Una tv australiana a caccia del cattivo selvaggio

La decolonizzazione non è mai finita, ma quella mai cominciata riguarda il pensiero.
E’ necessario cancellare ogni forma di razzismo, il quale passa quotidianamente per squallide trasmissioni televisive sul “buono” o “cattivo” selvaggio, per servizi giornalistici zeppi di stereotipi e pregiudizi sui migranti e sulle minoranze etniche, per anacronistiche retoriche nazionaliste di politici cinici e senza scrupoli, per insopportabili post su facebook – e altre vetrine simili – in cui si da allegramente sfoggio di ignoranza e pressappochismo.
Il razzismo passa ancora per una luminosa autopercezione occidentale, per una ingiustificata e ingiustificabile presunzione di superiorità, puntualmente e ripetutamente sconfessata dalla storia.
Bisogna fare urgentemente esercizio di periferizzazione e smetterla di parlare di civiltà, altrimenti continueranno a riprodursi schemi come quello proposto da un “documentario” australiano sui Suruwaha brasiliani, definito da “Survival International” «TV da baraccone» perché ha violato la “clausola sul razzismo” del Paese.
Già nel settembre 2012 una sentenza aveva riconosciuto l’emittente australiana “Channel 7″ colpevole di “provocare intensa avversione, serio disprezzo e grave dileggio contro una persona o un gruppo” e di aver trasmesso materiale inaccurato. Adesso quella sentenza è stata confermata dal Tribunale federale. I Suruwaha erano stati dipinti come “assassini di bambini”, “reliquie dell’Età della Pietra” e “i peggiori violatori dei diritti umani nel mondo”.

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AGGIORNAMENTO del 26 giugno 2014:
Se in Australia la tv è da baraccone, mi domando in Italia il vignettismo da prima pagina cosa sia.
Dopo la disfatta calcistica in Brasile, c’è stata una pioggia di critiche ai giocatori dell’Italia, soprattutto Mario Balotelli, che come al solito non se l’è tenuta e ha risposto piccato. Ok, è roba loro. Ma come viene commentata questa presa di posizione sui giornali? (Si badi, di destra e sinistra).
Come già accaduto ripetutamente nell’ultimo anno, per criticare un nero sono stati riproposti i soliti, volgarissimi, stereotipi razzisti e coloniali da anni ’30.
“Libero” oggi ha pubblicato questa vignetta:

Su “Repubblica.tv” viene dato spazio ad uno del trio Aldo-Giovanni-Giacomo che ripropone il pentolone:

E anche Makkox, purtroppo, ne scrive una di troppo alludendo a Tarzan, ovvero “l’uomo-scimmia” (qui).
[Fonti: in questa discussione via-tweet].
Come ha commentato Igiaba Scego su Twitter: “L’Italia non è mai stata decolonizzata e il razzismo quello biologico non solo culturale è sempre in circolo sigh” (qui).
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Di vignette razziste su Balotelli i giornali sono pieni. Particolarmente greve è quella della “Gazzetta dello Sport” del giugno 2012:

Ne ha scritto ampiamente jumpinshark su “Fùtbologia” in almeno due post: “Balotelli, LeBron e gli stereotipi razzisti della Gazzetta” (24 giugno 2012) e “Abbronzatissimi (sul nostro giornalismo sportivo e Balotelli)” (29 giugno 2012).

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INTEGRAZIONE:
L’Italia è razzista, e lo è in maniera sempre più esplicita. “A poco meno di 48 ore dall’eliminazione della nazionale dal Mondiale emergono due certezze. La prima è che Mario Balotelli è stato brutalmente scaricato da chi solo qualche settimana fa lo esaltava come Salvatore della Patria o alfiere di una società finalmente multietnica. La seconda è questo paese ha perso la testa“.

Ne ha scritto Leonardo Bianchi su “Vice” e la conclusione non può che essere la solita: “non sono gli italiani a essere razzisti. È Balotelli a essere negro“.
Da segnalare, infine, anche il commento di Quit (“Linkiesta”) sul linciaggio mediatico a Balotelli: in un mondo diviso in clan, “Una figura ibrida come quella di Balotelli, è tollerata finché contribuisce in maniera decisiva alla vittoria. Altrimenti diventa rapidamente L“altro”, l’infiltrato, il capro espiatorio perfetto“.

PS: ho segnalato questi articoli sul profilo fb di “Cocacola Journalism“, dove si è avviata una piccola discussione: QUI.

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INTEGRAZIONE:
Tornando alla tv, Daniele Sensi ha segnalato la genialata di Matteo Viviani, uno delle “Iene” (trasmissione ben nota per le sue bufale). Costui ha postato una foto su fb con specifiche motivazioni dense di pregiudizi e razzismo contro i rom. Oltre 16800 “like”, ma per fortuna ci sono persone come la signora Ponzo che non tacciono:

Nella pagina originale ci sono commenti razzisti raccapriccianti. Ad esempio: “non ci vuole per forza razzismo o cose varie per sospettare di uno zingaro […] è risaputo che i rom sono una brutta razza!“; “una razza di parassiti“; “Razza maledetta .. Questo sono .. Una razza maledetta“. Vabbè, basta.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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