L’archivio dell’apocalisse

Questo post è una sorta di “osservatorio sull’apocalisse“: è, cioè, l’archivio in cui raccolgo le informazioni provenienti dalla monitorizzazione dei mass-media (essenzialmente on-line) che ho effettuato nelle settimane precedenti il 21 dicembre 2012, data della “fine del mondo” secondo una (presunta) profezia maya.
Tra i commenti qui sotto (e tra quelli di quest’altro post), dunque, conservo le notizie sulle modalità con cui è vissuta in giro per il mondo (o meglio: come è rappresentata dagli organi di stampa) l’attesa dell’ultimo giorno dell’umanità.
Ecco l’indice delle notizie archiviate, per località o per altri argomenti principali:

CILE
– Redazione, Apocalisse maya, un cileno su 4 non andrà al lavoro il 21 dicembre, “Blitz Quotidiano”, 5 dicembre 2012, QUI
– Redazione, Profezia Maya, provocazione di un vescovo: «Prima di fuggire, lasciate i beni alla Chiesa», “Avvenire”, 11 dicembre 2012, QUI (anche su “La Stampa”: QUI)

CINA
– Claudia Nardi, In attesa della fine del mondo si costruisce un’arca come Noè, “La Stampa”, 3 dicembre 2012, QUI
– Malcolm Moore, China fears end of the world is nigh, “Telegraph”, 7 dicembre 2012, QUI
– Redazione, Contro la psicosi da fine del mondo la polizia cinese interviene sul web, “La Stampa”, 8 dicembre 2012, QUI
– Redazione, Profezia maya, l’ansia dilaga in Cina, “Il Secolo XIX”, 8 dicembre 2012, QUI

FRANCIA
– Alberto Mattioli, Panico da apocalisse, in Francia scatta la corsa ai cibi liofilizzati, “La Stampa”, 29 ottobre 2012, QUI

INGHILTERRA
– Sara Pinotti, Londra esorcizza i maya (consigli semiseri da parte delle istituzioni inglesi), “Lettera 43″, 11 dicembre 2012, QUI

ITALIA
– Andrea Priante, Villa-bunker per salvarsi dai maya (a Padova), “Corriere del Veneto”, 13 dicembre 2012, QUI

PERU’
– Gordon Francis Ferri, A Lima gli sciamani in azione contro la profezia maya, “Mysterium”, 31 dicembre 2011, QUI

RUSSIA
– Fabrizio Dragosei, Il governo russo rassicura: “Non ci sarà l’apocalisse”, “Corriere della Sera”, 5 dicembre 2012, QUI
– Redazione, Data maya, psicosi in Russia, “Brescia Oggi”, 6 dicembre 2012, QUI
– Tom Parfitt, Russian residents buy up tinned goods and matches ahead of apocalypse, “Telegraph”, 6 dicembre 2012, QUI
– Serghei Duz, La fine del mondo il 21 dicembre: test per l’apocalisse, “La Voce della Russia”, 6 dicembre 2012, QUI
– Aurelio Montingelli, La maledizione dei maya sulla stampa italiana, “La Voce della Russia”, 7 dicembre 2012, QUI

SERBIA
– Nick Squires, Serbia presa d’assalto: qui si potrà scampare a fine mondo”, “Wall Street Italia”, 13 dicembre 2012, QUI

SVIZZERA
– Davide Illarietti, Un kit di sopravvivenza per vincere i maya, “Lettera 43″, 8 dicembre 2012, QUI

VARIE LOCALITA’
– Nick Allen (Los Angeles), Malcolm Moore (Beijing), Tom Parfitt (Moskow), Mayan apocalypse: panic spreads as december 21 nears, “Telegraph”, 7 dicembre 2012, QUI
– Marina Volkova, La fine del mondo è rinviata (Russia, Ucraina, Bulgaria, Polonia), “La Voce della Russia”, 7 dicembre 2012, QUI
– Alessio Lana, Il mondo si prepara alla fine… del mondo (Russia, Usa, Europa, web), “Corriere della Sera”, 9 dicembre 2012, QUI

WEB e VARIE
– Livia Iacolare, Non si sa Maya: micro-guida all’apocalisse, “Pubblico”, 10 dicembre 2012, QUI
– Valentina Crepax, Istruzioni per sopravvivere alla fine del mondo, “LeiWeb”, 10 dicembre 2012, QUI
– Redazione, E se la profezia Maya si avverasse? Ecco cosa fare prima della fine del Mondo, “Donna Fanpage”, 10 dicembre 2012, QUI
– Davide Illarietti, Maya, la salvezza è un hobby, “Lettera 43″, 11 dicembre 2012, QUI

APPUNTAMENTI CULTURAL-RICREATIVI
– Redazione, Milano, è in mostra la fine del mondo (una mostra di illustratori dal 3 dicembre alla Libreria Hoepli), “Repubblica”, 30 novembre 2012: QUI
– Redazione, 21 Dicembre 2012 a Cagliari, il TOUR contro la fine del mondo (una passeggiata notturna), “Sardegna Sotterranea”, 4 dicembre 2012: QUI
– Redazione, Le stelle del Righi: dicembre tra visite e “profezie” Maya (incontri con gli astronomi all’Osservatorio del Righi), “Genova Oggi Notizie”, 7 dicembre 2012: QUI
– Matteo Porfiri, I Maya e la fine del mondo al Festival dell’Appennino. Risate, escursioni e buona cucina, “Il Resto del Carlino – Ascoli”, 8 dicembre 2012: QUI
– Greta Rambaldini, «Maya e Bef», la fine del mondo dentro la grotta. Escursionismo speleologico nella notte, “Giornale di Brescia”, 8 dicembre 2012: QUI
– Giovanna Colantonio, Crisi e Maya, via all’esorcismo. Un brindisi alla fine del mondo (cantina sociale abruzzese), “Affari Italiani”, 8 dicembre 2012: QUI
– Francesco Ladisa, 21 Dicembre 2012 la fine del Mondo: “Dialoghi sull’Apocalisse” (presso la Sala Rosa dell’Università di Siena), “InMeteo”, 10 dicembre 2012, QUI
– Lucio Esposito, Nun sia Maya. Tammurriate (e non solo!) di scongiuro per rivederci all’anno nuovo, “PositanoNews”, 10 dicembre 2012: QUI
– Redazione, Alla faccia dei Maya. Idea week-end in Valmalenco, Sondrio, “Mondo in tasca”, 11 dicembre 2012: QUI

SCHERZI: qui

MERCHANDISING E BUSINESS
– Alberto Mattioli, Panico da apocalisse, in Francia scatta la corsa ai cibi liofilizzati. Adesso i privati che ammassano provviste in attesa della catastrofe rappresentano il 40% della clientela, “La Stampa”, 29 ottobre 2012, QUI
– Redazione, Capodanno: da ‘Insigne’ a ‘Maya’, a Napoli i nuovi ‘botti’ accanto agli evergreen, “Libero”, 6 dicembre 2012: QUI
– Redazione, “Bomba Maya”. La guardia di finanza ha sequestrato a Napoli un ordigno di due Kg così chiamata prevista per i festeggiamenti di fine anno, “NewsRaider”, 7 dicembre 2012: QUI
– Redazione, A Napoli arriva cravatta “anti Maya”: cornetti e date fortunate. L’ironica creazione di un negoziante napoletano, “TMNews”, 7 dicembre 2012: QUI
– Davide Illarietti, Un kit di sopravvivenza per vincere i Maya. Cibi liofilizzati, maschere anti gas, tute anti radiazioni. Così un calabrese emigrato in Svizzera sta facendo i soldi sulla paura della profezia, “Lettera 43”, 8 dicembre 2012: QUI
– Redazione, Maya: il “vino dell’apocalisse“? Dalle uve della città turca di Sirince, “Libero”, 14 dicembre 2012, QUI (fonte primaria: “HuffPost“)

ALTRI FENOMENI SOCIALI
– Redazione, Apocalisse Maya. La fine del mondo fa raddoppiare i tradimenti (un sondaggio web su 2.000 persone tra 18 e 65 anni), “Il Moderatore”, 7 dicembre: QUI
– Gianluca Veneziani, Arriva la fine del mondo dei Maya Tutti dal prete: boom di confessioni, “Libero”, 11 dicembre 2012, QUI
– Redazione, Profezia maya: tutti chiedono ferie, “You Reporter News”, 14 dicembre 2012, QUI

LUOGHI RISPARMIATI DALL’APOCALISSE
– Giampiero Martinotti, Maya, la “fine del mondo” salva Bugarach. Villaggio dei Pirenei invaso dai pellegrini, “Repubblica”, 7 dicembre 2012: QUI, Francia
– Redazione, Maya, fine del mondo: tutto esaurito a Bugarach, affitti alle stelle, “Excite – Viaggi”, 8 dicembre 2012: QUI, Francia
– Redazione, Fine del mondo 2012? Ecco i post della Terra che si salveranno, “Investire Oggi”, 10 dicembre 2012, QUI, Francia e Italia
– Redazione, Profezia dei Maya: in Italia ci si salva a Cisternino, in Puglia, “Huffington Post – Italia”, 10 dicembre 2012, QUI, Italia
– Redazione, Arriva la fine del mondo: ecco dove nascondersi, “Pubblico”, 10 dicembre 2012, QUI, Francia e Italia
– Redazione, Profezia Maya, tra i trulli di Cisternino. «Ci si salva dalla fine del mondo»: boom di prenotazioni in Valle d’Itria, “Il Messaggero”, 11 dicembre 2012: QUI, Italia
– Giovanni Serafini, Arriva la fine del mondo? La salvezza è sui Pirenei (intervista al sindaco di Bugarach), “Quotidiano Net”, 11 dicembre 2012, QUI, Francia
– Nick Squires, Serbia presa d’assalto: qui si potrà scampare a fine mondo”, “Wall Street Italia”, 13 dicembre 2012, QUI, Serbia
– Redazione, Boom di voli verso Bugarach e Turchia per sfuggire alla profezia, “Excite”, 14 dicembre 2012, QUI (altre fonti: “Repubblica” e “HuffPost“), Francia e Turchia
– Redazione, Maya: il “vino dell’apocalisse”? Dalle uve della città turca di Sirince, “Libero”, 14 dicembre 2012, QUI (fonte primaria: “HuffPost“), Turchia

INTERPRETAZIONI (di varia natura)
– Chiara Di Martino, Fine del mondo 2012, la profezia maya “creata” da un prof di storia dell’arte, “Il Fatto Quotidiano”, 12 luglio 2012, QUI
– Virginia Perini, Telmo Pievani, il nuovo libro sulla fine del mondo. L’intervista, “Affari Italiani”, 9 novembre 2012, QUI
– Armando Torno, Mille e ancora mille: come prepararsi al 21 dicembre, “Corriere della Sera”, 29 novembre 2012, QUI
– Eleonora Lorusso, Profezia dei maya: è solo business, “Panorama”, 6 dicembre 2012, QUI
– Redazione, I maya e il destino del mondo: «l’era scade il 21 dicembre», “L’Arena”, 9 dicembre 2012, QUI
– Alessandra Cristofari, La verità sul calendario maya: tutto quello che c’è da sapere, “Giornalettismo”, 11 dicembre 2012, QUI
– Redazione, Fine del mondo maya smentita dai sacerdoti del Messico (è citato il caso di un affresco del XVI sec. nel bergamasco), “Turismo”, 11 dicembre 2012, QUI
– José G. Funes, L’apocalisse che non verrà (almeno per ora), “L’Osservatore romano”, 11 dicembre 2012: QUI
– Pino Cottogni, I calendari maya. Oltre le paure della fine, “Corriere della fantascienza”, 11 dicembre 2012, QUI

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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26 risposte a L’archivio dell’apocalisse

  1. giogg ha detto:

    “Corriere della Sera”, 9 dicembre 2012, QUI

    Viaggio semi-serio verso il 21 dicembre 2012, quando tutto dovrebbe finire
    IL MONDO SI PREPARA ALLA FINE… DEL MONDO
    La profezia dei Maya o l’asteroide Nibiru? In Rete siti e servizi per arrivare preparati all’ultimo giorno
    di Alessio Lana

    MILANO – Sarà per il continuo cambio di data o per esorcizzare il pericolo della fine del mondo, ma la Rete sta accogliendo con freddezza la tanto annunciata data del 21 dicembre 2012, anzi del 21-12-2012, che è molto più d’impatto. Perfino i prepper, il movimento di persone che sono sempre pronte ad affrontare eventuali disastri e rivolgimenti sociali procurandosi cibi a lunga conservazione e rifugi di emergenza, sul loro sito affermano testualmente: «Tante, troppe volte, la comunità dei prepper in questi giorni viene interpellata riguardo ad un argomento di cui non gliene potrebbe fregare di meno: la fine del mondo».
    Tra i bit le catastrofi annunciate da calendari Maya, processioni degli equinozi o la collisione con l’asteroide Nibiru vengono surclassate da una convinzione: è tutta colpa del Gangnam style. Il video più visto nella storia di YouTube, con il cantante coreano Spy che balla mimando un cavallerizzo, sarebbe legato infatti a una profezia di Nostradamus. Ad affermarlo è lo studioso di astrologia William Leroy che riconosce una somiglianza tra il video e il versetto «Dalla calma del mattino, giungerà la fine. Quando del cavallo danzante il numero dei cerchi sarà nove». La spiegazione è ardita ma non manca di genio e analizza ogni singola frase dandole un senso. La calma del mattino sarebbe nelle origini coreane di Psy, visto che la parola Corea significa proprio la terra della calma del mattino. Il cavallo danzante è legato al balletto del cantante, che imita appunto un cavallerizzo, mentre i nove cerchi corrisponderebbero ai nove zeri che costituiscono un miliardo, ovvero il numero di visualizzazioni che, sempre secondo lo studioso, il video raggiungerà proprio il 21 dicembre 2012. Una previsione poi non troppo lontana visto che al momento il numero di visualizzazioni è oltre i 901 milioni e cresce a ritmo esponenziale.
    I PRONTI A TUTTO – Tra tante burle non manca chi prende il discorso sul serio. Il governo russo il 5 dicembre ha dovuto rassicurare i tanti cittadini impauriti dall’evento addirittura con un comunicato stampa e in Siberia si vende il kit «Apocalisse», un pacco con medicine, sapone, una corda che non lascia presagire niente di buono e, immancabile, una bottiglia di vodka. Curiosamente il pacchetto è in vendita presso un’agenzia matrimoniale, il prezzo è di 22 euro. Non scherza neanche la Nasa con il suo Ask an astrobiologist, servizio in cui i membri dell’agenzia spaziale americana rispondono alle domande del pubblico. Finora le domande sul Doomsday, il giorno del giudizio come lo chiamano negli States, hanno raggiunto quota cinquemila, dimostrando un certo interesse per l’argomento.
    I SOCIAL NETWORK – Interesse che va al di là della scienza per sfociare nell’amore. Sempre dagli Usa è partito un sito per incontri amorosi tra catastrofisti. Si chiama Survivalistsingles.com, è gratuito, e in meno di due anni ha decuplicato i propri iscritti portandoli fino a oltre 4mila dai 400 del 2010. A giudicare dalle statistiche è chiaro che il mondo post-apocalittico sarà tutto al maschile, visto che le donne iscritte sono poco più di 1.300, meno della metà dei colleghi maschi. Per stare insieme è meglio quindi partecipare alla festa tutta italiana «La fine del mondo», che al momento su Facebook conta più di 170mila partecipanti pronti a scatenarsi al motto: «In questo giorno memorabile, come non organizzare una mega festa in tutto il pianeta, con alcol, musica, ragazze e ragazzi mezzi nudi che ballano e brindano alla fine del mondo?». Difficile dargli torto.
    Mentre su Twitter l’hashtag #Maya è tra i più ricorrenti degli ultimi giorni, su YouTube dominano i video pratici per affrontare la supposta catastrofe. Uno dei più tassonomici, tra il serio e il faceto, lo trovate in pagina.
    I VIAGGI – Per non stare con le mani in mano non c’è di meglio che un bel viaggio, tanto che la casa editrice specializzata Moon ha preparato Exploring the Mundo Maya in 2012, un guida dettagliata attraverso Messico, Guatemala, Belize e Honduras alla ricerca dei luoghi sacri di questa antica civiltà. Chi preferisce sopravvivere può organizzare invece un giro a Bugarach, in Francia, o ad Angrogna, in provincia di Torino. Tra la bufala e la trovata pubblicitaria, si dice che i due minuscoli paesini saranno le uniche due località europee che scamperanno alla catastrofe. Ovviamente non c’è un fondamento scientifico a questa tesi ma nel dubbio meglio andarci.
    TEMPO DI MUSICA – Come ogni viaggio, anche la fine del mondo merita una colonna sonora tutta sua. I forum sono in fermento per trovare le tracce adatte a trascorrere le ultime ore sulla Terra. Tra le italiane più gettonate si trovano «A che ora è la fine del mondo?» di Ligabue e «Gli spari sopra» di Vasco Rossi, mentre sul fronte anglosassone emergono la classica «It’s The End Of The World» dei R.E.M, la più romantica «Alive» dei Pearl Jam, la ben più potente «Dead Embryonic Cells» dei Sepultura e l’immancabile «Until The End Of The World» degli U2. E la fine del mondo è servita
    .

  2. giogg ha detto:

    “Il Fatto Quotidiano”, 12 luglio 2012, QUI

    FINE DEL MONDO 2012, LA PROFEZIA MAYA “CREATA” DA UN PROF DI STORIA DELL’ARTE
    E’ stato un docente del Minnesota, Joseph Anthony Argüelles con il suo libro “Il fattore Maya” a trovare nel 21 dicembre 2012 un significato “apocalittico”. Per gli esperti il calendario chiude invece soltanto dei cicli temporali. Una settimana fa scoperto un altro geroglifico in Guatemala
    di Chiara Di Martino (“Pianetascienza”)

    Tra conferme e smentite, non è ancora chiaro perché non desti altrettanto interesse la più volte proclamata inattendibilità scientifica della “profezia dei Maya”, secondo la quale il prossimo 21 dicembre ci sarebbe da dire addio a questo mondo. L’ultima “apparizione” della data risale a poco più di una settimana fa, in un testo scoperto nel sito di La Corona in Guatemala, un lungo geroglifico di 1.300 anni fa intagliato sui gradini di una scala. “Un testo che parla dell’antica storia politica dei Maya”, ha commentato Marcello Canuto, direttore del Middle American Research Institute della Tulane University e co-direttore degli scavi a La Corona insieme a Tomás Barrientos della Universidad del Valle de Guatemala. La data ci sarebbe, ma più che un riferimento a una catastrofe riguarderebbe la volontà del sovrano Yuknoom Yich’aak K’ahk’ di Calakmul, a pochi mesi dalla sconfitta ricevuta dal rivale Tikal nel 695 a.C., di scongiurare le paure del popolo rimandando a una data piuttosto lontana la fine del suo regno.
    Una precedente – anche se di poco – scoperta del più antico calendario Maya, ad opera degli archeologi della Boston University, ha rinvenuto, nella stanza di un tempio scoperto nel complesso archeologico di Xultun, dipinti che raffigurano figure umane in uniformi nere e cicli lunari e planetari, datati IX secolo dopo Cristo. Sarebbero dunque più antichi dei Codici Maya, risalenti al periodo compreso fra 1300 e 1500. Le annotazioni sulle pareti sembrano rappresentare i vari cicli del calendario Maya: il calendario cerimoniale di 260 giorni; il calendario solare di 365 giorni; il ciclo di 584 giorni del pianeta Venere e il ciclo di 780 giorni di Marte. Anche in questo caso, non vi è prova di una profezia, ma soltanto della fine di un ciclo. Che il 2012 fosse il termine conclusivo di un lungo periodo lo aveva già ribadito a dicembre Sven Gronemeyer de La Trobe University in Australia: la tavoletta ritrovata su un mattone trovato nelle rovine di Comalcalco, vicino Tortuguero, indica la descrizione del ritorno dal cielo della misteriosa divinità Maya della guerra Bolon Yokte. L’era che si chiuderà, secondo le previsioni dei Maya, il prossimo dicembre è quella iniziata 5.125 anni fa con l’avvio dell’Età dell’Oro. Bolon Yokte, infatti, è, tra le tante cose, la divinità del cambiamento: secondo lo studioso tedesco, l’antico sovrano Bahlam Ajaw si era limitato ad indicare il passaggio del dio e l’intenzione di accoglierlo nel tempio di Tortuguero. Per qualche giorno, inoltre, si è diffusa la notizia che la data del 21 dicembre fosse errata e che la fine sarebbe arrivata il 5 giugno scorso (il giorno del transito di Venere, per intenderci, quando il pianeta è transitato davanti al Sole rendendosi visibile dalla terra): ma, essendo arrivati a luglio, si può dire di aver tirato il primo sospiro di sollievo.
    “Gran parte della cultura Maya è basata sullo scorrere del tempo e sulla sua ciclicità – spiega Daniele Petrella, dottore di ricerca in Archeologia presso l’Università di Napoli L’Orientale, amministratore della società Archeologia Attiva e direttore della prima missione archeologica italiana in Giappone –: tanto per dirne una, il Tempio di Cuculcàn aveva 365 gradini. Ma la misurazione del tempo di questo popolo non si limitava, come è noto, a un solo calendario. I loro calcoli cronologici, ritrovati in numerosi scritti, sono di difficile traduzione rispetto ai nostri. Schematizzando, possiamo dire che, in base a un complesso calcolo sul lungo computo, ogni 5.125 un ciclo si riazzera e ne parte un altro. Il 21 dicembre 2012 non è altro che uno di questi punti, coincidente solitamente con cambiamenti più o meno evidenti dei sistemi naturali e a cui la cultura occidentale associa una fine catastrofica”. Ma se si tratta solo della fine di uno dei tanti cicli cronologici, come (e perché) è nata l’idea che proprio al termine di questo ciclo ci si dovesse preparare alla fine del mondo? “Nella seconda metà degli anni Ottanta – racconta Vincenzo Reda, scrittore appassionato di archeologia e autore del libro “101 Storie Maya che Dovresti Conoscere Prima della Fine del Mondo” – un professore di storia dell’arte del Minnesota, Joseph Anthony Argüelles (scomparso a marzo dello scorso anno) pubblica un libro,
    Il fattore Maya: lo studioso era rimasto affascinato dal senso circolare del tempo Maya e ha ritrovato nel 21 dicembre 2012 un significato “apocalittico”. Detto questo, c’è da precisare che il giorno è stato ricostruito tramite una correlazione operata con il nostro calendario (relativo, come tutti gli altri calendari esistenti) e anche se c’è grande accordo sulla data non si può parlare di unanimità”. “In ogni caso – spiega ancora Reda – credo che la difficoltà di sfatare questa presunta profezia sia da attribuire alla nostra cultura e al suo bisogno antico di escatologia e di apocalittico. I Maya avevano l’ossessione del tempo: se noi ad ogni giorno associamo un santo, questo popolo vi associava addirittura un dio che, con un pesante fardello, lo trasportava fino al giorno successivo per consegnarlo a un’altra divinità. In sintesi, ciò che accadrà il 21 dicembre sarà, secondo complessi calcoli matematici e astronomici, la fine di un periodo composto da 13 Baktun, ciascuno dei quali di circa 400 anni”.
    Basta avere ancora qualche mese di pazienza, dunque, e molto probabilmente tutta la faccenda si risolverà come il Millennium Bug: in un falso allarme
    .

  3. giogg ha detto:

    “Pubblico”, 10 dicembre 2012, QUI

    NON SI SA MAYA: MICRO-GUIDA ALL’APOCALISSE
    di Livia Iacolare

    Il 21 dicembre si avvicina e – come accade prima di ogni fine del mondo che si rispetti – l’umanità si predispone ad affrontare l’ennesimo giorno del giudizio con stoica rassegnazione, ovvero andando a letto la sera del 20 dicembre come se niente fosse per poi scoprire, l’indomani, di aver finito il dentifricio. In realtà una rapida occhiata a Yahoo! Answers rivela ai più arguti che l’apocalisse è già avvenuta a nostra insaputa e i protozoi sono tornati ad essere la forma di vita predominante sul pianeta. Ma questo è un altro discorso…
    Fino a prova contraria, c’è chi ci crede davvero a questa storia dell’Armageddon e si sta organizzando per sopravvivere a qualsiasi cataclisma. Il piccolo borgo di Bugarach, situato ai piedi dei Pirenei, è stato preso letteralmente d’assedio dai turisti dell’Apocalisse. Il motivo? Una profezia avrebbe rivelato che solo gli abitanti di quella cittadina si salveranno nell’ultimo giorno. Resta da capire se per abitanti si intendano solo i residenti o anche i visitatori. Le battute sui Maya ormai non si contano più, così come s’è perso il conto di tutte le smentite e riconferme della fatidica data (che ormai sono seconde solo ai ripensamenti di Berlusconi sulla data delle primarie del Pdl).
    Comunque la pensiate, il 21 dicembre sarà un giorno speciale e – nel dubbio – tanto vale prepararsi psicologicamente a fronteggiare qualunque evenienza. Ecco perché abbiamo redatto una piccola guida per aiutarvi a sfruttare in maniera produttiva gli ultimi giorni delle vostre precarie esistenze.

    Cose da fare (prima che sia troppo tardi)
    Solitamente dicembre è il mese in cui si fa un bilancio delle cose fatte e si stila un elenco dei buoni propositi per l’anno successivo. Quest’anno i Maya ci offrono l’occasione di mettere nero su bianco la to-do list definitiva, quella che raccoglie gli ultimi desiderata. Esistono diversi strumenti che ci permettono di crearne una in modo semplice e pratico; tra questi consigliamo Remember The Milk, iProcrastinate e Wunderlist (ma qui ne trovate tantissimi altri).

    Organizzare un veglione/party
    È risaputo che l’approssimarsi di eventi particolari genera in molti esseri umani il desiderio imperscrutabile di togliersi la vita in comitiva. È il fenomeno dei cosiddetti “suicidi di gruppo”. Ma perché morire in un tristissimo garage di 100mq ammassati come dei lemmings quando ci si può godere gli ultimi istanti di vita con un mojito in mano e tanta musica caraibica? L’obiettivo è uno solo: arrivare all’alba in coma etilico.

    Provare a sopravvivere
    Non ci è dato sapere se moriremo a causa di un terremoto, di un’alluvione, di uno tsunami o di un meteorite. Non sappiamo nemmeno se creperemo tutti assieme o in momenti diversi, agonizzando o di colpo, senza rendercene conto. Qualcuno potrebbe anche giocarsela fino all’ultimo istante sfidando tutti i cataclismi; in tal caso non possiamo permettere che se la cavino solo i boy scouts, Tata Lucia e Bear Grylls (in verità sugli scouts nutro qualche dubbio).
    Per questo motivo consiglio di consultare il manuale di sopravvivenza dell’esercito americano, una delle guide più esaustive su come rimanere in vita quando non c’è scampo (il manuale è anche disponibile sotto forma di app per Android e iPhone, anche se non so cosa potreste farvene di un telefonino durante l’apocalisse).
    Esiste pure un’utilissima mappa che indica la posizione di supermercati, pompe di benzina, ospedali, stazioni di polizia e luoghi di interesse pubblico. Si chiama Map of the Dead ed in realtà è stata creata nell’eventualità di un’invasione di zombie… ma capirete che a questo punto possiamo aspettarci qualsiasi cosa.

    La playlist dell’Apocalisse
    Per prepararsi alla fine del mondo bisogna saper creare intorno a sé l’atmosfera giusta. Bando quindi alle decorazioni natalizie e agli addobbi festosi: meglio sprofondare subito nel mood apocalittico ascoltando un po’ di musica propedeutica all’ultimo respiro. Ecco la playlist che abbiamo confezionato per voi.

    Questo è l’elenco dei brani:
    Muse – Apocalypse Please (Absolution)
    Smashing Pumpkins – The End Is the Beginning Is the End (Batman & Robin Soundtrack)
    Johnny Cash – The Man Comes Around (American IV: Man Comes Around)
    The Strokes – Ize of the World (First Impressions Of Earth)
    Scars on Broadway – They Say (Scars on Broadway)
    Flobots – Handlebars (Flobots Present… Platypus)
    Rage Against the Machine – Ashes in the Fall (The Battle of Los Angeles)
    Audioslave – Shape of Things to Come (Revelations)
    Soundgarden – Black Hole Sun (Superunknown)
    The Clash – London Calling (Londong Calling)
    Creedence Clearwater Revival – Bad Moon Rising (Green River)
    R.E.M. – It’s the End of the World as We Know It (And I Feel Fine) (Document)
    Tom Waits – Earth Died Screaming (Bone Machine)
    Joy Division – Atrocity Exhibition (Closer)
    Blue Öyster Cult – (Don’t Fear) The Reaper (Agents of Fortune)
    The Rolling Stones – Gimme Shelter (Let It Bleed)
    Leonard Cohen – The Future (The Future)
    Pink Floyd – Two Suns in the Sunset (The Final Cut)
    Nine Inch Nails – The Day the World Went Away (The Fragile)
    Godspeed You! Black Emperor – The Dead Flag Blues (F♯ A♯ ∞)
    Radiohead – Idioteque (Kid A)
    Metallica – Blackened (…And Justice for All)
    Talking Heads – (Nothing But) Flowers (Naked)
    Aerosmith – I Don’t Want To Miss A Thing (Armageddon Soundtrack)
    The Doors – The End (The Doors)

    Vuoi suggerirci un’altra canzone da inserire nella playlist?

    Comunque vada, godetevi lo spettacolo e non perdetevi niente!

  4. giogg ha detto:

    “LeiWeb”, 10 dicembre 2012, QUI

    ISTRUZIONI PER SOPRAVVIVERE ALLA FINE DEL MONDO
    Il 21 dicembre si avvicina, ipotesi e congetture si moltiplicano: ci sarà davvero la fine del mondo? Sarà possibile salvarsi? Gli apocalittici si organizzano, i seguaci della new age si trasferiscono… E voi credete alla profezia dei Maya o avete le idee confuse? La nostra opinionista ha fatto il punto per noi
    di Valentina Crepax

    Potrebbe essere un asteroide. Ma la NASA assicura che del fatale meteorite non se ne vede nemmeno l’ombra, niente gigantesca palla che dovrebbe abbattersi sulla terra il 21 dicembre decretandone la fine. Potrebbe allora essere una tempesta solare che, a detta dei massimi creduloni, colpirebbe tutte, ma proprio tutte le centrali elettriche del mondo provocando un’esplosione megagalattica e… puf, finiremmo in un gigantesco falò. Ci sarebbe anche l’ipotesi che il pianeta fantasma Nibiru non fosse affatto un fantasma, però nessun osservatorio astronomico ne ha notizia. L’ipotesi che il Polo Nord e il Polo Sud, attratti da un catastrofico magnetismo, si scambino posizione all’improvviso causando uno schiacciamento della terra irreversibile e riducendola a una piadina romagnola sembra per ora la più credibile, forse perché risolverebbe in parte il problema di un’eventuale sopravvivenza. Almeno ci sarebbe da mangiare. Già, perché il problema che terrorizza la maggior parte degli adepti della profezia è quello di come sopravvivere all’apocalisse, nel caso fosse loro offerta l’opzione on-off. In poche parole ci credono a metà. Ogni Paese ha messo a punto un kit personalizzato a seconda delle abitudini e delle tradizioni locali; in quello russo non può mancare la vodka, mentre in quello scozzese abbonda il single malt. In tutti c’è una batteria solare, totalmente inutile se il sole esplodesse, un coltellino multitasking, cibo liofilizzato, una bussola, una lente di ingrandimento (anche questa non si capisce a cosa possa servire visto che quello che ci si aspetta non è paragonabile a un’invasione di formiche), una maschera antigas e un paio di anfibi. Il kit citrullesco è utile a chi non si è costruito in giardino un solido bunker.
    In America il rifugio blindato che garantisce protezione per un mese, con scorte d’acqua e cibo, costa soltanto 3mila dollari. In Italia il preventivo sale a circa 300mila euro, ma per il momento alla Matrex Security Project, specializzata in rifugi militari, si sono solamente raddoppiate le richieste di informazione, pochi hanno realizzato il loro sogno di immortalità. Tra quelli che hanno rinunciato al bunker ci sono i pellegrini in partenza per Bugarach, un paesino di 1200 abitanti sul pizzo dei Pirenei dove, si è sparsa la voce soprattutto tra i fanatici New Age, ci sarà ancora vita dopo la sparizione del pianeta. Nessuno sa spiegare come ciò accadrà, ma molti sanno che affittare un pezzo di terreno scosceso per piazzare una tenda da campeggio, in questo periodo, può costare fino a 450 euro al giorno, mentre on line si trovano in vendita pezzi di roccia molto protettivi e bottiglie di acqua di sorgente miracolosa. Il sindaco di Bugarach rema contro e ha vietato l’accesso ai sotterranei del paese nella settimana fatidica.
    Al contrario il premier australiano Julia Gillard ha assecondato la dabbenaggine del suo popolo annunciando in televisione che sì, i Maya avevano ragione, la fine del mondo arriverà il 21 dicembre. Ma era uno scherzo. Qualcuno ha riso e qualcun altro no. E per la serie ride bene chi ride ultimo nel mondo dei social network si organizzano feste dei sopravvissuti per il 22 dicembre con birra, gadget e t-shirt a tema. Nell’attesa si fa shopping natalizio. Vanno per la maggiore i cappellini peruviani: i colori tengono alto il morale, la lana scalda anche gli animi e il paraorecchie attutisce il botto
    .

  5. giogg ha detto:

    “Investire Oggi”, 10 dicembre 2012, QUI

    FINE DEL MONDO 2012? ECCO I POSTI DELLA TERRA CHE SI SALVERANNO
    Boom di prenotazioni per viaggi a Bugarach (Francia) e in India: ma c’è anche un posto sicuro in Italia
    di Redazione

    A sentire in giro nessuno ci crede eppure negli ultimi giorni le parole più cercate su google sono proprio “fine del mondo” e “profezia Maya”. E se in molti hanno già acquistato i kit di sopravvivenza per il 21 dicembre, tantissimi altri hanno prenotato un volo per uno dei posti che, secondo le fonti, dovrebbero garantire incolumità.

    Boom di prenotazioni per Bugarach, paesino francese di 200 abitanti
    Sembra che il posto più sicuro dove passare il 21 dicembre 2012 sia il villaggio di Bugarach, incastonato sui Pirenei a circa 60 km da Perpignan, sulla costa, e da Carcassonne, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
    I 200 abitanti di questo paesino di preparano ad un afflusso di turisti unico nella storia.
    Il nome di questo paesino, sconosciuto ai più fino a qualche mese fa, era invece già noto agli appassionati di esoterismo: secondo alcune leggende orali il Sacro Graal sarebbe custodito in questo luogo che sprigiona un’energia particolare.
    Il borgo è già stato preso d’assalto da venditori ambulanti che offrono amuleti e kit di sopravvivenza e i prezzi degli hotel sono schizzati alle stelle. Si legge su un quotidiano locale che un privato è riuscito ad affittare quattro camere a 1.500 euro al giorno. E l’opinione pubblica si divide tra chi condanna la scelta di approfittarsi dell’ingenuità altrui e chi è convinto che sia l’ignoranza stessa ad alimentare questo business e che quindi sia la carnefice e non la mera vittima di questi raggiri. E’ dovuto intervenire perfino il sindaco di Bugarach per porre fine a vendite truffa, come quella delle “pietre di Bugarach”, messe su internet millantando poteri sovrannaturali.

    In Italia dalla fine del mondo ci si salva vicino Torino
    Ma non molti sanno che anche in Italia esiste un posto che, a quanto pare, dovrebbe essere un bunker sicuro per affrontare la profezia dei Maya: si tratta di Angrogna, a circa 60 km da Torino. Già conosciuto dal turismo locale per via delle sue bellezze naturali, questo paesino ha una storia affascinante che ancora oggi porta alla coesistenza di cattolici e valdesi.

    Voli per la terra dei Maya: il centro America gettonatissimo per le vacanze di Natale 2012
    E c’è chi, forse sfidando la profezia della fine del mondo, nei giorni di Natale 2012 vuole volare proprio nelle terre che furono dei Maya. Honduras, Messico, Belize, Guatemala e El Salvador sono gettonatissime quest’anno. Molti turisti, proprio in prossimità del 21 dicembre 2012, vogliono visitare soprattutto il complesso di Tikal in Guatemala (dove è stato girato anche Apocalypto) e Tulum nello Yucatan.
    Speriamo che viaggiare in queste terre serva quantomeno ad aprire la mente e a scongiurare certe superstizioni. Secondo i dati dell’agenzia “France Presse”, dalla caduta dell’impero romano ai nostri giorni la fine del mondo è stata preannunciata ben 183 volte. Eppure ogni volta è come se fosse la prima

  6. giogg ha detto:

    “Huffington Post – Italia”, 10 dicembre 2012, QUI

    PROFEZIA DEI MAYA: IN ITALIA CI SI SALVA A CISTERNINO, IN PUGLIA
    di Redazione

    Ci sono pochi luoghi nel mondo in cui ci si può salvare dalla profezia dei Maya. Secondo una delle interpretazioni teorizzate dai seguaci del maestro indiano Babaji, il luogo dove possiamo metterci in salvo noi italiani si trova in Puglia, tra Ostuni e Martina Franca. Per la precisione è un lembo di terra, in Italia, compreso tra Cisternino, Ceglie Messapica.
    Insomma chi vuole avere qualche possibilità entri il 21 dicembre deve andare in Valle d’Itria. Proprio lì tra trulli, al confine tra le province di Brindisi e Taranto, sorge l’Herakhandi Samaj di Cisternino, un tempio indiano. Proprio il sindaco di Cisternino, Donato Baccaro, tra il serio e il faceto, fa sapere che c’è stata una impennata nelle prenotazioni per il periodo prenatalizio.
    “Mi fa piacere che si parli di noi in tutto il mondo come luogo di salvezza, in chiave positiva”, afferma il primo cittadino, che è anche il presidente del Gal Valle d’Itria. “A quanto pare – dice – ci sarà un afflusso di turisti notevole, vedremo di organizzare qualcosa di caratteristico, oltre al tradizionale mercatino di Natale”.
    Proprio a Cisternino, infatti, nel 1979 si è insediata una comunità di devoti di Babaji, un maestro spirituale indiano. I seguaci, molti dei quali si sono stabiliti permanentemente in Puglia con le loro famiglie, hanno realizzato un ‘ashram’, un santuario tra i trulli. Tra i più convinti sostenitori della teoria secondo cui la Valle d’Itria è un luogo di salvezza ci sono anche il regista statunitense Gregory Snegoff e la moglie Fiorella Capuano che hanno fondato nella vicina Ceglie Messapica il primo ‘Giardino di pace del nuovo tempo’ d’Europa, un luogo “di sperimentazione e di studio tra le olive, le ciliegie, le noci”
    .

    – – –

    La stessa notizia è riportata da:
    – Redazione, Profezia Maya, tra i trulli di Cisternino. «Ci si salva dalla fine del mondo»:boom di prenotazioni in Valle d’Itria, “Il Messaggero”, 11 dicembre 2012: QUI.

  7. giogg ha detto:

    “Pubblico”, 10 dicembre 2012, QUI

    ARRIVA LA FINE DEL MONDO: ECCO DOVE NASCONDERSI
    di Redazione

    Verrà il 21 dicembre 2012. Il sole si spegnerà, i vulcani eruterranno contemporaneamente, le maree invaderanno la superficie terrestre. I terremoti distruggeranno la terra, tra la gente scoppierà il panico. Inutili saranno tutti i tentativi di fuggire e di nascondersi. Arriverà la fine del mondo prevista dai Maya. Le possibilità di salvezza sono pari a zero tranne per gli abitanti di Bugarach, Spinello e Praia a Mare.
    Proprio così, secondo la profezia dei Maya, Bugarach, un paesino francese di 194 abitanti si salverà. Da qualche mese infatti è diventato meta di un pellegrinaggio senza precedenti.. In realtà, stando alla profezia, a salvarsi sarà il monte che lo sovrasta, il “Pech”, 1231 metri di roccia distribuita in modo bizzarro per uno scherzo della geologia. Nessuno, per ora, ha ancora scoperto perché Bugarach dovrebbe essere risparmiato dalla furia della natura, ma su internet è già partito il tam tam e le ipotesi a riguardo si sprecano.
    Online c’è chi crede che sul monte esista un anomalo magnetismo, ma qualcuno sostiene anche che all’interno della formazione rocciosa ci sia una base aliena, l’Arca dell’Alleanza, il tesoro dei Templari o il sepolcro di Cristo. Su Bugarach, dunque, il mistero è molto fitto. Così molti hanno deciso di andare a vedere di persona, intasando le pochissime strutture alberghiere che circondano la zona. In America vendono già dei viaggi organizzati per Bugarach, di andata e ritorno però. La curiosità è tanta, ma per la fine del mondo c’è ancora tempo.

    Dalla Francia all’Italia dove per salvarsi bisognerà arrivare a Spinello un villaggio in provincia Forlì. E’ quanto dicono i seguaci di Ramtha sulla piccola frazione abbarbicata sull’Appennino di Santa Sofia. Ramtha era un guerriero vissuto ai tempi del mito di Atlantide, asceso poi come Maestro e che, dal 1977, parla e insegna la liberazione e la consapevolezza del sé, utilizzando il corpo di una medium americana, JZ Knight.
    Scetticismo o meno riguardo alle profezie apocalittiche, fatto sta che numerosi discepoli italiani di Ramtha hanno scelto, ormai dal 2001, questo piccolo agglomerato di case nell’Appennino tosco-romagnolo come luogo di prima o seconda residenza in cui trascorrere il fatidico giorno profetizzato dai Maya come fine del mondo: il 21 dicembre 2012. Sembra, infatti, che Spinello sia un buon fortino da cui potrà partire la ricostruzione del Mondo. Mondo, ovviamente, più giusto e retto.
    Su Internet il nome di Spinello rimbalza da anni negli elenchi dei luoghi-rifugio per il fatidico giorno. In questi anni la comunità Ramtha nel paese ha superato i 70 membri, andando a comporre quasi la metà degli abitanti della frazione. Hanno comprato o costruito ville bellissime, alcuni hanno installato pozzi , cisterne d’acqua da 50mila litri e serre, hanno fatto scorte di legna, acqua, cibo in scatola e lampade a dinamo ma soprattutto si sono fatti scavare bunker sotterranei come rifugio.
    La profezia di Ramtha, così come molte altre, intendono la prossima fine del mondo come uno stravolgimento ambientale e sociale che toccherà l’apice nei giorni dal 21 al 23 dicembre. Parla di un enorme black out in cui un sovraccarico di energia farà andare in tilt tutto il sistema elettrico mondiale. Ci sarebbe, inoltre, un rovesciamento del campo magnetico della Terra.

    Sul web però la notizia è stata presa molto scherzosamente e ognuno cerca di salvaguardare la propria città. Su YouTube girano tantissimi video tra cui quello della città di Praia a Mare, che secondo una l’utente che l’ha postato sarebbe la città designata dai Maya come un’isola felice e sarà l’unica che si salverà.

  8. giogg ha detto:

    “Libero”, 11 dicembre 2012, QUI

    ARRIVA LA FINE DEL MONDO DEI MAYA. TUTTI DAL PRETE: BOOM DI CONFESSIONI
    Occhio al 21 dicembre 2012, c’è la fine di tutto. E così un esercito di persone terrorizzate fa la fila per salvare la propria anima dalla profezia…
    di Gianluca Veneziani

    In vista della fine del mondo prevista dai Maya c’è chi fa gli scongiuri, chi si rifugia nei bunker e chi resta scettico. E c’è chi, invece, pensa a salvarsi l’anima: per questo si confessa o, addirittura, si converte al cattolicesimo. Così nelle chiese di Milano numerose persone si sono riavvicinate al confessionale, vedendo la fine vicina. Effetto di una sindrome collettiva? Conversioni in punto di morte? Oppure scaramanzie dettate dal «Non è vero ma ci credo» e dalla logica del «Mai dire Maya»? Tutte risposte plausibili, che trovano conferma non appena si entra in una parrocchia ambrosiana.
    «Era da cinquant’anni», avverte don Giancarlo Greco, parroco della chiesa di San Michele Arcangelo a Precotto, «che non vedevo così tanta gente partecipare alla messa e confessarsi. Il fenomeno attecchisce soprattutto tra i non credenti, forse perché il timore dell’apocalisse è più radicato in chi finora è vissuto lontano da Dio». Don Giancarlo prova anche a dare una lettura cristiana dell’insolita affluenza in chiesa: «Il Natale è a suo modo una “fine del mondo”, perché coincide con la parusia, cioè con il ritorno di Cristo come giudice. Voglio sperare che in tanti si siano riavvicinati alla fede anche per questa ragione»
    . (…)

    ANTEPRIMA LIMITATA

  9. giogg ha detto:

    “Giornalettismo”, 11 dicembre 2012, QUI

    LA VERITA’ SUL CALENDARIO MAYA
    Tutto quello che c’è da sapere
    di Alessandra Cristofari

    All’alba del 21 dicembre la Bild si interroga in merito al calendario Maya e al reale contenuto inteso dalle popolazioni dell’America Centrale.
    IL CASO – La psicosi sulla fine del mondo è uno dei temi più battuti di sempre e, seppure rimandata di anno in anno, adesso ha un’altra prova da affrontare ovvero la fatidica data del dicembre 2012. L’analisi del calendario Maya, ad opera della Bild, chiarisce subito che non c’è un solo calendario ma ne esistono tre.
    I TRE CALENDARI – Il primo è “Haab”, il più simile al nostro attuale calendario, che conta 365 giorni e 18 mesi scanditi da un tempo di 20 giorni l’uno. “Tzolkin” è il secondo e i mesi diventano 20 e ovviamente i giorni scendono a 18 e di conseguenza un anno ne conta 260. Il terzo calendario non conta il tempo in base a giorni e settimane ma indica l’inizio dell’era maya la cui fine coincide proprio con il 21 dicembre.
    LUNGO COMPUTO – Il calendario che parte dal 1° agosto del 3114 a.C. conta tutte le giornate maya basandosi su una scansione in 394 cicli triennali, utilizzando il numero sacro 13. La Bild spiega che con un rapido calcolo con 5200 anni si esaurisce il calendario maya ma semplicemente si torna alla data di inizio. Bernd Harder, uno studioso del Paranormale, spiega “neppure il nostro calendario si ferma al 31 dicembre e i Maya fanno la stessa cosa, solo che il loro periodo preso in esame è più lungo”. Non c’è nessuna documentazione sul fatto che i Maya ipotizzassero la fine dell’umanità nella data del 21 dicembre 2012 e tutto il resto è stato solo creato dai media
    .

  10. giogg ha detto:

    “Turismo”, 11 dicembre 2012, QUI

    FINE DEL MONDO MAYA SMENTITA DAI SACERDOTI DEL MESSICO
    Dal Parco Chapultepec di Città del Messico a Trescore Balneario in provincia di Bergamo: cerimonie propiziatorie e dipinti legati alla profezia della “fine del mondo”
    di Redazione

    Il 21 dicembre si avvicina e i Maya si preparano a salutare l’inizio della nuova era Baktun ma non, come molti hanno pronosticato con eccessivi allarmismi, la fine del mondo. I sacerdoti che vivono a Città del Messico hanno dato il via alle cerimonie destinate a segnare la data che, secondo il calendario Maya, segna la fine dell’era Oxlajuj Baktun.
    I riti principali si sono svolti nel Parco Chapultepec, dove è stata celebrata la cerimonia del Nuovo fuoco. La popolazione Maya in Messico, costituita da circa 800mila persone, spera in un’epoca Baktun migliore di quella attuale, iniziata nel 1618. Gli antichi, infatti, misuravano il tempo in Baktun, cioè cicli pari a 400 anni, e facevano coincidere la fine del 13esimo Baktun con il 21 dicembre 2012. Molti hanno interpretato questa data come la fine del mondo, ma sacerdoti e autorità smentiscono.
    “Questa non è davvero la fine del mondo. Le profezie Maya sono state commercializzate, per noi questo è un momento per stare insieme e riscoprire la cultura Maya“, ha spiegato Saul Martin Ancona, segretario del Turismo dello Yucatan.
    José Marquez, sacerdote maya, ha invece lamentato che le autorità non concedono i permessi di officiare i riti negli antichi luoghi sacri: “Vorremmo eseguire le nostre cerimonie rituali in qualche sito archeologico, ma non ci è permesso entrare nelle nostre case. Siamo molto arrabbiati per questo”
    . (Fonte: La Presse)

    MESSICO IL RITUALE MAYA TEMAZCAL: LE FOTO

    C’è, invece, chi sostiene che la fine del mondo potrebbe “ripetersi”. Sì ripetersi perché in realtà sarebbe un fatto già avvenuto 500 anni fa come si può leggere tra le righe di un dipinto molto particolare visibile all’interno della villa dei conti Suardi a Trescore Balneario, paese in provincia di Bergamo. Se ne parla approfonditamente nel numero di dicembre della rivista di archeomisteri Fenix, con il contributo di Isabella Dalla Vecchia di http://www.luoghimisteriosi.it, la quale appunto svela i misteri di questo dipinto così poco conosciuto e così tanto legato a una presunta fine del mondo.
    Fu Giovan Battista Suardi a commissionare a Lorenzo Lotto nel 1524 un’opera molto particolare, il Cristo-Vite e le Storie delle Sante Barbara e Brigida. Il nobile era stato particolarmente colpito dalla profezia di un’alluvione devastante che nel febbraio del 1524 avrebbe distrutto il mondo intero, senza alcuno scampo. Alcuni astronomi avevano identificato nel cielo un’unica congiunzione astrale che avrebbe causato un catastrofico diluvio universale. Il fatto curioso è che un identico allineamento dei pianeti è avvenuto nella nostra epoca pochi mesi fa, nello scorso maggio 2012 i pianeti erano perfettamente allineati (alcuni erano visibili ad occhio nudo). Il mondo, naturalmente, non terminò e Battista Suardi ne fu talmente compiaciuto da commissionare un bellissimo affresco come ex voto al suo amico pittore Lorenzo Lotto
    .

  11. giogg ha detto:

    “Quotidiano Net”, 11 dicembre 2012, QUI

    ARRIVA LA FINE DEL MONDO? LA SALVEZZA E’ SUI PIRENEI
    Secondo una leggenda il paesino francese sarà l’unico posto che si salverà dalla fine del mondo. Il sindaco: “Non ci credo. Non accadrà nulla”
    di Giovanni Serafini

    «Basta, lasciateci in pace. Finitela di guardarci come bestie allo zoo». È agitatissimo, ce l’ha con i giornalisti e i marziani, con i Maya e con «tutti questi esaltati che credono alla fine del mondo»: Jean-Pierre Delord, 72 anni, pensionato, ex allevatore di capre e di bovini, è il sindaco di Bugarach, borgo di 200 anime ai confini con i Pirenei, nel sud-ovest della Francia, protetto da una montagna alta 1230 metri in cui si anniderebbero extraterrestri d’ogni genere, divenuto celebre perché sarà l’unico posto – dice la leggenda – che si salverà dalla fine del mondo.
    Signor sindaco, ma lei non è contento di salvare la pelle?
    «Ma per favore, non diciamo stupidaggini. Contento un cavolo, non ne possiamo più di questo ‘ramdan’ (deformazione di ramadan, ndr), questa invasione di sciamannati che vanno a caccia del soprannaturale. Ripeto il messaggio: non venite qui, non ci sarà niente da vedere».
    Non crede alla profezia?
    «Figuriamoci! È la centottantatreesima volta che viene annunciata la fine del mondo. Siamo sfuggiti a tutte le altre, sfuggiremo bene anche a questa».
    Ha predisposto misure speciali di sicurezza?
    «Per forza. Stanno arrivando curiosi a frotte, mistici e allucinati di ogni genere, appassionati di occultismo e truffatori che sperano di pescare nel torbido. Mi viene proprio da ridere: ci sono turisti che girano col naso all’aria e si entusiasmano per qualsiasi fesseria, basta un’insegna un po’ diversa, un’imposta azzurra anziché verde, e loro scattano foto su foto. Per evitare ogni rischio ho chiesto l’assistenza di tre squadroni di gendarmeria e un’equipe di speleologi. S’immagina che cosa succederebbe se migliaia di persone si mettessero a scalare il Picco di Bugarach in pieno inverno, con la neve e il freddo?».
    Deve assistere a scene piuttosto strane in questi giorni.
    «Può ben dirlo. C’è chi va a farsi battezzare nel vicino laghetto della Vène, in cui si dice che i Catari abbiano nascosto un tesoro. Chi se ne va a spasso per i boschi nudo come Adamo. Un tipo mi ha chiesto di trovargli un locale in cui stoccare 500mila testamenti scritti da persone che non potranno venire il 21 dicembre e vogliono essere certe che le loro ultime volontà saranno trasmesse ai posteri. Un architetto di Tolosa ha chiesto il permesso di costruirsi una casa… sottoterra, tipo bunker. Un sito si è messo a commercializzare presunte ‘pietre eterne’ raccolte sul Picco: i prezzi vanno da 150 euro per 90 grammi a oltre 3mila per una pietra da un chilo. Un furbacchione infine ha lanciato via internet la seguente proposta: ‘Offro posto letto nella mia roulotte il 21 dicembre a signorina molto motivata, purché misure fisiche adeguate, allegare foto s’il vous plait’… Mi creda, non vedo l’ora di arrivare al 22 dicembre!».

  12. giogg ha detto:

    “Lettera 43”, 11 dicembre 2012, QUI

    LONDRA ESORCIZZA I MAYA
    L’Inghilterra sminuisce e ironizza la profezia sulla fine del mondo. Ma intanto lancia (in)utili consigli di sopravvivenza.
    di Sara Pinotti

    Il mondo sta finendo. C’è chi non ci crede, chi sta organizzando una festa per l’occasione e chi cerca di dispensare utili consigli per affrontare il tragico evento.
    Mancano pochi giorni al 21 dicembre 2012, data fatidica segnata sul calendario Maya come quella della fine della vita sulla Terra.
    Se in Russia l’argomento catastrofico è stato censurato e in Svizzera si sponsorizzano kit di sopravvivenza, in Australia il premier Julia Gillard ha terrorizzato i suoi cittadini in un video choc in cui ha preannunciato la fine del pianeta, salvo poi dichiarare che si è trattato di uno scherzo.
    Vera o falsa che sia, una buona soluzione è prendere la profezia con un composto sense of humour. All’inglese.

    UTILI CONSIGLI DI SOPRAVVIVENZA. E proprio da alcune organizzazioni e autorità del Regno Unito sono arrivati una serie di consigli utili per vivere al meglio il 21 dicembre 2012 e un generale richiamo all’ordine: non c’è da preoccuparsi, ha scritto l’Independent, perché ogni istituzione negli Uk è in grado di affrontare uno stato di emergenza.
    I vigili del fuoco della London Fire Brigade hanno così suggerito di inserire un allarme anti fumo su ogni piano delle proprie abitazioni, se non altro per venire avvisati in anticipo che il mondo sta realmente finendo e bruciando tra le fiamme. Sempre meglio sapere che venire colti alla sprovvista.

    IL CONTROLLO DELL’AUTOMOBILE. Di certo non è il caso di farsi prendere dal panico mentre ci si trova alla guida della propria vettura, potrebbe essere pericoloso.
    L’AA ha consigliato di sottoporre l’automobile a tutti i controlli del caso prima di mettersi in marcia.
    Una volta a bordo è bene tenere la radio accesa per avere piena consapevolezza delle condizioni meteo e di quelle del traffico; nella malaugurata percezione di un’apocalisse imminente l’importante è comunque non uscire di strada e tenere entrambe le mani ben salde sul volante.

    ATTENZIONE A FAMILIARI, AMICI E ANIMALI DOMESTICI. Ma la fine della Terra non richiama alla mente soltanto ipotetiche immagini di caos, violenza e totale perdita di controllo da parte dell’intera popolazione mondiale (ogni continente a un fuso orario diverso, s’intenda).
    Il 21 dicembre 2012 va interpretato anche come un giorno da passare con i propri cari, familiari, amici e persino animali domestici.

    QUALCHE ATTENZIONE AI CUCCIOLI. The Royal society for the prevention of cruelty to animals (Rscpa) ha quindi avvisato tutti gli inglesi: è bene dedicare qualche attenzione in più ai cuccioli di casa.
    «Fortunatamente gli animali», ha comunicato la Rscpa. «Non hanno la nostra stessa paura per il futuro. Tuttavia, in caso la profezia dei Maya si dovesse avverare, è sempre meglio decidere per una sessione extra di coccole: basta portare il proprio cane a fare una lunga passeggiata o fargli una carezza. Il nostro consiglio è godere di ogni attimo passato con il proprio animale domestico come se fosse l’ultimo».

    PREPARATI AGLI EVENTI ECCEZIONALI. Persino la polizia dei trasporti inglesi, ha aggiunto il Daily Mail, ha confermato di essere preparata per ogni tipo di evento eccezionale che possa occorrere il 21 dicembre.

    Nessuno, insomma, può rimproverare le istituzioni inglesi per non avere cercato di prendersi cura dei propri cittadini. La speranza resta, comunque, che i Maya si siano sbagliati, anche se oltre Manica pare sia meglio scoprirlo con la cintura di sicurezza allacciata.

  13. giogg ha detto:

    “Avvenire”, 11 dicembre 2012, QUI

    PROFEZIA MAYA, PROVOCAZIONE DI UN VESCOVO: «PRIMA DI FUGGIRE, LASCIATE I BENI ALLA CHIESA»
    “Se molti credono che il mondo finirà il 21 dicembre, noi, come Chiesa, non abbiamo alcun problema se la gente ci vuole intestare i propri beni e lasciare le proprietà”. L’agenzia vaticana Fides rilancia oggi questa “provocazione” del vescovo salesiano di Punta Arenas in Cile, Bernardo Bastres Florence, che di fronte alle preoccupazioni di quanti credono alla “profezia” del calendario Maya ha proposto a quanti intendono mettersi in fuga, di consegnare prima i loro beni alla Chiesa Cattolica: “se costoro vogliano andare via, lontano da qui – ha spiegato – faranno solo un enorme bene regalando le loro proprietà alla Chiesa”.

  14. giogg ha detto:

    “Lettera 43”, 11 dicembre 2012, QUI

    MAYA, LA SALVEZZA E’ UN HOBBY
    Dagli Usa arrivano i pepper, gli esperti di emergenze. Sono preparati per ogni catastrofe. E non temono l’apocalisse.
    di Davide Illarietti

    Va bene, magari il 21 dicembre non ci sarà la fine del mondo prevista dai Maya. Ma anche così, il 2012 è stato un anno di catastrofi, dal terremoto in Emilia all’ultimo tsunami in Indonesia. E c’è chi si prepara al peggio.
    In gergo, li chiamano prepper, dall’inglese to prepare: prepararsi. Sono gli esperti dell’emergenza nella vita comune, persone che hanno fatto della preparazione all’Armageddon un hobby, se non una professione. Seguaci, più che delle profezie, forse delle serie televisive di MacGyver. Ma, comunque, pronti.
    A SCUOLA DI ARMAGEDDON. Dagli Stati Uniti, dove ormai i prepper sono quasi un fenomeno di massa, sono arrivati anche in Italia.
    Marco Crotta, 41 anni, informatico di Milano, per esempio, ha fondato nel 2009 il sito Prepper.it. «La Rete si sta ampliando: abbiamo membri in tutta Italia, condividiamo esperienze, studiamo tecniche di sopravvivenza», spiega a Lettera43.it, «tra di noi ci sono tecnici, economisti, chimici, naturalisti e medici».
    Insomma, una cosa seria. Perché, ammonisce, «l’emergenza è una possibilità concreta».
    Ma cosa fa un prepper? Lavora, s’informa, va a fare la spesa, «come chiunque». Con il pensiero fisso della fine del mondo? «No di certo», smentisce Crotta, «gli scenari possono essere diversi».
    RIFUGI ATOMICI E DISPENSE. Dalla crisi energetica alla guerriglia urbana («come in Grecia, per capirsi»), dal terremoto all’alluvione, il prepper è pronto a tutto. Rifugi atomici, maschere anti-gas, provviste a lunga conservazione. Ognuno si organizza come può.
    «Ma i prepper italiani sono molto meno fanatici di quelli americani o inglesi», tranquillizza il prepper italiano, «non facciamo cose in stile Rambo. Siamo persone di buon senso, che semplicemente adottano alcuni accorgimenti»
    .

    Ritirare i soldi dalle banche e utilizzarli per fare provviste
    Uno degli accorgimenti, per esempio, è quello di ritirare i soldi dal conto in banca.
    «Molti di noi lo hanno fatto, quando si è iniziato a parlare di possibile default italiano», ammette Crotta, «qualcuno si è comprato un bunker o un orticello. Altri, come me, hanno semplicemente fatto un po’ di provviste».
    E che provviste. A Milano il prepper ha due box, stipati per ogni evenienza. In più, in casa, la dispensa è strapiena: «Si chiama spesa di accumulo: anziché andare al supermercato una volta a settimana, ci vado una volta ogni sei mesi. L’ultima volta ho comprato 18 chili di pasta». E si risparmia pure. «Compro in modo mirato e selettivo, a prezzi scontati: nel 2012 ho speso 400 euro in meno rispetto al 2011». Perché «i prepper lottano anche contro la crisi», naturalmente.
    TRAINING PER L’APOCALISSE. Ma l’addestramento non finisce qui. Anzitutto, c’è l’esercizio fisico. «È importante tenersi in forma, per qualsiasi evenienza», spiega Crotta.
    Poi c’è l’informazione. «Il prepper si tiene sempre aggiornato, per regolarsi di conseguenza. Segue più telegiornali, si documenta su internet, evitando però i siti complottistici».
    Una delle piattaforme online preferite dai prepper italiani è Ted: sito di conferenze che, dal 1984, è fra gli aggregatori di idee più accreditati negli Usa.
    LE BIBBIE DEI SURVIVOR. Sempre dagli Usa vengono tutti i riferimenti storici del movimento, chiamato anche Gsurvivalismoh (dall’inglese to survive, sopravvivere), e risalente, addirittura, ai tempi della Guerra fredda.
    Tra le bibbie del movimento ci sono The Survivor (1975) dello scrittore Kurt Saxon, guida alla sopravvivenza in uno scenario post-atomico, e lo studio Famine and survival in America (1974) dell’economista Howard Ruff
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    Nella dotazione il kit per le emergenze, come il coltellino multiuso
    I prepper del 2012, però, si affidano soprattutto a strumenti molto concreti (guarda il kit che vendono in Svizzera). Si va dal kit per le emergenze in auto, con attrezzi spacca-vetri, taglia-cinture e scorte d’acqua – «quante persone si sarebbero salvate, nelle alluvioni in Liguria e in Toscana, se avessero avuto gli strumenti per aprire le portiere?» – al coltellino multiuso fatto in casa. «Posso costruirne uno personalizzato in un paio ore, assemblando un cacciavite, un apribottiglie e uno spela-fili elettrici», racconta Crotta. «Uno del nostro gruppo, qualche giorno fa, grazie a uno di questi utensili si è tirato fuori da un ascensore bloccato».
    LO ZAINO DI SALVATAGGIO. Per le emergenze più gravi, ogni prepper che si rispetti ha poi una borsa Bug-out bag (Bob), pronta sotto il letto.
    «È lo zaino di salvataggio, da portarsi dietro prima di abbandonare la casa in situazioni d’emergenza. Dentro ci dev’essere l’occorrente per passare le prime 72 ore, in attesa che arrivino i primi soccorsi», spiega.
    Insomma, arrivi o no la fine del mondo, meglio premunirsi in autosufficienza: si salvi chi può.
    C’è chi ricopre la casa di pannelli solari, chi ricava («è successo», giura Crotta) generatori dalle cyclette, chi, come l’intervistato, si specializza in tecniche di sopravvivenza urbana. Nato e cresciuto a Milano, Crotta ha sempre fatto volontariato, imparando ad arrangiarsi.
    ESCAMOTAGE DA EMERGENZA. I senzatetto gli hanno insegnato a preparare giacigli con cartone e coperte, per dormire all’addiaccio.
    La cera per le candele d’emergenza l’ha trovata frugando tra i rifiuti delle parrocchie. E metà della sua attrezzatura da campeggio è fatta con materiali di riciclo: dai materassini gonfiabili al rigassificatore «costruito a partire da due scatole di latta per pelati». Con una pentola a pressione e un tubo di rame, giura, si può costruire un distillatore «che rende bevibile persino l’acqua dei Navigi».
    Un fenomeno, questo MacGyver italiano? No, sostiene il prepper. «Sono una persona normalissima, che quando si è trovata a metter su famiglia ha iniziato a porsi il problema di come tutelarla. Viviamo in un mondo estremamente precario, non solo dal punto di vista ecologico». Difficile, alla fine, dargli torto
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  15. giogg ha detto:

    “Vatican Insider” (blog de “La Stampa”), 11 dicembre 2012, QUI

    «PAURA DELLA PROFEZIA MAYA? LASCIATE I VOSTRI BENI ALLA CHIESA»
    E’ la proposta (ironica) di un vescovo cileno. L’Osservatore Romano: «La fine del mondo non ci sarà. Per ora»
    di Mauro Pianta

    La fine del mondo è a un passo come assicura la famigerata profezia Maya? Oltre che per la vostra anima temete per la fine del vostro patrimonio? Niente paura: ci pensa la chiesa cilena. Come riferisce l’agenzia vaticana Fides, infatti, il vescovo della diocesi di Punta Arenas, in Cile, monsignor Bernardo Bastres Florence, ha proposto a tutti i “preoccupati” di consegnare i propri beni alla Chiesa cattolica. Un bel testamento anti-Maya, insomma.
    Dice il vescovo: «In molti credono che il mondo finirà il 21 dicembre? Bene, noi, come Chiesa, non abbiamo alcun problema se la gente ci vuole intestare i propri beni e lasciare le proprietà. Vi assicuro – ha proseguito il salesiano – che dopo il 21 dicembre noi pregheremo in eterno per loro, perché sono sicuro che dopo quella data saremo ancora vivi. Se costoro vogliano andare via, lontano da qui, faranno solo un enorme bene regalando le loro proprietà alla Chiesa». Quel che si dice il pragmatismo salesiano.
    Il vescovo ha poi concluso: «Questa storia della fine del mondo non ha alcuna serietà. Io non mi faccio problemi, ho già in programma impegni sino alla fine del prossimo anno, e se moriamo, sarà la volontà di Dio».
    L’‘Osservatore romano’ ha invece affidato alla penna del gesuita José Funes, direttore dell’osservatorio astronomico vaticano, un commento di prima pagina sulla profezia, intitolato ‘La fine che non verrà (almeno per ora)‘.
    Il sacerdote argentino sottolinea che “non vale la pena discutere il fondamento scientifico di queste affermazioni (ovviamente false)” e, pur riconoscendo che lo studio dell’astronomia maya è “affascinante”, ricorda tra l’altro che essa “veniva sviluppata in funzione della politica e della religione, con l`ossessione per i cicli temporali”. Ora, in base alla moderna teoria scientifica della ‘inflazione’, “l`universo in un futuro molto distante — parliamo di miliardi di miliardi di anni — finirà per ‘strapparsi’. Fin qui – sottolinea padre Funes – ciò che la cosmologia può dire, con un certo fondamento scientifico, sul futuro dell`universo”, ma “è bene ribadire che la nostra comprensione, anche se abbastanza avanzata, non è completa”.
    Altro è il discorso della fede: “Nella visione cristiana, l`universo e la storia hanno un senso”, sottolinea l’astronomo del Papa, che, citando il libro dell’Apocalisse, prosegue: “L`Apocalisse è un testo profetico, non un`informazione scientifica sul futuro del cosmo e dell`uomo. E’ una profezia perché ci mostra l`intimo fondamento e l`orientamento della storia”. In questa luce, “la storia umana (e cosmica) ha un senso che gli è stato donato dal Dio-con-noi. Anche se non siamo perseguitati, abbiamo sempre bisogno di incoraggiamento. La Parola di Dio ci ricorda che andiamo verso un futuro fondamentalmente buono, malgrado le crisi di ogni genere in cui viviamo immersi. Perché – scrive padre Funes – ci assicura che in Cristo c`è un futuro per l`umanità e per l`universo”
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  16. giogg ha detto:

    “L’Osservatore romano”, 11 dicembre 2012, QUI

    L’APOCALISSE CHE NON VERRA’ (ALMENO PER ORA)
    Tra pseudoprofezie, scienza e fede
    di José G. Funes

    Da sempre gli uomini si sono interrogati sull’origine e sul destino della propria esistenza. «Da dove veniamo e dove andiamo?» è la domanda che ha percorso i millenni.
    A questo interrogativo possiamo dare spesso delle risposte irrazionali. Nei media e sulla rete si parla in questi giorni della fine del mondo, che i maya avrebbero predetto per il 21 dicembre 2012. Se facciamo una ricerca su Google, a questa voce corrispondono 40 milioni di risultati. Secondo tale “profezia”, si dovrebbero verificare un allineamento dei pianeti e del sole con il centro della Via Lattea e un’inversione dei poli magnetici del campo terrestre. Non vale la pena discutere il fondamento scientifico di queste affermazioni (ovviamente false).
    Nel 2003, mentre tenevo all’università di Tegucigalpa, in Honduras, un corso di astronomia extragalattica — non si tratta dello studio dei giocatori del Real Madrid ma delle galassie! — ho avuto l’opportunità di visitare le rovine del centro Maya di Copán e di apprezzare da vicino la grande capacità di osservazione del cielo che quei popoli possedevano. In ogni caso, non si domandavano se la terra o il sole fossero al centro del cosmo. Erano più interessati a trovare un “disegno” ripetitivo di osservazioni passate da riprodurre in futuro. Nella cultura Maya il tempo aveva una dimensione ciclica e ripetitiva. L’astronomia veniva sviluppata in funzione della politica e della religione, con l’ossessione per i cicli temporali.
    Pur quanto possa essere affascinante lo studio dell’astronomia Maya, vorrei riflettere qui sul destino del cosmo. Sappiamo che l’universo è iniziato circa 14 miliardi di anni fa. E sappiamo anche che è composto per il 4 per cento di materia “ordinaria”, per il 23 di materia oscura e per il 73 di energia oscura. Secondo i più attendibili dati osservativi, esso si espande continuamente e tale espansione è accelerata dall’energia oscura.
    Questa spiegazione scientifica postula un periodo in cui l’universo, nei suoi istanti iniziali, abbia attraversato una fase di espansione esponenziale, cioè estremamente rapida. È la teoria che è stata chiamata «inflazione». Se questo modello è corretto, l’universo in un futuro molto distante — parliamo di miliardi di miliardi di anni — finirà per “strapparsi”.
    Fin qui ciò che la cosmologia può dire, con un certo fondamento scientifico, sul futuro dell’universo. È bene ribadire che la nostra comprensione, anche se abbastanza avanzata, non è completa. Fino a oggi non conosciamo la natura fisica della materia oscura né dell’energia oscura. Tuttavia siamo in grado di misurare gli effetti che producono. Secondo le speculazioni di qualche cosmologo, l’universo potrebbe addirittura non avere una conclusione unica ma piuttosto dei multi-ends: alcune sue parti, cioè, finirebbero in tempi diversi.
    Nella visione cristiana, l’universo e la storia hanno un senso. Nel profondo dell’essere umano c’è la convinzione fondamentale che la morte non possa avere l’ultima parola. La cosmologia ci mostra che l’universo va verso uno stato finale di freddo e di buio; il messaggio cristiano ci insegna invece che nella risurrezione finale, quella dell’ultimo giorno, Dio ricostituirà ogni uomo, ogni donna e tutto l’universo.
    Questa realtà futura è espressa nelle parole dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo: «Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra… Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il Dio-con-loro» (21,1.3).
    L’Apocalisse è un testo profetico, non un’informazione scientifica sul futuro del cosmo e dell’uomo. È una profezia perché ci mostra l’intimo fondamento e l’orientamento della storia. Nel contesto storico in cui è stato scritto, l’autore sacro cerca di incoraggiare la comunità dei cristiani che soffre le persecuzioni.
    La storia umana (e cosmica) ha un senso che gli è stato donato dal Dio-con-noi. Anche se non siamo perseguitati, abbiamo sempre bisogno di incoraggiamento. La Parola di Dio ci ricorda che andiamo verso un futuro fondamentalmente buono, malgrado le crisi di ogni genere in cui viviamo immersi. Perché ci assicura che in Cristo c’è un futuro per l’umanità e per l’universo
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  17. giogg ha detto:

    “Affari Italiani”, 9 novembre 2012, QUI

    TELMO PIEVANI, IL NUOVO LIBRO SULLA FINE DEL MONDO. L’INTERVISTA
    “Eppure abbiamo bisogno anche della catastrofe, del cataclisma imprevedibile che scompagina le carte, riapre i giochi, ridona speranza a chi era ai margini della storia, rovescia i rapporti di forza, spezza la logica precedente che sembrava invincibile. Un ciclo si compie e un tempo nuovo comincia”.
    di Virginia Perini

    Colossali ecatombi del passato hanno più volte segnato un nuovo inizio per altre forme di vita. La “catastrofe”, la resa dei conti finale con la storia, ci affascina da sempre. Soddisfa bisogni psicologici magnificamente rappresentati nell’immaginario classico della fine del mondo vista come catarsi risolutiva, punizione, vendetta. Attraverso le parole chiave dell’attesa – apocalisse, disastro, nemesi, estinzione – il nuovo libro del filosofo della scienza Telmo Pievani, La fine del mondo (Il Mulino), pieno di ironia, propone, attraverso riflessioni e storie scientifiche, un messaggio positivo di umiltà evoluzionistica e di accettazione della contingenza della vita sulla Terra, per decidere che cosa fare quando anche questa volta il mondo non sarà finito.

    Che cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?
    “Ho voluto affrontare Il tema della fine del mondo in chiave evoluzionistica e da questo punto di vista una fine c’è già stata molte volte. Le catastrofi esistono e sono sempre esistite: l’evoluzione non è un processo lineare e noi non saremmo qui se non ci fossero state le catastrofi del passato”.

    Nel testo si parla anche di un bisogno psicologico della catastrofe…
    “La profezia della fine del mondo è un modo che gli esseri umani usano per dare un senso alla storia. Se il mondo deve finire vuol dire che tutto quello che è avvenuto finora aveva un senso, non a caso la fine coincide con un momento di giudizio finale”.

    La teoria evoluzionista fa progressi?
    “La teoria dell’evoluzione è in fase di cambiamento. Stiamo scoprendo molte cose nuove in campo genetico. In particolare proprio sul genoma, per esempio abbiamo il genoma completo dell’uomo di Neanderthal”.

    Andrà a Padova a ricoprire la prima cattedra italiana di filosofia delle scienze biologiche. Che relazione hanno filosofia e biologia? Che cosa significa per l’Italia aprire questa cattedra?
    “E’ molto importante unire la sensibilità filosofica al sapere scientifico. In tutta Europa si punta molto sulle scienze della vita e ora l’italia è finalmente al passo con gli altri Paesi”.

    Obama ha puntato molto sulla scienza e ha vinto. Abbiamo qualcosa da imparare dal sistema americano?
    “Il sistema americano porta a perdere meno tempo sulle tecniche della politica per concentrarsi sui contenuti. Obama ha puntato e convinto su questi concetti. L’aspetto fondamentale, che è poi quello su cui l’Italia dovrebbe concentrarsi, è il rapporto stretto tra potere esecutivo e comunità scientifica che aiuta a prendere decisioni importanti e crea una classe dirigente competente”.

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    Telmo Pievani
    Fra i maggiori esperti di evoluzionismo a livello internazionale, insegna nella prima cattedra italiana di Filosofia delle scienze biologiche nell’Università di Padova e fa parte del Consiglio scientifico del Festival della Scienza di Genova. Tra i suoi volumi più recenti: “La teoria dell’evoluzione” (Il Mulino, 20102); “La vita inaspettata” (Cortina, 2011). Insieme a Luigi Cavalli Sforza ha curato la mostra “Homo sapiens” (Roma, Palazzo delle Esposizioni, 2011-12)
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  18. giogg ha detto:

    “Corriere della fantascienza”, 11 dicembre 2012, QUI

    I CALENDARI MAYA. OLTRE LE PAURE DELLA FINE
    Siamo ormai vicinissimi a una data fatale: il 21 dicembre 2012. Giorno universalmente conosciuto, indicato dai Maya, come la fine del mondo. Ma è davvero così? Ce ne parla uno studio di Gianni Zaffagnini.
    di Pino Cottogni

    Nella storia dell’uomo, almeno per quella parte che conosciamo, ogni tanto ci è stata annunciata la fine del mondo e decine di profeti, più o meno famosi come Bernardo di Turingia, Nostradamus, San Malachia e quanti gridarono al Mille e non più Mille, hanno indicato della date precise, date ormai superate e per nostra fortuna le catastrofi annunciate non si sono poi verificate.
    Ora però su di noi incombe quella che è conosciuta come la profezia dei Maya, la cui data ormai tutti conoscono: 21 dicembre 2012. Sonda Edizioni ripropone il volume I calendari Maya. Oltre le paure della fine (2012), un interessante saggio, che può essere letto quasi come un romanzo, scritto da Gianni Zaffagnini, il quale da anni studia la civiltà Maya.
    Il volume porta alla nostra conoscenza non il calendario Maya ma i calendari Maya. E come i Maya si relazionavano con il tempo e come si è arrivati a determinare dai loro calendari la data fatidica del 21 dicembre 2012. L’autore prende in esame le popolazioni di una determinata zona, che vengono definite Maya, e il relativo periodo storico. Un periodo lunghissimo che parte addirittura dal 7500 a.C. per poi arrivare alla completa decadenza già in atto da tempo all’arrivo dei conquistatori spagnoli.
    I vari capitoli ci parlano della scrittura dei Maya, dei codici maya scritti prima della conquista, dei Maya e del tempo, dei numeri, degli dei e del calendario per poi arrivare ai calendari Tzolk’in e quello Haab; del ciclo del calendario e molto altro ancora fino alla correlazione dei calendari gragoriano e maya. Un lungo, lunghissimo viaggio nel cuore di una mitica civiltà.

    Nota di Linda Schele, studiosa ed esperta di cultura Maya
    “La decifrazione del sistema di scrittura dei Maya, lo studio della religione e della politica di questo popolo, gli scavi e le analisi di ciò che resta della loro vita non solo non sono ancora conclusi, ma anzi sono appena cominciati. Studiare e interpretare gli antichi Maya significa comprendere lo schema intrinseco alla loro arte, scrittura, architettura, e a tutte le altre testimonianze della loro cultura. Somiglia un po’ alla rivalutazione e reinterpretazione della storia che sperimentiamo nella nostra vita, quando torniamo indietro con il pensiero agli eventi grandi e piccoli che hanno forgiato la nostra visione del mondo”.

    L’autore
    Gianni Zaffagnini (Ravenna, 1959), psicologo e psicoterapeuta, dal 1985 esercita come libero professionista in uno studio associato a Vigevano. Si occupa inoltre di qualità della gestione ed erogazione dei servizi presso la cooperativa sociale Libra di Ravenna. Ha pubblicato alcune ricerche sul mondo giovanile e l’organizzazione dell’impresa cooperativa. Il primo incontro con la civiltà maya risale al 1989. I suoi interessi culturali sono molti: poesia, comunicazione, mitologia, matematica, antropologia, storia locale, arti visive. Sono sue le riproduzioni artistiche del volume.

    La quarta di copertina
    21 dicembre 2012: una data che sempre più frequentemente viene associata alla fine del mondo. E i «responsabili» di questa profezia nefasta sono proprio loro, i Maya, che hanno impresso una data di scadenza alla Terra con i loro calcoli catastrofici. Ma è proprio così? O questa conclusione è frutto della nostra ottusa mentalità occidentale, che cerca prepotentemente di sostituirsi a quella di popolazioni lontanissime da noi nel tempo e nello stile di vita per ovviare all’incapacità di comprenderle e comprendere noi stessi?
    Culturalmente, la fine del mondo è un concetto che affonda le proprie radici a ogni latitudine di ogni epoca; per i Maya, corrispondeva sì al termine di un ciclo, ma contemplava una rinascita, non una distruzione.
    Questo libro affronta gli aspetti principali della civiltà maya, con un’attenzione particolare alla loro concezione del tempo culminata nella creazione di complessi e affascinanti calendari rituali, solari e lunari; spiega come analizzare e capire i principali glifi ed elementi che compongono la scrittura maya; compie un excursus storico e sociale sulla mitologia maya, sulle festività e sui riti più rappresentativi; attraverso numerosi esempi, spiega la correlazione tra il nostro e il loro calendario e il modo in cui calcolare qualsiasi data presente, passata e futura alla maniera dei Maya.
    Con un inserto a colori delle riproduzioni di tavole dei codici e colorazioni di stele e bassorilievi maya. Una ricerca sul rapporto dei Maya con il tempo.

    Gianni Zaffagnini, I calendari Maya. Oltre le paure della fine (2012)
    Edizioni Sonda, pagg. 144 + inserto a colori di 32 pagine, euro 19,90
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  19. giogg ha detto:

    “Corriere del Veneto”, 13 dicembre 2012, QUI

    VILLA-BUNKER PER SALVARSI DAI MAYA
    Rifugio segreto sui Colli, così una famiglia padovana prepara l’«Apocalisse». E c’è chi costruisce una fortezza e chi, nel Veneziano, la vende per far soldi
    di Andrea Priante

    PADOVA — È iniziato il conto alla rovescia. La data fatidica si avvicina e venerdì prossimo il mondo saprà se il suo destino è segnato. Per gli «apocalittici» il 21 dicembre coinciderà con la fine della nostra società, così come la conosciamo. Tempeste, terremoti e uragani spazzeranno via ogni cosa. E se la comunità scientifica da mesi ripete che si tratta solo di una leggenda senza alcun fondamento, i sondaggi dicono che oltre il 20 per cento della popolazione mondiale crede che tra poco più di una settimana accadrà qualcosa di terribile. Per questo motivo, mentre su internet si moltiplicano siti e blog che offrono suggerimenti su come mettersi in salvo, c’è chi è disposto a spendere decine di migliaia di euro per garantirsi un posto nel «nuovo mondo». Perchè, anche di fronte alle fantasiose profezie Maya, i ricchi sono un po’ più al sicuro.
    Nei mesi scorsi sui giornali messicani era comparsa la notizia che trentotto famiglie italiane si preparavano all’apocalisse costruendo delle villette in un paesino dello Yucatan: porte e finestre a prova di bomba, muri così spessi da rendere inutile un attacco con i bazooka e, sotto le case, una fitta rete di tunnel. Ma, per chi ci crede e se lo può permettere, c’è un metodo più facile per mettersi in salvo. Lo deve aver pensato anche il professionista veneto che ha realizzato un bunker anti-Maya sotto la sua villa sulle colline padovane. È un avvocato, che s’è fatto costruire una piccola fortezza in grado di proteggere lui, la moglie e il figlioletto. Lui non parla e pretende di mantenere l’anonimato, magari nel timore di ritrovarsi fuori dalla porta una folla di invasati in cerca di un riparo. A svelare i dettagli del progetto è Leonardo Remorini, imprenditore toscano a capo della Matex Security, che in vista del 21 dicembre ha curato la realizzazione di decine di rifugi blindati, soprattutto nel Centro-Nord. «Quello che abbiamo realizzato a Padova è un bunker di 60 metri quadrati, in grado di resistere a terremoti ed esplosioni. In una delle stanze c’è un generatore di elettricità, che può funzionare anche a gasolio ed è dotato di pannelli solari».
    Con poco più di 50mila euro l’avvocato padovano si è fatto costruire il suo personale lasciapassare per il nuovo mondo. «I lavori – prosegue Remorini – sono stati conclusi a maggio. La struttura è interrata, a circa tre metri di profondità, dotata di camere, servizi igienici e cucina. All’interno, una volta ammassate le scorte alimentari, la coppia e il loro bambino possono sopravvivere per sei mesi senza uscire». Ironia della sorte, l’imprenditore che ha trasformato la profezia Maya in business non crede affatto alle teorie apocalittiche. «Per come la vedo, il 22 dicembre sarà esattamente uguale al giorno precedente. Ma se il cliente mi chiede un bunker, mica posso fargli cambiare idea…». Il professionista padovano ha avuto tutto il tempo di concludere i lavori di sistemazione della sua villa. Ma per chi non ci avesse ancora pensato, una soluzione dell’ultima ora è quella offerta da un’agenzia immobiliare di Venezia, la San Marco, che nei giorni scorsi ha diffuso su internet l’annuncio per la vendita di una bellissima villa a Fiesso d’Artico, completa di sala biliardo, suite e angolo bar. In più, la prestigiosa dimora vanta un vero e proprio bunker antiatomico costruito durante la guerra fredda. L’unica cosa che potrebbe frenare anche i catastrofisti più convinti è il prezzo: il palazzo con annesso rifugio costa un milione e 300mila euro
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  20. giogg ha detto:

    “You Reporter News”, 14 dicembre 2012, QUI

    PROFEZIA MAYA FINE DEL MONDO, PSICOSI 21 DICEMBRE: TUTTI CHIEDONO FERIE
    di Redazione

    Roma – La psicosi per la fine del mondo, prevista per il 21 dicembre secondo la profezia Maya, aumenta con l’avvicinarsi delle vacanze di Natale: in tanti continuano ad avanzare richieste di ferie o permessi per la data fatidica.
    Una catastrofe annunciata che si espande di ora in ora, man mano che avanza il tam tam su sui social network, come Twitter.
    “Ma se la fine del mondo è venerdì 21 dicembre, posso prendere il sabato di ferie per fare ponte?”, qualcuno domanda in rete. “La fine del mondo coincide con l’inizio delle mie ferie”, si legge ancora, oppure: “se chiedo ferie il 24 e il mondo finisce il 21 sono un pirla o un inguaribile ottimista?”.
    Nell’era dei social network e della connessione globale aumenta la psicosi da irrazionale. “Timori e superstizioni”, sostiene in Adnkronos Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, “continuano ad influenzare le persone nonostante un generale aumento del livello culturale del Paese”.
    C’è una tendenza in aumento a chiedere ferie, spiegano le associazioni di categoria, da quando si parlava di un imminente terremoto nella zona di Roma. “Non mi stupisce la diffusione di queste paure da fine del mondo, siamo tra i Paesi ai primi posti per fatturato di maghi e veggenti”, spiega Trefiletti.
    “Certe informazioni, anche palesemente inverosimili, circolano oggi molto più rapidamente grazie ai social network”, continua. “Basterebbe ricordarsi che la fine del mondo è stata annunciata mille volte e per mille volte non è arrivata”, osserva Primo Mastrantoni, segretario generale dell’Aduc
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  21. giogg ha detto:

    “Wall Street Italia”, 13 dicembre 2012, QUI

    SERBIA PRESA D’ASSALTO: QUI SI POTRA’ SCAMPARE A FINE MONDO
    All’interno del Monte Rtanj si troverebbe una costruzione a forma piramidale in grado di salvare gli esseri umani. E così i credenti della profezia Maya si sono battuti per accaparrarsi una stanza negli hotel della zona.
    di Nick Squires

    In questi giorni in Serbia, più precisamente intorno al Monte Rtanj, nella parte orientale del Paese balcanico, sta avvenendo un qualcosa di mai accaduto prima. Gli hotel della zona infatti, sono sommersi di prenotazioni, roba da sold out, lo riporta il Telegraph.
    Non si tratta di una meta per le vacanze natalizie e nemmeno di un posto per festeggiare il capodanno, bensì sono corsi in massa tutti i credenti della profezia Maya, che prevede la fine del mondo questo 21 Dicembre, sperando che questa montagna, che si trova nei Carpazi e dovrebbe avere al suo interno una costruzione a forma piramidale portata dagli alieni sulla Terra milioni di anni fa, li possa salvare.
    L’autore inglese di libri fantascientifici, Arthur C Clarke, ha parlato di “località che possiede un’energia speciale” e che si può definire “l’ombelico del mondo”.
    “In una sola giornata abbiamo avuto 500 richieste di prenotazioni. Persone che vogliono venire con la propria famiglia” ha detto Obrad Blecic, il manager di uno degli hotel nella zona.
    Ma anche in altri posti nel mondo la gente sembra prepararsi “all’evento”. In Cina, Russia e Stati Uniti infatti sembrerebbe che la vendita di kit per la sopravvivenza sia in forte espansione negli ultimi giorni
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  22. giogg ha detto:

    “Excite”, 14 dicembre 2012, QUI

    MAYA, FINE DEL MONDO: BOOM DI VOLI VERSO BUGARACH E TURCHIA PER SFUGGIRE ALLA PROFEZIA
    di Redazione

    Sarebbero soltanto due i luoghi che, secondo la profezia dei Maya, il prossimo 21 dicembre sfuggiranno alla fine del mondo: si tratta di Bugarach, nel sud della Francia, e di Smirne, in Turchia; due mete che stanno attirando centinaia di viaggiatori che, secondo una ricerca condotta dal motore di ricerca voli Skyscanner, stanno progettando di aspettare l’Apocalisse in questi due remoti villaggi rurali. In particolare, l’incremento delle ricerche di voli di sola andata verso il sud della Francia ha registrato una crescita del 41% nella settimana del 21 dicembre rispetto a quella precedente.
    Mentre in Italia non si registrano cambiamenti rilevanti verso Tolosa o Perpignan, nel solo Regno Unito l’incremento è stato del 42%, quasi a sfatare il mito degli italiani scaramantici e creduloni. Per chi proprio non può fare a meno di crederci, un volo di sola andata da Venezia per Tolosa – l’aeroporto più vicino a Bugarach – costa 29 euro. E la Francia non è l’unico posto che deve fare i conti con un boom di visitatori. Sirince, la località che si trova nella provincia turca di Izmir (Smirne), ha visto incrementare le ricerche del 30%, sempre confrontando la seconda e la terza settimana di dicembre. Il volo per Smirne, vicino a Sirince, costa 89 euro con partenza da Bologna (ovviamente prima del 21 dicembre).
    Ma non tutti i viaggiatori si lasciano condizionare dalla profezia Maya. Anzi, in tutta Europa, proprio il 22 dicembre pare sarà la data più “trafficata” di tutto l’anno, con il maggior volume di ricerche di voli sul sito di Skyscanner da parte di famiglie pronte a tornare verso casa o partire per trascorrere all’estero le vacanze di Natale. «Siamo sorpresi di notare di quanto siano aumentate le ricerche di voli verso il sud della Francia e per Smirne, in Turchia, e proprio in coincidenza con il 21 dicembre, la data della profezia dei Maya”, ha commentato Caterina Toniolo di Skyscanner Italia. «Ad ogni modo ci rassicura il fatto che abbiamo osservato il più alto numero di ricerche di voli di tutto l’anno con partenza proprio il giorno seguente a quella data, il che significa che non proprio tutti sono convinti che la fine dei tempi sia davvero vicina»
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  23. giogg ha detto:

    “Repubblica”, 12 dicembre 2012, QUI

    21-12-12: SI SALVERANNO SOLO VILLAGGI BUGARACH E SIRINCE
    di Redazione

    Roma, 12 dic. – Sono già in molti i viaggiatori che si sono precipitati verso due piccoli e misteriosi villaggi, che secondo alcune credenze dovrebbero ‘salvarsi’ rispetto alla fine dell’annunciato calendario Maya, ormai agli sgoccioli. Si tratta di Bugarach, nel sud della Francia, e di Sirince in Turchia. Almeno questo e’ quanto emerso da una ricerca condotta dal Skyscanner, motore di ricerca viaggi. Frotte di seguaci del soprannaturale, convinti che la fine del mondo sia ormai prossima, ovvero il 21 dicembre 2012, hanno deciso di aspettare la fatidica data in questi due remoti villaggi rurali, considerati tra le possibili vie di fuga dalla catastrofe. Pare che il piano di salvezza consisterà in un volo (no, non come quello dell’aereo più pazzo del mondo) dove le repliche del film “Alien” verranno probabilmente sostituite con incontri del terzo tipo, ma molto più realistici. L’incremento delle ricerche di voli di sola andata verso il sud della Francia ha registrato un dato sorprendente, una crescita del 41 per cento nella settimana del 21 dicembre rispetto a quella precedente.

  24. giogg ha detto:

    “Libero”, 14 dicembre 2012, QUI

    MAYA: IL “VINO DELL’APOCALISSE”? DALLE UVE DELLA CITTA’ TURCA DI SIRINCE
    di Redazione

    Siena, 14 dic. – (Adnkronos) – Il mondo, salvo imprevisti, non finirà il 21 dicembre, ma se siete catastrofici, in vista della profezia Maya, assicuratevi almeno di bere l’etichetta giusta. Il “Vino dell’Apocalisse”? E’ quello prodotto da un affarista turco dalle uve dei vigneti di Sirince, un villaggio di 600 abitanti non lontano dal confine con la Grecia e dalla città di Efeso, ritenuto, dagli appassionati del genere, luogo dall’eccezionale energia positiva, capace di salvare dalla catastrofe della fine del mondo chiunque vi si rechi (per la prossima settimana i media locali prevedono l’arrivo di almeno 60.000 persone, un record assoluto per la stagione invernale).
    O, in mancanza d’altro, chiunque beva il vino frutto di varietà autoctone come Bogazkere, Okuzgozu, Emir e Narince. Ma non solo. Perché gli “enonauti” che hanno risposto al sondaggio di http://www.winenews.it, uno dei siti più cliccati dagli amanti del buon bere, per l’ultimo brindisi non hanno davvero dubbi: a dominare la loro Top 10 “eno-apocalittica” dei vini della fine del mondo è, al primo posto, il Barolo Monfortino 1964 di Giacomo Conterno, seguito dal Sassicaia 1985 della Tenuta San Guido e dal Brunello di Montalcino Riserva 1955 di Biondi Santi, e da bottiglie “da urlo” come Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1989 delle Cantine Ferrari, Amarone Classico 1990 di Allegrini ed Amarone Classico 1971 di Quintarelli, passando per il Franciacorta Vittorio Moretti Riserva 2001 di Bellavista, il Masseto 2001 della Tenuta dell’Ornellaia, il Solaia 1988 della Marchesi Antinori fino al Sagrantino di Montefalco “25 Anni” 1995 firmato Caprai
    .

  25. giogg ha detto:

    “Mysterium”, 31 dicembre 2011, QUI

    A LIMA, LA CAPITALE DEL PERU’, GLI SCIAMANI IN AZIONE CONTRO LA PROFEZIA MAYA
    In abiti tradizionali, usando foglie di coca e incenso, gli sciamani hanno allontanato gli effetti nefasti della profezia e hanno assicurato: “Non succederà niente.”
    di Gordon Francis Ferri

    Gli sciamani si sono riuniti nella capitale peruviana Lima per eseguire alcuni rituali utili a contrastare le profezie dei Maya che prevedono la fine del mondo nel 2012. Gli sciamani, in abiti tradizionali, hanno evocato gli antichi Inca per chiedere loro di intercedere per modificare la profezia.
    Juan Osco, uno degli sciamani delle Ande, ha detto: “Non accadrà. A chi predice la fine del mondo per diffondere crisi di panico diciamo che non succederà nulla. Le cose brutte, l’odio, la vendetta e la rabbia finiranno“.
    Durante il rituale effettuato con foglie di coca, fiori e incenso gli sciamani hanno inoltre inviato presagi positivi ai leader mondiali, dal presidente Usa Barack Obama al nuovo leader nord coreano Kim Jong Un.
    Gli sciamani hanno inoltre previsto che sia il presidente venezuelano Hugo Chavez, sia la ‘presidenta’ argentina Cristina Fernandez vinceranno le loro battaglie contro il cancro
    .

  26. Pingback: La scienza apocalittica | Paesaggi vulcanici

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