Un presidente arbëreshë?

Alla fine dell’800 Giosuè Carducci cantò l’«Itala gente da le molte vite». Ed è ancora così, lo è intimamente. Il candidato alla Presidenza della Repubblica Stefano Rodotà, ad esempio, appartiene ad una famiglia arbëreshë calabrese. L’Italia è un Paese multietnico, e lo è da secoli.

Psè jò?… Stefano Rodotà, uno degli ultimi Mohicani | Rilindja Kulturore Arbëreshë
di Vincenzino Ducas Angeli Vaccaro (22 marzo 2013)

Fuor di dubbio uno degli ultimi “Mohicani” imbevuto di etica, morale e garante di civiltà, nel convulso panorama politico sviluppatosi ed imbolsitosi in maniera smodata in Italia negli ultimi tempi, è da identificarsi nella persona di Stefano Rodotà. Senza equivoci di sorta, è ritenuto, assieme al suo conterraneo e appartenente alla stessa etnia, quella Arbereshe, Costantino Mortati, quest’ultimo fra i padri della Costituzione Italiana, uno dei maggiori giuristi del XX secolo. Discendente dalla famiglia calabro albanese dei Rodotà dei Coronei, che tanto si prodigò per la istruzione del suo popolo, è nato nel 1933 a Cosenza. Trascorse la sua infanzia a San Benedetto Ullano, suo paese di origine, di lingua, usi, costumi e tradizioni arbereshe ed in questi giorni è entrato più che mai negli onori della cronaca: si parla e si scrive di lui come unico e degno successore di Napolitano alla Presidenza della Repubblica.

[continua]

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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Una risposta a Un presidente arbëreshë?

  1. giogg ha detto:

    “Gazzetta del Sud”, 17 aprile 2013, QUI

    Tra i candidati un arbereshe: il cosentino Stefano Rodotà
    E’ il candidato ufficiale del Movimento 5 Stelle. Discendente da una nobile famiglia italo-albanese è originario di San Benedetto Ullano, piccolo centro arbereshe del cosentino.
    di Redazione

    Nel cosentino si guarda con una attenzione interessata all’elezione del presidente della repubblica perché tra i candidati c’è un cosentino, Stefano Rodotà, proposto dal Movimento 5 Stelle, ma preferito dal deputato cosentino del PD, il renziano Ernesto Magorno, a Marini, il “papabile” tra quelli indicati dal PD su cui pare ci sia ampia convergenza anche del PDL. Stefano Rodotà, 80 anni, è originario di San Benedetto Ullano, piccolo centro arbereshe del cosentino, discendente da una illustre famiglia italo-albanese che ha annoverato fra il XVII e il XVIII secolo intellettuali difensori della minoranza etnica e religiosa arbëreshë. Ha insegnato in diverse università, professore ordinario di Diritto Civile alla Sapienza. Protagonista anche della vita politica. Più volte deputato con il PDS di cui è stato il primo presidente, è stato anche parlamentare europeo. E’ stato anche il primo garante della privacy ed è tra gli autori della Carta dei Diritti Fondamentali dell’unione Europea. Ha sempre mantenuto i rapporti con la Calabria e con Cosenza. Il 5 ottobre 2008 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria della città di Rossano.

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