Terremoti e stereotipi Nord/Sud

Il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli ha rilasciato una dichiarazione incredibile:
Gabrielli: «E’ sempre molto facile ascrivere ad altri, a qualcuno che sta al di fuori, le responsabilità. Poi c’è anche, come dire, un attivismo, una determinazione, una voglia di fare che molto spesso è insito nelle stesse comunità. [Nella ripresa di un territorio disastrato] l’ha differenza non l’ha fatta la quantità di denaro, la differenza l’ha fatta la capacità di progettualità di ogni singolo territorio».
Giornalista: «Cioè, lei dice: gli emiliani hanno reagito meglio rispetto agli aquilani».
Gabrielli: «Sicuramente».
(“Radio Capital”, 16 ottobre 2012: l’audio è QUI).

Si tratta di banali stereotipi che si ripetono da tanto tempo. Almeno da un secolo:

«Nel caso italiano è di nuovo la dicotomia Nord/Sud a fare da traccia ai racconti. Così nel 1905 e nel 1908, dopo i terribili terremoti che colpirono la Calabria e la Sicilia, emergevano due rappresentazioni contrapposte degli italiani coinvolti, con ruoli diversi nelle catastrofi: il Nord e i comitati di soccorso moderni, generosi, attivi, razionali; le vittime meridionali passive, irrazionali, ignoranti, sudice, troglodite. Le inefficienze, invece di essere attribuite alla inadeguatezza dell’intervento pubblico e al mancato coordinamento delle iniziative, venivano attribuite al comportamento delle vittime: “frutto del carattere asociale delle genti meridionali che non riuscivano a informare il loro vivere ai valori e ai canoni della modernità” (L. Caminiti, “La grande diaspora“, 2009)».
(Tratto da: Gabriella Gribaudi, “Terremoti. Esperienza e memoria“, in “ParoleChiave”, n.44, 2010, pp. 85-56)

(Tra i commenti c’è l’opinione di Leonardo Tondelli)

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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5 risposte a Terremoti e stereotipi Nord/Sud

  1. giogg ha detto:

    «vorrei in quanto emiliano un po’ terremotato lasciar scritto che Gabrielli oggi mi ha offeso. Dicendo senza mezzi termini che *noi* avremmo reagito meglio degli aquilani, Gabrielli ha perso una straordinaria, meravigliosa occasione per tacere».
    «è proprio che questo mito dell’emiliano che reagisce bene ha rotto il cazzo, definitivamente».

    Leonardo Tondelli, “Sono emiliano e non sto reagendo bene”
    (16 ottobre 2012: QUI)

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