PrimaiVeneti, per arrivare un domani chissà dove. I valori che questa giunta regionale calpesta non sono solo i miei, ma quelli di tutta la società, tanto da approvare una legge che discrimina tutti, indistintamente. Lo dico e lo ripeterò sempre: #PrimalePersone

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