Quei trentamila orfani

Qual è lo stato di salute della democrazia italiana? Forse ce lo dicono (o ce lo diranno) 30.000 nostri concittadini.

Lo stato di salute di una democrazia è misurabile in base a numerosi parametri. Uno importante è certamente la presenza nelle istituzioni di personaggi inquisiti, condannati, sospettati e così via. Ma più importante ancora è il “pacchetto” di voti che taluni possono garantire ai propri partiti di riferimento. Si dice che Nick ‘o mericano sia un uomo «capace di garantire a Berlusconi oltre trentamila voti con un controllo quasi militare di tessere e consenso». Ecco, in queste drammatiche ore per il partito e, soprattutto, per il quasi ex onorevole, il mio pensiero va a quei 30.000. Trentamila elettori orfani, ciascuno con un piccolo, ma enorme potere che, moltiplicato per il tutto, diviene una forza che può governare un Paese intero.
Questi sono i trentamila di Cosentino, trentamila concittadini inquadrabili, influenzabili, direzionabili con la banalità di un si o di un no, magari dietro il ricevimento dilazionato di un paio di scarpe. Penso a quei trentamila e a tutti gli altri pacchetti di intruppati che si nascondono dietro chissà quanti futuri onorevoli. Il voto è libero, segreto, più o meno consapevole, certo. Ma in Italia, alla vigilia delle elezioni politiche nazionali del 2013, si parla senza alcun imbarazzo di uomini politici che, di fatto, gestiscono decine di migliaia di voti. Ebbene, come sta una democrazia del genere? E’ in buono stato di salute una democrazia in cui trentamila elettori sono o inconsapevoli del loro grande potere – quello che si manifesta nei pochi istanti di solitudine all’interno di una cabina elettorale – o consapevoli negoziatori tra voto e favori personali?
Ma spingiamo un po’ più in là il ragionamento: come si muoveranno quei trentamila nell’ignoto panorama che si apre dinnanzi a loro, adesso che sono diventati orfani?
Tra un mese sapremo. Di una cosa, però, sono certo già ora: in politica nessuno resta orfano a lungo.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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Una risposta a Quei trentamila orfani

  1. giogg ha detto:

    Ecco un caso simile e altrettanto interessante:
    Anagni, caccia agli elettori di Er Batman: sfida Pdl-Fratelli d’Italia per 27 mila voti
    Nei partiti di Abbruzzese e di Meloni, 8 favoriti. Taormina: «Tradito Fiorito, quelle preferenze non le avrà nessuno»
    di Antonio Mariozzi, in “Corriere della Sera”, 4 febbraio 2013, QUI.

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