Un film nel labirinto dell’identità e della memoria

Ho visto un film in cui il protagonista, Paul Dédalus (interpretato da tre attori diversi, a seconda dell’età, tra i quali Mathieu Amalric), è un antropologo francese che, dopo un soggiorno in Tagikistan, rientra a Parigi, ma viene fermato dalla polizia di frontiera perché i suoi dati (nome, nascita, residenza…) coincidono con quelli del passaporto di un altro uomo. A partire da questa vicenda, il film di Arnaud Desplechin, “Trois souvenirs de ma jeunesse” (“I miei giorni più belli“, 2015-2016), compie un viaggio nei labirinti dell’identità e della memoria: «Una volta ho regalato la mia identità a un tipo in Unione Sovietica. Adesso so che in qualche parte del mondo c’è un altro me… Non so più chi è quello vero».

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In questo fotogramma, Paul Dédalus, adolescente (interpretato da Quentin Dolmaire), legge “Tristi tropici” di Claude Lévi-Strauss.

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Il trailer italiano del film:

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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