La marineria velica sorrentina in mostra

Dal 28 settembre al 30 ottobre 2008 l’Associazione di Studi, Ricerche e Documentazione sulla Marineria della Penisola Sorrentina espone a Piano di Sorrento (NA), presso Villa Fondi, una mostra intitolata “La marineria velica di Piano di Sorrento nel XIX secolo”.
Di seguito riporto alcuni stralci del pannello introduttivo.

«Il rilievo nazionale e internazionale che continuano ad avere gli ambienti della costiera sorrentina nelle attività marittime discende da una lunga tradizione, almeno di tre secoli, che ha profondamente segnato la società e il territorio. Oggigiorno, se le società di navigazione – tranne la Mediterranean Shipping Company (MSC) – hanno le loro sedi fuori dalla penisola, il personale di bordo, invece, specialmente ufficiali di coperta e di macchina, continua a essere in gran parte di provenienza sorrentina; ciò grazie al prestigio di un’istituzione educativa come l’antico istituto nautico e, soprattutto, grazie ad una radicata cultura del mare che continua a operare attraverso le migliaia di persone che hanno navigato e continuano a farlo. Oggi, più che mai, il nerbo di molte professioni, collegate alla navigazione e al commercio marittimo, proviene dagli antichi casati di armatori-capitani, che a centinaia tra Settecento e Ottocento vararono e fecero navigare una flotta d’altura seconda, in Italia, solo a quella ligure. Ingegneri navali e assicuratori, agenti e broker marittimi, ufficiali della Marina Militare, piloti di porti e ufficiali delle capitanerie, dirigenti di scali marittimi, armatori e amministratori di società, commissari di armamento e commissari di bordo, docenti nelle università navali e degli istituti nautici e i tanti addetti al settore crocieristico in costante sviluppo. Qui esse affondano le loro radici, nella secolare esperienza marinara tramandata per generazioni all’interno dei gruppi familiari nei palazzi con i portali di pietra, edificati dai loro avi grazie ai proventi della navigazione.
La mostra vuole contribuire a restituire alla memoria delle donne e degli uomini di oggi la consapevolezza del ruolo che hanno avuto ed hanno tuttora le attività legate al mare e alla navigazione. Che questa consapevolezza e questa memoria non siano del tutto scomparse lo testimoniano le tante famiglie di eredi dei casati armatoriali e marittimi, che hanno messo a disposizione documenti, foto, quadri, oggetti e soprattutto ricordi, gelosamente custoditi nelle loro case e tramandati di generazione in generazione. Ad esse principalmente deve andare il ringraziamento, se oggi è possibile cominciare a recuperare un corretto e fecondo rapporto tra passato e presente.
Ripercorrendo idealmente la Rosa dei Venti, l’esposizione si sviluppa attraverso quattro temi: Navi, Uomini, Vita di bordo, Vita a terra. Ogni quadrante è illustrato da sei pannelli documentari in cui si propone un itinerario variegato e complesso nella storia della marineria velica della Penisola Sorrentina.
Tale articolazione tematica favorisce una lettura incrociata tra i documenti esposti, nonché uno sguardo d’insieme che permette di cogliere continuità e discontinuità in un fenomeno plurisecolare della cultura locale. In questo modo allo spettatore viene proposta una vera e propria navigazione a vista attraverso l’iconografia e i documenti che testimoniano una rete economica e culturale di ampiezza mondiale».

   PS:
1.
La mostra è stata progettata e realizzata da: Vincenzo Astarita, Giovanni Gugg, Carmela Iaccarino, Riccardo Iaccarino, Gioacchino Longobardo, Massimo Maresca, Nello Pane, Biagio Passaro. Il lavoro grafico è di Mauro Di Schiavi.
2.
L’esposizione, che gode del patrocinio del comune di Piano di Sorrento, è stata possibile grazie alla disponibilità di: Istituto Nautico Nino Bixio, Museo Navale Mario Maresca, Giulia Cacace e Gioacchino Longobardo, Eugenio e Mario Cafiero, Ondina e Raffaele Cafiero, Giovanni Castellano, Corrado Iaccarino, Fulvio Maresca, Senia Maresca e Raffaele Cariello, Marialuisa Maresca e Mario Evangelista, Francesco Saverio Ciampa, Carmine e Nicola Russo, Susanna e Beniamino Russo. Sponsor dell’iniziativa è MPS Banca Personale.
3.
L’apertura a Villa Fondi è dal martedì alla domenica dalle 16:00 alle 20:00 (il sabato e la domenica anche dalle 10:00 alle 13:00). Il lunedì è chiuso. L’ingresso è gratuito.

   PPS [dell’11 ottobre 2008]:
La mostra sta riscuotendo un discreto successo, ne hanno parlato tutti i media locali, comprese testate come «il Mattino» e «la Repubblica» (ma probabilmente anche altre). Il motivo di questo aggiornamento, però, è che l’esposizione è stata prolungata fino a giovedì 30 ottobre 2008, quando alle ore 17:00 nella stessa sede verrà presentato il volume Il Museo Navale Mario Maresca di Meta (di Massimo Maresca, edito da Nicola Longobardi).

   PPPS [del 15 dicembre 2008]:
Fino al prossimo 10 gennaio 2009 la mostra è in esposizione a Gaeta presso la Caserma Cosenz. Maggiori informazioni sono al commento #13.

   PPPPS [del 15 marzo 2009]:
Dal 16 marzo al 16 aprile 2009 la mostra sarà in esposizione a Napoli presso il Museo del Mare di Bagnoli.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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15 risposte a La marineria velica sorrentina in mostra

  1. ggugg ha detto:

    Gli argomenti trattati dai singoli pannelli sono:

    NAVI
    – Navi nel XVIII secolo
    – Navi nella prima metà dell’Ottocento
    – Navi nella seconda metà dell’Ottocento
    – Navi di ferro e d’acciaio
    – I cantieri navali della Marina di Cassano
    – I costruttori navali

    UOMINI
    – Capitani ed equipaggi
    – Armatori di Piano
    – Gli armatori Cafiero
    – L’armatore Salvatore Maresca
    – L’armatore Francesco Saverio Ciampa
    – Gli armatori Russo

    VITA DI BORDO
    – La navigazione
    – La manovra delle vele
    – Casse da marinaio
    – I pericoli del mare e la religiosità
    – Gli ex-voto (I)
    – Gli ex-voto (II)

    VITA A TERRA
    – L’Istituto Nautico “Nino Bixio” (I)
    – L’Istituto Nautico “Nino Bixio” (II)
    – Le Compagnie di assicurazioni e cambi marittimi
    – La Mutua Sorrentina
    – Eduardo De Martino
    – La Marina di Cassano

  2. anonimo ha detto:

    il pannello sul quale cadrebbe, in modo particolare, il mio occhio è VITA DI BORDO..a parte per le manovre per far retromarcia le vele,la manovra di issata del gennaker..per quel che riguarda la navigazione sono rimasta sempre incuriosita dalle bandiere in mare e dal significato della loro presenza…perchè
    anche se spesso ritenuto superfluo nella tradizione marinaresca, il bon ton nell’uso delle bandiere è ritenuto un caposaldo poiché, da sempre, l’unico mezzo sicuro per comunicare tra imbarcazioni è il contatto visivo ed, in alcuni casi, acustico.
    Partendo da quello che è il “Codice internazionale dei Segnali” possiamo vedere come ogni singola bandiera acquisisca un significato di lettera dell’alfabeto se issata assieme ad altre, un significato proprio e codificato se issata singolarmente.
    Ogni lettera (o numero) a sua volta ha una parola internazionalmente associata per permettere di sillabare una parola indipendentemente dalla nazionali dei due interlocutori.
    (esempio se sto parlando con una barca americana e per sillabare la lettera E dico Empoli saremo certi che chi ci ascolta non capirà, se invece useremo la parola Echo non avremo problemi di registro).
    Prendiamo ad esempio la B (che è internazionalmente letta Bravo)

    BRAVO
    _…

    Sapremo subito che se è stata issata assieme (e con il giusto ordine) alle bandiere A,R,C,A la parola che ci stanno comunicando è BARCA.Se invece vedremo solo la lettera B è internazionalmente noto il suo significato di “Ho a bordo merci pericolose”.
    Ogni lettera a sua volta può essere espressa tramite un segnale morse che sempre nel caso della lettera B corrisponde a _… Il codice morse è forse il linguaggio codificato più vecchio usato in mare che formato da soli punti e linee (fischio lungo, fischio corto) è il precursore di tutti i segnali sonori attualmente usati e, volendo, si avvicinava già a quello che è oggi il sistema binario dei PC.
    Ritengo che sia davvero un linguaggio affascinante,e avere memoria e consapevolezza di queste attività attraverso storie di vita,diari di bordo ecc..è assolutamente eccezionale.!
    AnnaNappi

  3. ggugg ha detto:

    Villa Fondi, Piano di Sorrento, 28 settembre 2008, h11:00

    «…L’esposizione “La marineria velica di Piano di Sorrento nel XIX secolo” che inauguriamo oggi è una mostra di documenti e immagini resa possibile dalla disponibilità di tanti: l’Istituto Nautico “Nino Bixio”, il Museo Navale “Mario Maresca”, il Comune di Piano di Sorrento col suo patrocinio, la banca MPS Banca Personale col suo contributo. Ma soprattutto i numerosi e discreti custodi di questa memoria preziosa, le tante famiglie che ci hanno dato la possibilità di riprodurre ritratti, dipinti, fotografie: tutti documenti della loro storia particolare, che è anche la nostra storia collettiva sorrentina.
    Questa memoria, però, non è solo nei contratti marittimi d’epoca, nei quadri di Eduardo De Martino o nelle riproduzioni esposte, ma anche – e forse soprattutto – nei luoghi, in questi luoghi sorrentini in cui la storia e la cultura della marineria sono inscritte nei palazzi storici, negli stemmi di famiglia, nei nomi delle strade, negli angoli delle marine che un tempo erano cantieri navali, insomma in un territorio che evidentemente merita maggior considerazione.
    Si tratta di una mostra che racconta molte cose, in ognuno dei 24 pannelli, realizzati graficamente da Mauro Di Schiavi, troverete informazioni su un determinato aspetto di quella straordinaria stagione che dalla seconda metà del ‘700 fino ai primi decenni del ‘900 ha visto la Penisola Sorrentina protagonista a livello mondiale nel commercio marittimo.
    Prima di inoltrarci nelle suggestioni e nel fascino di quell’epoca, tuttavia, permettetemi di sottolineare quelli che reputo i due elementi basilari su cui poggia quella storia e, dunque, questa mostra. Sono due elementi evocati già nel titolo dell’esposizione.
    Il primo, massimo protagonista, è naturalmente il mare. Del secondo parlerò tra poco.
    Il mare è un crocevia di paradossi. «Per molti è come il cielo – dice Antonino Buttitta –: per il fatto di esserci sempre, è come se non ci fosse. Come per l’aria, ci si accorge che esiste quando viene a mancare». Ma il mare è anche vita che dà vita, eppure la sua immensità e la sua forza sono una costante occasione di sciagura e morte. Il mare, come vedrete, è in ogni pannello: è nei dipinti, è nelle foto, è negli ex-voto…
    Il secondo elemento alla base della cultura marinara di cui parliamo in questa mostra è il vento.
    Anche il vento è ambiguo: è lo strumento con cui solcare gli oceani, è ciò che accarezza le vele e spinge la nave da un capo all’altro del pianeta. Ma il vento è anche ciò che in un baleno può devastare la terra e sconvolgere i mari con una furia mortale.
    Iconograficamente, il vento è più discreto del mare. Nei quadri lo si può intuire nei suoi effetti: nelle vele gonfie o stracciate, nell’increspatura delle onde. Noi, invece, lo abbiamo voluto porre al centro della nostra esposizione, la cui struttura ricalca una Rosa dei Venti.
    Il segreto dello sviluppo eccezionale della nostra marineria, dunque, è nell’essere riusciti a controllare quei due elementi. Sir Walter Raleigh lo aveva capito in maniera lampante tra il Cinquecento e il Seicento: «Chi comanda il mare comanda il commercio, comanda la ricchezza e attraverso questa il mondo intero».
    E qui entriamo nel merito. Ognuno dei 4 quadranti della nostra Rosa dei Venti è dedicato ad un aspetto della storia e della cultura marinara sorrentina. Abbiamo pensato di cominciare dalle Navi per proseguire con gli Uomini, poi con la Vita che conducevano a bordo e, infine, con la Vita che svolgevano a terra…»

    GG

  4. Eccardo ha detto:

    fuori mano per me 😦

  5. Eccardo ha detto:

    un po’ fuori mano per me 😦

  6. ggugg ha detto:

    Se Eccardo non può andare alla mostra, allora magari sarà la mostra ad andare da Eccardo…
    Facciamole girare l’Italia, che ne dici? Portiamo il mare in pianura e in montagna!

    Intanto qui pare che sia proprio piaciuta…

  7. anonimo ha detto:

    bhè con questa immagine respiro aria di mostra anche io che a questa non posso esserci…sarei curiosa di sapere di cosa stanno parlano tra loro le persone,in particolare le due signore una di fronte all’altra..lì..lì.!Il bello delle mostre è che tra un pannello e l’altro,la gente finisce sempre con il parlare della propria vita,dei propri fatti..!Chissà poi,quale pannello ha attirato maggiormente l’attenzione dei visitatori..uhmmmm..
    annaNappi

  8. Eccardo ha detto:

    solo due invitati su dieci che chiacchierano è un record!

  9. iNessuno ha detto:

    Era un pò che non passavo da te…ma noto con piacere che sei come sempre, una perla del web.

  10. anonimo ha detto:

    Ho visto oggi la mostra.E’ interessante,molto documentata con accenni storici e foto mai visti prima nelle varie esposizioni.
    Ci sono molte cose da leggere(questo ha fatto “annoiare” mio figlio di 8 anni) e la presenza di altri visitatori che proseguono il percorso non permettono lunghe soste.
    Proporrei di usare i tabelloni nel palazzo del comune dove chiunque,nelle attese,possa leggere ed apprendere un po di storia del proprio paese(le foto storiche nel corridoio dell’ufficio del sindaco già stimolano un po la curiosità di tanti).
    Bravo e buon lavoro

  11. ggugg ha detto:

    Torno dalla presentazione del libro di Massimo Maresca «Il Museo Navale “Mario Maresca” di Meta» (Associazione di Studi, Ricerche e Documentazione sulla Marineria della Penisola Sorrentina, Nicola Longobardi editore, 2008).
    Da una statistica citata stasera, scopro che in Italia i musei del mare sono una trentina. Nove solo in Liguria, 5 nel Sud del Paese.
    Si tratta, dunque, di rarità. E in quanto tali, sono ancor più preziosi.
    Sono, per usare la metafora di una leggenda che ho scritto qualche tempo fa, degli scrigni di gioielli creati dal Signore degli Abissi che trasforma lacrime e fatiche in tesori.
    In un periodo come quello attuale in cui i musei vivono un momento molto difficile e la cultura è ridotta a voce di bilancio, sentire tanto entusiasmo e apprezzamento intorno al catalogo di un museo e tanta ammirazione per chi lo tiene in vita con passione e dedizione, è semplicemente una gioia.

    PS: La mostra sulla Marineria Velica Sorrentina ha chiuso oggi, ma già è stata richiesta da un museo napoletano per esporla anche lì. Quando tutto sarà definito comunicherò i particolari…!

  12. stratosfera ha detto:

    So che a Genova stanno realizzando questa cosa:
    il Galata Museo del Mare offre l’opportunità di visitare la grande mostra “Da Genova ad Ellis Island, il viaggio per mare negli anni della migrazione italiana” che inaugurata lo scorso 20 giugno ha già riscontrato un notevole successo sia di critica sia di pubblico.
    L’allestimento – 8 sale in 3 gallerie per un totale di circa 1200 metri quadri – che intende mostrare le condizioni di viaggio degli emigranti diretti negli Stati Uniti nel periodo tra il 1892 (anno in cui entra in funzione Ellis Island) e il 1914 (scoppio del primo conflitto mondiale) rappresenta una tappa essenziale nel percorso che il Comune di Genova / Istituzione Mu.MA – Musei del Mare e della Navigazione si è prefisso per la realizzazione del “MEM – Museo dell’Emigrazione”, quale sezione all’interno del Galata Museo del Mare.
    Dopo il grande successo rappresentato dalla realizzazione della Sala “Piroscafo”, una ricostruzione ambientale, che unisce allestimenti marittimi originali ad elementi multimediali (un simulatore navale, completo di videoproiezione, manovrabile dalla timoneria), il Galata Museo del Mare, con il sostegno della Regione Liguria e della Compagnia di San Paolo, sostenitori sia della mostra che del nuovo allestimento museale MEM, prosegue sul filone del viaggio tra Otto e Novecento.
    Rispetto alle mostre tradizionali sul tema dell’emigrazione, per lo più fotografiche e documentarie, “Da Genova a Ellis Island” vuole far rivivere al Visitatore l’esperienza “emigrazione”. Munito di un passaporto e di un biglietto di viaggio, il Visitatore arriverà a Genova e qui incontrerà la realtà di una città che, in pieno sviluppo industriale, vive sull’emigrante eppure lo disprezza e lo considera un problema sociale. Attenderà, come molti, all’addiaccio – magari per giorni – l’arrivo del proprio battello e poi entrerà nella ricostruzione dell’antica stazione marittima di Ponte Federico Guglielmo (oggi è Ponte dei Mille) e, dopo i controlli e le raccomandazioni, potrà salire a bordo del piroscafo di emigrazione. Nella mostra “Da Genova a Ellis Island” il centro emozionale è la grande scena dell’imbarco, con la ricostruzione del Molo e la fiancata del piroscafo “Città di Torino” ricostruita nei minimi dettagli a grandezza naturale, sulla scorta dei disegni originali conservati dal museo. Così, fisicamente, il Visitatore salirà a bordo, in cerca della sua cuccetta, nei cameroni comuni (divisi in uomini e donne) o potrà esplorare gli ambienti di servizio: come i bagni, il refettorio, la sala medica, ma anche la prigione – dove venivano rinchiusi i violenti e i clandestini – e l’Ufficio del Commissario di bordo.
    Un viaggio negli ambienti del piroscafo d’emigrazione e, contemporaneamente, un vero viaggio “virtuale”. Dagli oblò e dalle finestrature sarà possibile vedere il mare, in diverse condizioni di luce, di giorno, al tramonto e durante una notte di luna, e infine passare sotto la Statua della Libertà, il momento del pathos e della commozione. Ma questa non è la fine del viaggio. Il Visitatore, da emigrante, sbarcherà a Ellis Island, l’isola a due miglia da New York: qui entrerà nella Inspection Line, il percorso fatto di visite mediche, interrogatori e test per verificare se possedeva i requisiti per essere accolto in America. E qui verrà ricostruito il percorso, fatto di attese, domande, visite, oltre a mostrare ciò che accadeva a chi non era in regola, o era malato o comunque giudicato non idoneo a entrare negli Stati Uniti. L’ultima scena, infine, apre le porte del Nuovo Mondo o, più esattamente, la città di New York dove la gran parte degli emigranti giunti dall’Europa si fermava alle prese con i problemi concreti del trovare un lavoro, una casa, curare la salute e sbarcare il lunario.
    La mostra Da Genova a Ellis Island è una coproduzione tra l’Istituzione Mu.MA e l’Ellis Island Immigration Museum di New York. Una collaborazione importante, perché va ricordato, che gli italiani che passarono a Ellis Island furono oltre 3.000.000, una percentuale enorme sui circa 12.000.000 che tra il 1892 e il 1956 – periodo di funzionamento dell’isola – vi transitarono, il che fa del nostro popolo quello che maggiormente dovette subire le procedure e i controlli di questa fase dell’immigrazione americana”

  13. ggugg ha detto:

    Ieri, domenica 14 dicembre 2008, alla presenza dell’Arcivescovo e del sindaco di Gaeta, è stata inaugurata nei saloni della Caserma Cosenz la mostra: “Gaeta e la Penisola Sorrentina: marinerie veliche del XIX secolo”. Sarà visitabile fino al 10 gennaio 2009.
    L’iniziativa, nata con il patrocinio del Comune di Gaeta nell’ambito delle iniziative cittadine per le Festività Natalizie, è frutto della collaborazione tra la Associazione “Gaeta e il Mare” e l’Associazione “Studi, Ricerche e Documentazione sulla Marineria della Penisola Sorrentina”.
    All’interno di un’esposizione di grandi modelli di bastimenti gaetani, con foto dei velieri, dei capitani e degli armatori, vi sono i pannelli della mostra sulla Marineria velica di Piano di Sorrento, che è stata esposta due mesi fa.
    Alcune immagini dell’inaugurazione sono su Gaeta TV.

  14. ggugg ha detto:

    Dal 16 marzo al 16 aprile scorso la mostra è stata in esposizione presso il Museo del Mare di Napoli (via di Pozzuoli, 5 – Bagnoli) (locandina).
    Venerdì scorso (17 aprile 2009), inoltre, sempre presso il museo si è tenuto il convegno “Per recuperare la memoria marinara di Napoli”, cui ho partecipato con la relazione “Beni immateriali e museografia. Il contributo della multimedialità”, che ho realizzato con la collaborazione di Veronica Polese, Paola Rocco e Susanna Romano (brochure).

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