L’Epifania, o del “vero” Capodanno

Ricordate le ricorrenti polemiche su Halloween? Bene, che vi piaccia o meno, che vi mascheriate o meno la notte del 31 ottobre o che andiate o meno a rendere omaggio ai defunti il giorno dopo, quella è una festa in senso pieno; e le modalità con cui viene celebrata sono una questione secondaria rispetto al suo significato più ampio e profondo. In quella notte si apre un “tempus tremendum” in cui i morti tornano tra i vivi, per far rientro nel loro mondo solo due mesi dopo: oggi, 6 gennaio, anzi nella notte tra il 5 e il 6. In alcune zone del Cilento, ad esempio, c’è l’usanza di tenere accese delle luci sui davanzali, così da dare la possibilità ai morti di tornare nell’aldilà.
Questi due mesi sono una finestra temporale che permette di controllare l’ignoto: il buio – e tutta la sua simbologia – viene rischiarato dalle luci, siano esse di falò, candele o luminarie. Tale periodo è noto anche come “ciclo del dono” (che spesso prende le sembianze di una celebrazione della dissipazione), infatti ci si scambia regali di continuo: dal «dolcetto o scherzetto?» agli omaggi di san Nicolaus, da quelli di Babbo Natale ai doni dei Magi (la cui opulenza è ben sintetizzata nella “Galette des Rois“, in Francia), fino, appunto, alle caramelle (o carbone/scherzetto) della Befana.
A rigore, dunque, la fine di quel ciclo segna l’inizio di un altro tempo, per cui – seguendo la scansione delle tradizioni – potremmo considerare come “vero Capodanno” proprio il 6 gennaio: fino a ieri, durante il periodo “di margine”, il mondo è stato rifondato, le relazioni ri-create e rinsaldate, la società è stata rinnovata.
Ma, stando alla festa dell’Epifania, chi erano i Magi? Beh, forse non erano tre (il numero lo si deduce dai doni, ma non è certo), né re, ma probabilmente erano maghi. Senza dubbio, come ha scritto Leonardo Tondelli, rappresentano un’affascinante stratificazione di storie e di interpretazioni aggiuntesi e modellatesi durante i secoli.
E la Befana? Anche qui siamo dinnanzi ad una figura dalle molteplici ascendenze e dagli svariati livelli di lettura, sicuramente quella più complessa e multiforme, meno contaminata dal consumismo e più rigorosamente laica, come ha ben riassunto Claudio Corvino.
Qualunque sia la vostra verità, io so che stamani la calza ai piedi del letto della nostra bambina era incredibilmente colma e che lei non s’è mai alzata così facilmente come oggi.
Buon anno.

sincretismi_galette-des-rois_calza-della-befana_2017-01-06

Da sostenitore dei sincretismi, auguri di buona Epifania tra Galette des Rois e Calza della Befana.

Fonte del post: QUI.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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