La natura è femmina

Nel 1977 sul “Corriere della Sera” Antonio Cederna scrisse un articolo intitolato “La natura è femmina e quindi va sottomessa!”. Si trattava di una sua brillante lettura “di genere” della mentalità che ci ha portato a devastare il nostro ecosistema. Eccone un brano significativo:

«[…] Da sempre la nostra cultura è portata a pensare che lo sviluppo quantitativo (qualche che sia) sia sempre un bene, e che ogni processo inteso (in qualsiasi modo) a trasformare l’ambiente sia l’equivalente di progresso. Ora il progresso è di genere maschile, mentre tutela, salvaguardia, conservazione, natura, ecc. sono di genere femminile. Lo stesso stucchevole, anacronistico ritornello dell’uomo-che-deve-lottare-contro-la-natura conferma il gioco delle parti: compito dell’uomo ossia del maschio è quello di sottomettere la natura-femmina. Chi difende quest’ultima è subito spiazzato, considerato un esteta, un’anima bella, un romantico, una cassandra, una zitella, un diverso, insomma un’entità femminea e femminile, con tutti gli inconvenienti del caso, isterismo, furori uterini, menopausa. Di qui l’esaltazione orgogliosa della violenza che l’opera dell’uomo esercita (anzi, “deve” esercitare) su ambiente, paesaggio, natura. Lo “sventramento” è stato per decenni in onore nell’urbanistica italiana, i monumenti sono stati “denudati” da quanto li ricopriva, via dell’Impero a Roma è stata esaltata perché “dritta come la spada di un legionario” (metafora trasparente), la terra vale solo se riscattata dall’onta di essere acquitrinosa e resa “feconda”, e via dicendo. Le stesse montagne sembrano esistere solo per essere “perforate” dai tunnel autostradali, nel migliore dei casi si cerca di assicurare che “l’ardito” viadotto non ha fatto “violenza” alla zona attraversata, e che la nuova strada “si inserisce”, “si insinua”, “si infila dolcemente” nel paesaggio. […]»

Dopo 35 anni, oggi Michele Serra ha pubblicato un’Amaca (“La Repubblica”, 26 agosto 2012) che interpreta l’abominevole violenza dei piromani dalla medesima prospettiva di Cederna:«Dalle molte inchieste sugli incendi che devastano il Paese (ottima quella di Corrado Zunino su questo giornale) esce un dato statistico implacabile, e veramente impressionante. Esistono i piromani, non esistono le piromani. Dare fuoco a un bosco, a un campo, a un pezzo di mondo, e calcinarlo così da renderlo sterile per molti anni, è una prerogativa esclusivamente maschile. Le donne in genere commettono molti meno reati degli uomini, pur essendo la metà abbondante del genere umano. Possono macchiarsi di crimini anche efferati (per esempio uccidere, anche se non serialmente). Ma avere l´impulso di devastare un luogo per sottometterlo, per negarlo, per cancellarne le tracce di vita, è cosa solo dei maschi: la statistica non concede eccezioni. In questo senso il piromane è colui che trasferisce sul volto della Terra lo stesso sfregio che il maschio padrone infligge al volto della femmina che considera infedele o indegna, o più semplicemente non sua. Gea è femmina, accoglie il seme e lo fa germogliare. Piromani, stupratori e sfregiatori di donne andrebbero inclusi nella stessa branca del Male».

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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Una risposta a La natura è femmina

  1. giogg ha detto:

    A partire da questo post recupero alcune cose scritte su FB o su G+ che, data la natura di quei website, andranno irrimediabilmente perse.
    Il testo di questo post l’avevo scritto su FB il 26 agosto 2012.

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