Sorrento ebraica

SORRENTO-in-EBRAICOIn età angioina, tra XIII e XIV secolo, c’era una “Sorrento ebraica”: «Nel 1276 e nel 1277 [gli ebrei] espletavano i propri doveri fiscali insieme alla popolazione cristiana, con la quale erano conteggiati sotto un’unica voce: “Sorrentum cum casalibus et Iudeis”. Nel 1294 le pressioni conversionistiche della corte e degli ordini mendicanti condussero alcuni di loro al battesimo».
Successivamente sono attestate le presenze, nel XV secolo, del copista Shemuel Yeshayah b. Shabbetay Sorrentino e, nel XVI secolo, del neofita Luca Giovanni de Sorrento.

Fonte: Italia Judaica.

Ne ho scritto un post per un gruppo di cultori di storia sorrentina: QUI.

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Una risposta a Sorrento ebraica

  1. giogg ha detto:

    “Italia Judaica”, post visualizzato il 10 settembre 2014, QUI

    SORRENTO
    Sorrento (סוריינטו)

    Provincia di Napoli. Adagiata su di una terrazza a picco sul mare, al centro della costa settentrionale della penisola che da essa prende il nome, S. è l’erede della romana Surrentum, luogo preferito di villeggiatura dei ricchi patrizi. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, rimase sottoposta a Bisanzio e al principio del IX secolo divenne ducato libero. Nel 1133 fu conquistata da Ruggero il Normanno, e da allora la sua storia fu legata a quella del Regno. Città vescovile, nel 1443 fu tassata per 297 fuochi e nel 1532 per 434.
    Gli ebrei sono documentati a S. in età angioina. Nel 1276 e nel 1277 essi espletavano i propri doveri fiscali insieme alla popolazione cristiana, con la quale erano conteggiati sotto un’unica voce: Sorrentum cum casalibus et Iudeis[1]. Nel 1294 le pressioni conversionistiche della corte e degli ordini mendicanti condussero alcuni di loro al battesimo[2].
    Per l’età aragonese è da ricordare il copista Shemuel Yeshayah b. Shabbetay Sorrentino[3] ed un neofita, Luca Giovanni de S., è prestatore a Cosenza nel 1509[4].
    La città è menzionata nel Sefer Yosefon, che la dice fondata al tempo di Davide e di Romolo dall’idumeo Zur (צור). L’affermazione è ripetuta nel Sefer massa‘ot di Beniamino da Tudela. Ambedue i testi, poi, identificano S. con Pozzuoli ed attribuiscono alla prima i fenomeni bradisismici del secondo. L’attribuzione parte dall’etimologia popolare del nome S., che è fatto derivare da Zur (e di qui la traslitterazione צורינטו del nome della città nel Sefer Yosefon), ma Zur è anche il nome biblico di Tiro, di cui i profeti preannunciavano lo sprofondamento nel mare,[5] destino che non poteva non essere condiviso dall’antica S. a motivo del suo eponimo.

    BIBLIOGRAFIA
    AA.VV. (a cura di), I registri della Cancelleria Angioina, Napoli 1950-2010.
    Ferorelli, N., Gli ebrei nell’Italia meridionale dall’età romana al XVII secolo, Torino 1915.
    Lacerenza, Echi biblici in una leggenda. Tiro in Beniamin da Tudela, in Annali Istituto Universitario Orientale, 56 (1996), pp. 462-470.
    Neubauer, A. – Cowley, A.E., Catalogue of the Hebrew Manuscripts in the Bodleian Library, Oxford 1886-1906.
    Patroni Griffi, F., Ebrei e neofiti negli atti del notaio Benedetto De Arnone di Cosenza (sec. XVI), in Nicolaus. Rivista di Teologia ecumenico-patristica, 22 (1995).
    Toaff, A., Sorrento e Pozzuoli nella letteratura ebraica del Medioevo, in Rivista degli Studi Orientali, 50 (1965), pp. 313-317.

    NOTE
    [1] I Registri della Cancelleria Angioina, XLVI, a cura di Cubellis, M., pp. 188, 293.
    [2] Ferorelli, N., Gli ebrei nell’Italia meridionale, p. 59.
    [3] Cfr. Neubauer, A. – Cowley, A.E., Catalogue of the Hebrew Manuscripts in the Bodleian Library, I, p. 32, n. 190 (Opp. 4to, 53).
    [4] Patroni Griffi, F., Ebrei e neofiti negli atti del notaio Benedetto De Arnone di Cosenza (sec. XVI), pp. 229-230, n. 9 (21 agosto 1509).
    [5] Cfr. Ez 26, 19; 27, 34; Zac 9, 4; Is 23, 17-18.

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