Scrivere è fare l’artigiano

Pierre Lemaitre su “La Lettura” del “CorSera” del 7 settembre 2014:

«Molti dei miei colleghi parlano come degli artisti, mentre io parlo come un artigiano. Tra loro e me, c’è la distanza che separa Michelangelo da un orologiaio. […] L’orologiaio che sono […] non crede assolutamente all’ispirazione, ma molto alla sudorazione. Passo un sacco di tempo a correggere, riscrivere, rifare, riprendere, è un’attività parecchio laboriosa. […] In quanto orologiaio, devo confessare che potrei lavorare in qualsiasi posto. Preferisco quando non c’è troppo rumore (per la concentrazione) ma, in tutta onestà, se sono preso da una situazione, posso scrivere in treno, in hotel, in un bistrot, a casa vostra, a casa mia, non ha alcuna importanza»

Poca ispirazione, molta sudorazione
Le riflessioni di uno scrittore che si sente un artigiano. E passa il tempo a correggere, rifare, riprendere. Pensando che la cosa più importante, in questo mestiere, sia il lettore.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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