Galli della Loggia e il paesaggio italiano

E se lo scrive addirittura Ernesto Galli della Loggia (ripeto: Ernestogallidellaloggia), significa che siamo davvero messi male.
IL PAESAGGIO PRESO A SCHIAFFI, di Ernesto Galli della Loggia (“Corriere della Sera”, 27 agosto 2012)

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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Una risposta a Galli della Loggia e il paesaggio italiano

  1. giogg ha detto:

    Discussione su FB in seguito alla mia segnalazione di questo articolo:

    GuMa: restano preservati solo i luoghi inaccessibili appunto. frustrazione. (28 agosto, h12.42)
    Giogg: Naturalmente (eh, certo, come no) E.G.d.L cita il Sud devastato (anzi, la solita tribale Calabria) sempre e solo a livello esemplificativo, ma gli saremmo davvero grati se ogni tanto esemplificasse anche su altre latitudini italiche (chessò, vogliamo parlare del Veneto-grigio-cemento e di come periodicamente venga drammaticamente allagato?). Inoltre, ‘sto benedetto accento posto esclusivamente sugli aspetti economici (“il paesaggio, la nostra ricchezza; la Cina non avrà mai un patrimonio del genere e bla bla”) è solo uno dei problemi, anzi un aspetto del problema. Comunque, che vada anche l’allarme economico, se serve a far prendere coscienza del valore (culturale) del paesaggio. (28 agosto, h12.42)
    Giogg: L’Aspromonte, appunto, uno dei territori più incantevoli d’Europa. (28 agosto, h12.45)
    GuMa: ma poi chi minkia è Ernesto Galli della Loggia ??!! (28 agosto, h12.47)
    Giogg: Applausi! (28 agosto, h12.48)
    FraSaGa: come scrisse Franco Cassano ne ‘Il Pensiero Meridiano’, le costruzioni lungo la costa sono abusive ad di là di ogni (eventuale) avallo di legge. E’ Liguria, Campania, Calabria…e Adriatico a risalire (28 agosto, h13.24)
    Giogg: Esatto. Il problema del rispetto del paesaggio (della sua conoscenza, della sua tutela; della sua valorizzazione no: bandiamo questo termine dal vocabolario politico) è nazionale, anche se non dappertutto la sua devastazione è dovuta alle stesse cause (il cemento lombardo-veneto è ben diverso da quello delle nostre coste meridionali, ad esempio). Sicuramente, però, è dovuto alla stessa ideologia di rapina e accumulo (vogliamo dargli un nome? capitalismo va bene?). Questo, ovviamente, non significa che siccome è l’Italia intera ad essere devastata, allora “mezzo gaudio” per tutti: serve solo a sottolineare da una parte l’entità della questione e dall’altra la parzialità di EGdL, un esplicito antimeridionalista che, ipocritamente, sottolinea che il caso della Calabria è solo esemplificativo. Ripetere ossessivamente gli stessi esempi ha una antipatica controindicazione, li “costruisce” socialmente e li rende unici (c’è quel caso, tutti gli altri spariscono). In altre parole, continuare a parlare del degrado dei soliti luoghi avalla i vecchi stereotipi e non spiega nulla.
    Mentre scrivo mi tornano in mente le cronache post-disastro. Non so se vi avete fatto caso, la reazione delle popolazioni settentrionali è sempre “composta, dignitosa, laboriosa” (i friulani nel 1976, gli emiliani quest’anno…) (gli abitanti del centro sono un po’ rompicoglioni, in effetti: gli abruzzesi prima erano fieri, poi sono diventati ingrati), quella delle genti meridionali, invece, è “disfattista, rassegnata, tendente all’assistenzialismo”. Ecco, queste etichette si ripetono ovunque, anche nella gestione del territorio. Bene, e concludo, continuiamo a denunciare gli orrori e gli errori, ma con depuriamo i commenti dalle retoriche precotte. (28 agosto, h13.42)
    FraSaGa: è come quando esondò il Dragone ad Atrani e subito la procura si attivo’ a ‘sequestrare il fiume’ (che già fa ridere di per sè) ed il Ministero dell’Ambiente voleva istituire il ‘Commissariato per il dissesto idrogeologico in Campania’. Come dire, togliamo a questi incapaci la gestione del loro territorio, o, come dice E.G.d.L nell’articolo, il problema è l’indebolimento del potere centrale. Però quando l’alluvione è stata a Monterosso le polemiche furono velocemente archiviate in favore della ‘fierezza delle popolazioni colpite’. Anche il recupero post-disastro: molto pubblicizzato quello ligure, eppure, al di là del minore richiamo turistico, anche Atrani è faticosamente tornata quella di prima. (28 agosto, h14.20)
    MaGra: l’indebolimento del governo nazionale con i suoi strumenti d’intervento e di controllo… a favore degli enti locali? ma è normale che il controllo debba essere decentralizzato, compito prima di tutto dei tecnici comunali che molto spesso hanno invece chiuso non uno ma due occhi; tuttavia le politiche di condono sono sempre nate a roma, nel governo e nel parlamento, dove ne hanno beneficiato molto più dei vari assessori e consiglieri comunali. è su queste basi che il federalismo leghista ha fatto man bassa di voti e adesso ci ritroviamo con 20 leggi urbanistiche diverse… (28 agosto, h15.52)
    Giogg: Anche “Eddyburg” ha archiviato l’editoriale di EGdL. Indicativo il commento introduttivo: “Lo sfascio denunciato ormai da tutte le gazzette sollecita anche l’autorevole editorialista. Meglio tardi che mai”. http://eddyburg.it/article/articleview/19389/0/420/ (29 agosto, h23.06)
    Giogg: Probabilmente sta diventato un argomento di moda, quindi bisogna preoccuparsi. Il “CorSera” anche oggi ha ospitato un articolo in difesa del paesaggio. Lo linko da “Eddyburg”, che introduce con le seguenti parole: “Per la serie “da che pulpito”, un nuovo intervento a difesa del paesaggio”. La sorpresa deriva dal fatto che l’articolo di Edoardo Segantini riporta ampie opinioni di un ex-ministro dei Beni culturali, Antonio Paolucci (e la domanda sorge spontanea: dov’era costui, che faceva, quando poteva incidere concretamente?).
    “Corriere della Sera”, 28 agosto 2012, «Il federalismo irresponsabile che devasta il nostro paesaggio», di Edoardo Segantini, http://eddyburg.it/article/view/19399/ (29 agosto, h23.12)

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