I commenti disegnati di Gipi

Il 18 luglio 2015 il “Corriere della Sera” ha pubblicato una vignetta di Giannelli piuttosto controversa (che puzzi di xenofobia appare evidente), in cui una famiglia italiana, tornando dalle ferie, trova la propria casa occupata da profughi stranieri. Ho visto questo disegno grazie ad un tweet di Ciro Pellegrino, tra i primi a segnalarlo, ma poi ne hanno discusso in tanti, al punto che lo stesso vignettista del CorSera si è sentito in dovere di spiegare che il suo intento era tuttaltro che razzista (bah, sarà…). Tuttavia, nel merito, il commento definitivo (anch’esso disegnato) è stato quello di Gipi. Ecco entrambe le opere:

Sempre attraverso un disegno, oggi 3 agosto 2015, Gipi è tornato a commentare una nuvola di un famoso vignettista italiano, stavolta Vauro. Costui, due giorni fa, ha pubblicato sul “Fatto Quotidiano” un tratto ispirato ad una tragedia avvenuta a Nablus, dove un bambino di 18 mesi (di famiglia musulmana) è morto nell’incendio della sua casa, appiccato da fondamentalisti ebrei di nazionalità israeliana (definiti “terroristi” dal premier Netanyahu). A corredo dell’opera c’è un verso della canzone “Auschwitz” (1964, testo e video) di Francesco Guccini: «Il fumo saliva lento» che, di fatto, porta ad equiparare gli israeliani (e gli ebrei) ai nazisti tedeschi autori della Shoah. Proprio questa citazione è ciò che Gipi ritiene sia sbagliato nella vignetta; e la rifessione, per chi non dovesse cogliere quanto quel verso, in quel contesto, rappresenti un riflesso pavloviano antisemita (“di sinistra”), è ulteriormente stimolata dalle risposte che Gipi ha dato ai tanti commenti ricevuti durante un lungo pomeriggio d’agosto (ad un certo punto, ormai stanco, ha scritto esplicitamente: «Allora la dico in modo più educato, tirare fuori la Shoa tutte le volte che il governo o un cittadino israeliano compiono un crimine è da merde»). Questi i due disegni:

Qualcuno ha chiesto a Gipi di aprire una vera e propria rubrica (magari…), ma intanto io conservo in questo post i suoi due primi contributi, per i quali lo ringrazio.
Per concludere, ricordo il suo intervento televisivo a “Le invasioni barbariche” dopo l’eccidio nella sede parigina di “Charlie Hebdo”, nel gennaio 2015:

«La satira secondo me c’ha una regola sola: che deve andare dai deboli verso i potenti. Chi fa satira deve appartenere a una minoranza, o essere in una condizione di debolezza, e deve lavorare su quelli che sono più forti o che hanno il potere. […] Quando il potente o chi lavora per il potente fa satira su chi il potere non ha, non fa satira, è un’altra cosa. Quella cosa è prepotenza, è fascismo» (fonte di questa trascrizione).

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AGGIORNAMENTO del 24 agosto 2015:

giannelli-2015-1991

Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Il 16 agosto 2015 la pagina fb “Capire Giannelli” ha pubblicato un disegno del vignettista risalente al 1991, particolarmente simile a quello del luglio scorso e ugualmente controverso.
L’immagine è accompagnata dal testo seguente:

Oggi i giornali non sono usciti, ma Capire Giannelli certo non vi abbandona. Scoprite le differenze tra queste due vignette: la prima è quella celeberrima di qualche settimana fa, mentre la seconda è stata disegnata nel 1991 ed è stata trovata dal nostro gentile lettore Davide Maria Del Gusto nel volumetto della collana del Corriere “Giannelli – La storia sono loro”, IV volume, intitolato “Il Picconatore (1990-1992)”. Buona Domenica!

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AGGIORNAMENTO del 29 aprile 2017:
Ancora una volta Giannelli ha disegnato una vignetta per il “CorSera” dal sapore sgradevole, se non indigesto:

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Come ha commentato su twitter Jacobo Iacoboni, “La vignetta oggi gli è riuscita squallida forte“. Anche la pagina-Fb “Capire Giannelli” ha espresso un parere, questo: “Dietro all’apparente messaggio meschino che riporta la questione epocale dell’emigrazione dentro la dimensione salottiera alla Vespa sulle primarie, il Maestro lancia un grido potente di denuncia contro le stragi del mare che subiscono i migranti facendo parlare gli scogli e dicendo che sono loro i protagonisti della politica italiana. E la Redazione tutta è commossa. [Scoglionati]“.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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