L’ultimo

Accumulo libri, dischi, film: ne compro molti. Fino a qualche tempo fa conservavo anche tanti quotidiani, ne avevo varie pile sparpagliate per casa: non riuscivo mai a buttarli, se non dopo 3 o 4 anni, ma ora ne compro sempre meno.
Mi piace tantissimo girarmi e osservare gli scaffali ordinati, divisi per aree tematiche e chiusi da vetrate semitrasparenti. Forse c’è del compiacimento, o del maniacale… ma in effetti so che tutta quella roba è (anche) parte di me.
Alle pareti ho alcuni ricordi dei miei viaggi: batik africani, t-shirt canadesi, bandierine cubane, cartoline berlinesi e un piccolo cartellone cantastoriale. Per terra è disteso un tappeto albanese e su un mobile fa bella mostra di sé un narghilè turco. Alle ante di un armadio ho una copia della carta d’identità di Anpalagan Ganeshu che veniva distribuita agli spettatori de “La nave fantasma” di Bellu, Storti e Sarti. Da qualche altra parte ho un autografo di Marc Augé, uno di Moni Ovadia e la stampa di un’e-mail di Ascanio Celestini.
Gli occhi di Gegè mi guardano dalla fessura di un chador, il mio autoscatto con l’ombra proiettata sulla parete al tramonto è fissato alla cornice di una porta. Una fettuccia bianca con due strisce laterali celesti e la stella di David è accanto ai brandelli della bandiera arcobaleno che ho tenuto appesa alla finestra per tanto tempo. Ora sono entrambe legate ad un citofono che non ho mai usato. Le locandine delle mie iniziative pubbliche sono tutte lungo le scale che portano al piano di sopra, e ogni volta penso che dovrei sistemarle meglio.
Un serpente di legno con una struttura di filo mi ricorda l’Obei Obei milanese; il mosaico di vetro di un lampadario mi fa tornare sulle rive del Bosforo; una piccola botte appena restaurata mi rimanda alla cantina odorosa di vino del mio nonno materno. Le mappe che raccolgo nei cassetti e negli scatoli sono il trofeo di cui vado più fiero. Amo spiegarle e ripiegarle, amo leggerle, ma anche solo guardarle. Prima o poi appenderò unite tra loro quelle del Sud Italia, così da creare una grande cartina nella stanza che apre alla terrazza.
Dietro una porta ho alcuni zaini vecchi che non riesco a buttare; in un soppalco ho due sacchi a pelo con una zanzariera che d’estate appendo sul mio letto, come se dormissi in un baldacchino.
Ho un telescopio alla finestra, ma non l’ho quasi mai usato per osservare le stelle; preferisco puntarlo all’orizzonte. Vedo i nomi delle navi che entrano ed escono dal Golfo, penso a quanto tempo siano state lontane da casa e a chissà quando torneranno.
Un fiore parigino con al centro decine di vetri segmentati fa da caleidoscopio della mia realtà. Ogni tanto lo indirizzo sull’unico quadro che ho alle pareti, e così Punta Sant’Elia dipinta dal mio nonno paterno in un rigoroso acquerello paesaggistico, diventa cubista e onirica.
C’è ancora un’altra cosa, però. Qualcosa che è nell’aria, o nella fibra ottica, o chissà. È “il Taccuino dell’Altrove”, il blog dove per quattro anni ho raccontato le sensazioni provate dinanzi agli oggetti che arredano la mia casa.
Quando le pagine di un taccuino finiscono, o se ne compra uno nuovo o si smette di scrivere.
Io certamente non smetterò di scrivere: l’esigenza di raccontare e di esprimere il mio punto di vista è troppo forte, non posso negarla a me stesso, né contenerla. Ma è diverso tempo che sento sempre più pressante il bisogno di separarmi da questa finestra pubblica.
In qualche modo, essere sempre visibile è faticoso. Dunque, devo fermarmi e occuparmi d’altro.
Domani, 2 giugno 2009, il “Taccuino” compirà quattro anni. Direi che è una bella età per un blog. Infatti ho deciso che a mezzanotte sparirà dal web.
Come quando ci si attiva per cambiare la disposizione dei mobili, così domani il mio blog verrà riposto in cantina. Non è una decisione facile, tuttavia è serena. Le motivazioni possono essere molte, ma forse la più vera è che ho bisogno di starmene per conto mio a far bene le cose che ho da fare. Ecco perché siete tutt* invitati a festeggiarlo tra i commenti di questo post, dove forse ci sarà anche un virtual-party dalle 21.
Grazie a tutti voi che mi avete fatto compagnia tra le parole di questa lunga colonna dedicata all’altrove che ci circonda.

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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12 risposte a L’ultimo

  1. GinoCerutti ha detto:

    Una pausa te la concedo, ma sarebbe un peccato togliere la possibilità di leggere quello che hai già scritto.
    Ciao

  2. ApeDiAladino ha detto:

    Mi sento un po’ tradita da questa notizia… Capisco benissimo quali possono essere le motivazioni della “separazione dalla finestra pubblica” e se fosse solo questo ti avrei lasciato un messaggio del tutto diverso. Ma è un po’ egoistico che tutto ciò che è appartenuto anche a me venga riposto solo nella tua cantina e non possa essere anche nella mia … mi toccherà passare il 2 giugno a salvare tutte le pagine che avrò bisogno di poter ritrovare… è come se mi stessi togliendo un regalo che mi hai fatto, e ora mi tocca di fotocopiarmelo prima di restituirtelo perché non lo posso nemmeno comperare 😦

  3. floretcroissant ha detto:

    NOOO!!! PER FAVORE PROF NON CHIUDA IL BLOG! (lo so che invece di stare qui, dovrei “sgobbare” sulle sudate carte della tesi…)

  4. ggugg ha detto:

    Gino, Flora, Ape… grazie.

    Apprezzo moltissimo i vostri commenti. E capisco anche la delusione (il “tradimento”) che provate.
    Ma non è un addio. L’ho scritto anche nel post, non posso negare me stesso, non posso rinunciare a raccontare. E, francamente, non riesco a pensare di cancellare questo blog.
    Tante cose sono cominciate grazie a questo Taccuino. Senza sembrarvi retorico, questo blog è una delle esperienze più importanti della mia vita. Ma ora ho bisogno di una pausa. E ho bisogno che sia totale.
    Stanotte il blog diventerà privato, e forse continuerò ad aggiornarlo. Ma per un po’ di tempo (non so quantificarlo) non sarà raggiungibile. Poi tornerà pubblico e vedrete quanti Altrove avrò da raccontare!
    Per il momento cerco un po’ di silenzio. E ho voglia di deserto, come 10 anni fa.

    Dopodiché, ne sono certo, sarò nuovamente qui a raccontare ciò che ho ascoltato, ciò che ho osservato in altre dimensioni.

    PS per Flora:
    1) è una sorpresa trovarti qui… Ma speravo fossi più audace! Macché prof! “O Capitano! mio Capitano!”, piuttosto…
    2) poi come continua? Ah, si… “il nostro viaggio tremendo è finito, la nave ha superato ogni tempesta…”
    3) Music for airports, per la tua ricerca.

  5. Eccardo ha detto:

    non cerco di convincerti a non chiudere..
    (anch’io ho chiuso – di fatto – per motivi analoghi)

    mi limito a ringraziarti per quanto ho letto nel tempo

    spero ti rimanere in contatto con altri mezzi

    p.s. ma cos’è un “virtual party”?
    (vedi, qui c’è sempre da imparare, fino all’ultimo :-))

  6. rusko ha detto:

    io voglio olive e patatine… se no che party è? 🙂

  7. marinaniram ha detto:

    Il mio cruccio è quello di averti scoperto troppo tardi. Qualche mese fa, in un momento di sconforto, in cui pensavo al mondo come qualcosa di profondamente estraneo, ho trovato inaspettatamente una voce familiare. All’improvviso il mezzo che ho sempre tacciato di aver cambiato profondamente E IN PEGGIO le relazioni umane, si è rivelato una risorsa per ritrovare un po’ di ottimismo.
    Questo blog mi mancherà come un amico, uno fra i migliori.
    Sarà come la fine di un buon libro, mancano poche pagine e già senti quella sensazione di vuoto che arriverà dopo.
    Come dice Ape, i tuoi ricordi sono diventati anche un po’ nostri: i tuoi incontri in autobus, le tue riflessioni seduto ad un bar di palermo con un cornetto in una mano e la guida nell’altra, il paesaggio che corre in un pomeriggio stanco ma intenso al di là del finestrino della Vesuviana.
    Il tuo pubblico era un pubblico scelto, discreto, solo ansioso di condividere. Insomma, privarci all’improvviso di tutto questo mi pare un po’ ingiusto. Tornerai? Come faremo a saperlo? Se per allora non avrò realizzato il mio sogno di ritirarmi a vita eremitica in un posto magico, Roscigno Vecchia, sarò ben contenta di ritrovare un amico allontanatosi per un lungo viaggio con tante cose da raccontarmi.

  8. stratosfera ha detto:

    innanzitutto auguroni al taccuino che oggi compie 4 anni!!!!
    Friends18.com Picture Comments
    a te invece:buon viaggio fuori e dentro di te!

  9. anonimo ha detto:

    le parole sono come l’acqua, troveranno sempre la loro strada verso il mare.ciao, a presto

  10. anonimo ha detto:

    Mio caro, lascio un saluto al taccuino, sicura che tornerà presto, non appena sentirai troppo forte la voglia di raccontare un bel viaggio in qualche posto lontano o semplicemente uno spettacolo che ti è piaciuto.
    Nel frattempo ti auguro un buon silenzio, che ti sia propizio per tornare alla ribalta ancora più affabbulatore di prima.
    Ti bacio

    Vi.

  11. rusko ha detto:

    accidenti… un party senza l’ospite 😦
    “arrivederci”, Giovanni!

  12. ggugg ha detto:

    Grazie. Dal profondo del cuore.

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