Tensioni tra Burundi e Rwanda

Screenshot 2016-02-15 08.22.40.pngSabato scorso, 13 febbraio, a Bujumbura, in Burundi‬, c’è stata una manifestazione di piazza molto diversa da quelle dei mesi scorsi: un corteo di almeno 4000 persone, voluto dal governo per denunciare gli «atti di aggressione» del Rwanda.
Il Paese confinante è accusato di addestrare i ribelli armati burundesi ed ora c’è molta preoccupazione tra i rifugiati, nonostante le assicurazioni dell’UNHCR.
La crisi, dunque, rischia di estendersi e di contagiare l’intera regione: ne ho scritto su “Frontiere News”.

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Inoltre, per oggi, 15 febbraio, era previsto un annuncio dell’Unione Europea su una probabile sospensione degli aiuti al piccolo Paese africano, anzi al governo del presidente Nkurunziza (ovvero 430 milioni euro per il periodo 2015-2020). Il comunicato-stampa, però, dice che l’UE continuerà a sostenere la popolazione civile, ma non si capisce bene come farà a bypassare il governo:

Despite all the efforts of the international community, the situation in Burundi remains deadlocked. The country is the scene of recurrent violence and violations and abuses of human rights. The European Union (EU) strongly condemns any use of force to solve the crisis in Burundi. The lack of the prospect of a political solution increases the risk of hardening positions and violent confrontation. The situation is likely to be worsened by the country’s economic fragility. In that context, the EU reiterates the priority it attaches to protecting and supporting the population. […] The EU, which is one of Burundi’s main development partners, confirms its willingness to continue its support for the Burundian population through its development activities. […] The EU remains ready to fund humanitarian actions to assist the Burundian population and calls on the authorities to ensure immediate, safe and unhindered access for humanitarian workers in Burundi.

Il Burundi dipende per il 50% dagli aiuti internazionali e, negli ultimi mesi, hanno già sospeso le proprie collaborazioni diversi singoli Paesi: Belgio, Paesi Bassi, Stati Uniti. La sua instabilità politica, tuttavia, è l’aspetto che preoccupa di più l’UE perché potenzialmente contagiosa per l’intera regione dei Grandi Laghi:

Significant progress has been made in cooperation and development in the Great Lakes Region in recent years. The crisis in Burundi calls into question recent progress. The EU calls on countries in the region to show responsibility and contribute to a solution to the crisis, and not to support the activities of armed movements in any way.

E’ di stamattina, infine, la notizia di ben quattro esplosioni di granate nel centro di Bujumbura che hanno provocato la morte di un bambino e il ferimento di almeno trenta persone.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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