Le dimissioni di Taubira completano la droitisation del governo francese

In Francia è in programma una riforma costituzionale per cui i colpevoli di atti terroristici con doppia cittadinanza, benché nati nel Paese, perderanno la nazionalità francese. In che modo questo provvedimento possa contribuire a combattere il terrorismo, non è chiaro, anzi secondo molti rappresenta un attacco ai fondamentali princìpi rivoluzionari della République, un ulteriore scivolamento verso una cultura del sospetto elevata a norma costituzionale. Inoltre, va aggiunto che il delirio securitario continua con una nuova richiesta di prolungamento dello “stato di emergenza“, oltre quello in atto fino a marzo.
A tutto ciò, dopo lunghe battaglie politiche, ieri il Ministro della Giustizia Christiane Taubira ha detto basta e si è dimessa: «Talvolta resistere significa restare, talvolta vuol dire andare via. Per rispetto a sé, a noi. Per dare l’ultima parola all’etica e al diritto», ha scritto su Twitter, per poi essere omaggiata con una standing ovation dalla sua parte politica all’interno dell’Assemblée Nationale.
Il governo di Hollande e Valls ha perso l’ultimo legame con la sua ala più progressista, completando, al contrario, il suo processo di “droitisation” [se ne parlava nel 2013 e, ancora, nel 2015]: il nuovo Guardasigilli, Jean-Jacques Urvoas, è noto come “Mr. Sicurezza del Partito Socialista” (con tutta evidenza gli ultimi successi elettorali del Front-National, per quanto non sufficienti a far guadagnare loro la presidenza delle regioni, stanno avendo comunque degli effetti sull’intero Paese: una lettera aperta di Eric Fassin al Presidente Hollande era già molto chiara, su questo punto, nello scorso novembre: in francese e in italiano).
Ieri e oggi le reazioni sono state innumerevoli, ma tra i tanti contributi, segnalo quello de “L’Obs”, che ha pubblicato una serie di citazioni di Taubira pronunciate durante il suo ministero:

TAUBIRA-christiane_Le-progres-est

Come forse ricorderete, suo è stato il progetto di “mariage pour tous“, estremamente osteggiato dai conservatori – proprio come lo sono in questo periodo le “unioni civili” in Italia – ma poi diventato legge. Un video della sua forza dialettica su quel tema è questo:

Direi che questa vicenda si inserisce pienamente nel quadro di quelle che oggi “Valigia Blu” definisce “politiche della paura” e che, nel corso del 2015, hanno fatto fare un passo indietro ai diritti umani, a livello globale: «Questi passi indietro minacciano i diritti di tutti, senza che sia dimostrata alcuna efficacia nella protezione della gente comune».

Concludendo, e tornando a Christiane Taubira, “Libération” ha pubblicato un articolo con i principali riferimenti culturali dell’ex-ministro, tra i quali spicca Aimé Césaire. Nel 2013, ad esempio, in occasione della commemorazione del centenario della nascita del celebre intellettuale, lei disse:

«J’avais une révérence immense, abyssale pour lui. Et en même temps une affection, une intimité qui me permettait d’être très proche de lui. […] Il a tellement participé à la compréhension que j’ai de la vie, de moi-même, du monde. J’ai constamment besoin de lui».

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