Il rito dell’esplosione

Tra un paio di ore, come fuochi purificatori, migliaia di cariche esplosive abbatteranno uno dei mostri del paesaggio sorrentino. Con la sua intrinseca dose di spettacolarità, andrà in scena un rito che alcuni reputano di guarigione, altri di risarcimento, altri ancora come propiziatorio. Di cosa si tratti esattamente lo capiremo dopo, in quella che tecnicamente viene definita fase post-liminale, quando il passaggio da una condizione all’altra si paleserà in scelte urbanistiche, in progetti ecosostenibili, in utilità sociali. Oppure no. [Qui un’idea di Antonino De Angelis]. Il tempo dalla prima scintilla al diradarsi della nube di detriti che si solleverà, sarà più lungo dei 12 secondi annunciati, sarà un tempo sospeso che potrebbe durare anni. L’evento che sta per compiersi è un rito in sé, ma è anche un rito ormai ciclico, già visto a Punta Perotti, alle Vele di Scampia, alle torri di Villaggio Coppola, al Fuenti in Costiera Amalfitana… Ripetutamente la società italiana brucia i suoi mostri di calcestruzzo, quelli brutti, arroganti, illegali, violenti. Ma cosa rinasce da quelle ceneri, da quelle macerie? Non un nuovo approccio al territorio, mi pare, non una seria riflessione sul modello di sviluppo finora intrapreso, non una presa di coscienza del valore del paesaggio. Siamo ancora in attesa che il passaggio dalla condizione perturbata a quella di ristabilimento dei riti effettuati negli anni scorsi si compia pienamente; stiamo ancora aspettando che oltre all’abbattimento del mostro paesaggistico, venga bruciato il mostro interiore che lo ha ideato e realizzato.
In attesa dell’esplosione di Alimuri, intanto, riguardo quella raccontata da Giovanni Piperno, consapevole che Villaggio Coppola, tutto sommato, è ancora là.

Giovanni Piperno, “L’esplosione”, 2003

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AGGIORNAMENTO post-esplosione:
Pochi istanti dopo il botto, sul web sono cominciate le pubblicazioni di foto e video.
Questo filmato realizzato da The Cinematographer è molto buono:

Altre riprese, ma amatoriali, sono queste di Salvatore Esposito o queste di Luca Siniscalchi (nonostante i commenti ruspanti):

Clicca sull'immagine per accedere al video postato su fb.

Clicca sull’immagine per accedere al video postato su fb.

Altra prospettiva, dal mare, è questa di Livio Pane:

Due filmati (prima e dopo) di Anna Laura De Rosa per “Repubblica.it” (clicca sulle immagini per accedere ai video):

Screenshot 2014-11-30 15.38.20 Screenshot 2014-11-30 15.38.58

Altri articoli e video pubblicati dalla stampa nazionale sono qui: “Il Mattino“, “La Stampa“, “Il Fatto Quotidiano“, “Ansa“, “RaiNews“, “Corriere della Sera“, “Internazionale“, “Il Post“.
Il ministro dell’ambiente Gianluca Galletti ha inviato un messaggio: QUI.

Alcune fotografie di Angie Cafiero, dal centro di Meta:

Interessanti anche queste immagini di Stefania Dragonetti (qui e qui), che oltre l’esplosione ritraggono anche gli spettatori:

Ulteriori dettagli della giornata odierna si trovano nelle seguenti fotografie (di Fiorella Amato, Arianna Nastro [e qui], SorrentoPress, Mariateresa Russo, Lorenzo Giampaglia):

Alcuni scatti suggestivi sono questi di Gianni Coppola e molto ricca è anche la galleria fotografica di Carlo Alfaro.
Infine, il punto di vista di chi è stato a bordo della nave delle autorità e dei giornalisti (immagini di Iole Filosa per Akmàios Comunicazione):

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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Una risposta a Il rito dell’esplosione

  1. giogg ha detto:

    AGGIORNAMENTO del 15 maggio 2015 (tratto dal mio fb):
    Ricordate il 30 novembre scorso la Love Boat con vista sull’esplosione di Alimuri, piena di croceristi neoambientalisti che si strattonavano per fare un selfie con il “sindaco della demolizione”? Bene, la memoria è importante.
    Costui, oggi candidato al Consiglio Regionale della Campania (uno dei cosiddetti “sindaci della cazzimma“), dichiara che per evitare altri ecomostri è necessario ridurre i vincoli paesaggistici della Penisola Sorrentina: “Esistono troppe norme e vincoli sulle aree protette, a cominciare da quella della costiera sorrentina e amalfitana, che vanno rivisti. Non penso che abrogando numerose norme esistenti si apra la strada a nuovi abusi edilizi e colate di cemento“.
    Ricordiamocelo il 31 maggio 2015 (ripeto: duemilaquindici).
    – – –
    Fonte della perla: QUI.
    Commento di Franco Cuomo: QUI.
    Povero me, che già strabuzzavo gli occhi alcuni giorni fa quando il suddetto candidato si improvvisava museografo, nientemeno che del Boss (lunga vita a lui): QUI.
    – – –
    Infine, ecco un magnifico esempio di uso propagandistico delle demolizioni:

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