L’ambiente e l’ecologia nei programmi elettorali 2013

Seconda lettura mirata (senza commento) all’interno dei programmi politici dei principali partiti candidati alle prossime elezioni nazionali. Il tema odierno è l’ambiente. Si tratta di un argomento molto ampio in cui è difficile discernere tra i vari aspetti. Qui ho tentato di non discostarmi dal significato più stretto del concetto di ambiente (natura, ecosistema, fauna, flora, educazione ambientale), senza tralasciare però i legami con l’economia e la sicurezza (sostenibilità, inquinamento, rischi naturali). Per gli aspetti paesaggistici, cioè per l’approccio culturale e storico all’ambiente, rimando ad una prossima lettura mirata. Sebbene abbia tentato di essere sintetico, per evitare di intaccare eccessivamente i testi estratti ho copiato spesso stralci piuttosto ampi; probabilmente questo può essere andato a discapito della rapidità di lettura e dell’efficacia della comunicazione, ma comunque sia, ciò che sicuramente emerge con chiarezza è l’entità e la qualità della filosofia ecologica di ciascun partito. A voi le considerazioni finali.

[E’ presente un titolo, il 14, nominato “Ambiente, green economy e qualità della vita”; questi i suoi punti:] «* Nuovo piano per il riassetto idrogeologico del Paese. * Messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, da realizzare attraverso benefici fiscali e finanziamenti agevolati. * Rifiuti: realizzare cicli integrati regionali di smaltimento, con l’obiettivo dell’autosufficienza; incentivare la raccolta differenziata e la riduzione della produzione dei rifiuti. * Valorizzare il sistema dei parchi e delle aree protette, attraverso l’uso della leva fiscale, per favorire nuove imprese e occupazione. * Green economy: puntare su quattro settori strategici: eco-innovazione, fonti rinnovabili, riciclo dei rifiuti e mobilità sostenibile. * Tutela degli animali da compagnia e affezione e cancellazione delle spese relative agli stessi dal redditometro. * Misure contro gli abbandoni degli animali come strumento di lotta al randagismo. * Smart Cities: dare impulso allo sviluppo delle città “intelligenti”, coinvolgendo capitali privati e utilizzando stimoli fiscali. * Nuovo rapporto sinergico ambiente-turismo» [1] [2]

[Manca un titolo ad hoc, tuttavia alcuni riferimenti al tema sono sparsi nel testo:] «Vogliamo dare segnali netti all’Italia onesta […]. Per noi ciò equivarrà […] al contrasto severo dei reati contro l’ambiente […]»; «Sviluppo sostenibile per noi vuol dire valorizzare la carta più importante che possiamo giocare nella globalizzazione, quella del saper fare italiano. […] Una politica industriale “integralmente ecologica” è la prima e più rilevante di queste scelte» [3]

[Il tema ricorre spesso, eccone alcuni estratti:] «Non si esce dalla crisi, non si rimette in moto un grande paese come l’Italia senza conversione ecologica dell’economia […]»; «Noi proponiamo un Piano Verde per il lavoro […]. Una grande campagna per la difesa del suolo, la prevenzione del rischio sismico, il mitigamento delle conseguenze dei cambiamenti climatici»; «Un’altra “grande opera” che proponiamo è la “costruzione” di città sostenibili, per interrompere il devastante ciclo di espansione edilizia e di consumo del suolo […]»; «Noi intendiamo [rinunciare] alle opere faraoniche e di grave impatto ambientale oltre che di scarsa utilità come la Torino-Lione e il Ponte sullo Stretto»; «emerge l’esigenza di un rinnovato impegno dell’Italia […] per la conversione ecologica dell’economia»; «Risulta indispensabile varare una strategia nazionale di prevenzione finalizzata alla riduzione della produzione e della pericolosità dei rifiuti, al riciclaggio ed al riutilizzo [e] che abbia a riferimento la “strategia rifiuti zero”»; «aree protette non sono solo uno strumento formidabile per la conservazione della biodiversità, del paesaggio, ma anche volano di uno sviluppo sostenibile delle comunità locali e rurali […]. Insomma sono parte essenziale di un Green New Deal che risponda alle vocazioni dei territori ed all’urgenza di assicurarne la tutela»; «Porteremo il bisogno di cambiamento anche nel riconoscimento dei diritti degli animali, ed in un nuovo rapporto tra viventi […]»; «la struttura geologica e geoclimatica del nostro paese indica la possibilità di un futuro esclusivamente rinnovabile»; «Pensare ancora a trivellare per il petrolio o per il fracking e cercare di imporre nuovi siti per centrali a carbone è l’esatto contrario di quanto un paese come l’Italia deve fare. Nei nostri mari non vogliamo nuove trivelle per il petrolio e per il gas. Per contro la struttura geologica e geoclimatica del nostro paese indica la possibilità di un futuro esclusivamente rinnovabile […] Attraverso politiche di sostegno al solare termico e la geotermia a bassa entalpia ed a strategie di cogenerazione anche del metano […]» [4]

[Qui il tema è legato a quello dell’energia:] «Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente, sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. […] Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti»; «Potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti»; «Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc.»; «Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici» [5]

[Vi è il titolo “Per l’ambiente” e poi alcuni riferimenti sparsi:] «Va cambiato l’attuale modello di sviluppo, responsabile dei cambiamenti climatici, del consumo senza limiti delle risorse, di povertà, squilibri e guerre. Va fermato il consumo del territorio, tutelando il paesaggio, archiviando progetti come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto di Messina. Va impedita la privatizzazione dei beni comuni, a partire dall’acqua. Va valorizzata l’agricoltura di qualità, libera da ogm, va tutelata la biodiversità e difesi i diritti degli animali. Vanno creati posti di lavoro attraverso un piano per il risparmio energetico, lo sviluppo delle rinnovabili, la messa in sicurezza del territorio, per una mobilità sostenibile che liberi l’aria delle città dallo smog»; «Accanto al Pil deve nascere un indicatore che misuri il benessere sociale e ambientale»; «riconversione ecologica dell’economia»; «l’inserimento dei reati contro l’ambiente nel codice penale [è una delle] azioni necessarie per liberare lo sviluppo economico» [6]

[E’ presente un titolo, il 16, nominato “Ambiente e paesaggio: strategie per il territorio”, da cui estrapolo i passi seguenti:] «Lo sviluppo è un obiettivo che ha in sé contrasti con il rispetto dell’ambiente. Un partito conservatore moderno si definisce in ragione della volontà di avere cura per terra, aria, acqua, vita, per trasmettere il patrimonio ereditato alle generazioni future. La sinistra ha ridotto la visione ambientalista a una retriva battaglia ideologica contro le forme d’interazione tra uomo e natura. Un’altra convivenza è possibile e può offrire risposte alle esigenze energetiche, abitative, infrastrutturali e di sviluppo economico, attraverso il rispetto dei parametri di sostenibilità. […] Priorità al risparmio energetico […]. E’ urgente razionalizzare e rilanciare le fonti rinnovabili: fotovoltaico, solare termico, eolico, biomasse, geotermico nella logica di distribuzione orizzontale e dell’autoproduzione. […] riteniamo che debbano prevedersi forme di forte premialità verso chi opera senza il ricorso agli Ogm, il ricorso ai quali rischierebbe di snaturare la tendenza qualitativa e non quantitativa della nostra filiera agricola. […] Niente discariche né inceneritori: è l’obiettivo strategico a cui tendere nel medio-lungo periodo. Il principio ispiratore del ciclo dei rifiuti è quello di riutilizzare gli scarti come materia prima seconda. […] Incentivazione del sistema premiale per la gestione del territorio e del paesaggio […]. Sviluppo eco-sostenibile delle città conciliando rispetto dell’ambiente, qualità della vita e servizi per la collettività […]» [7]

[Vi è il titolo “Sfruttare tutto il potenziale dell’economia verde” e altri riferimenti sparsi:] «La tutela dell’ambiente è investimento per il futuro e presupposto per vivere meglio il presente. Lavoro e salute non devono più essere alternativi, ma complementari. Per questa ragione l’economia verde non può essere “altro” dall’economia, ma è parte integrante dell’economia. L’industria, i trasporti, l’agricoltura, gli edifici devono riorientarsi secondo i criteri dell’efficienza, del contenimento delle emissioni nocive, dell’impiego di materiali riciclabili e di tecnologie intelligenti per smaltire i rifiuti, bonificare i terreni, ottimizzare il ciclo dell’acqua, mettere in sicurezza il territorio, incentivare la mobilità a basso impatto ambientale. Programmi formativi e incentivi devono facilitare le scelte “verdi”»; «Per questo l’Italia […] deve chiedere all’Europa […] una maggiore attenzione alla inclusione sociale e alla sostenibilità ambientale»; «adottare un grande piano di gestione integrate delle acque si può tutelare il territorio sia dal rischio di dissesto idrogeologico che di carenza idrica» [8]

[E’ presente un “Approfondimento sull’ambiente” che, dopo una premessa generale, avanza delle proposte su: “Rifiuti”, “Urbanistica e consumo di suolo”, “Semplificazione”, “Fisco”, “Parchi e aree naturali protette”, “Acqua”, “Compensazioni ambientali”, “Europa e relazioni internazionali”; ne estrapolo qualche brano:] «Le politiche ambientali attuate sinora seguono un approccio dirigista a senso unico: le autorità pubbliche pianificano, ordinano e controllano l’operato dei privati cercando di influenzarne l’attività con paletti, vincoli e prescrizioni. […] La tutela dell’ambiente deve essere perseguita in altro modo, attraverso: la valorizzazione delle risorse ambientali; la salvaguardia del diritto individuale alla qualità dell’ambiente in cui si vive come estensione del diritto di proprietà. Chi danneggia l’ambiente deve essere responsabile in primo luogo verso i cittadini danneggiati; la partecipazione e il coinvolgimento della società civile e dei privati in difesa del proprio habitat; la semplificazione amministrativa per gli interventi edilizi o su impianti produttivi che hanno effetti positivi sull’ambiente»; «riforma della legge 394/91 che affida la gestione di parchi e aree naturali protette a organismi di nomina politica; fissazione da parte delle amministrazioni pubbliche di obiettivi e risultati da conseguire ai fini della tutela dell’ambiente e della biodiversità; coinvolgimento di associazioni e privati capaci di creare valore, anche attraverso un uso sostenibile (es. a scopi ricreativi) e la rigenerazione delle risorse, da reinvestire nella conservazione e valorizzazione delle risorse ambientali»; «Con riguardo alle opere infrastrutturali, possibilità di prevedere compensazioni ambientali per la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico e sismico del territorio e compensazioni dirette ai cittadini anziché alle amministrazioni locali e regionali» [9]

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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