Il patrimonio immateriale dell’€™umanità

È una questione interessante e spinosa. Cos’è esattamente un bene culturale immateriale? Come lo si protegge? Lo si può esporre in un museo? E se la sua tutela finisse col fargli perdere autenticità?
Quel che è certo è che l’immateriale caratterizza fortemente qualsiasi cultura. Gli antropologi (e non solo) ne discutono da tempo. Ed io stesso, affascinato come sono da feste, paesaggi e performance, alcuni mesi fa ne sottolineai la “concretezza” con un piccolo post.
Da quattro anni l’Unesco ha adottato una Convenzione internazionale per la salvaguardia del patrimonio intangibile [*], e ciò impegna i Paesi firmatari ad occuparsi anche di quei beni che per definizione sono sfuggenti, inafferrabili, volatili, effimeri…
Un primo passo può essere la loro “inventariazione” a livello locale, come già si sta procedendo su scala planetaria con l’elenco dei beni immateriali dell’umanità.
Lo scorso agosto a Parigi ho visitato la mostra fotografica di quel centinaio di beni che l’Unesco ha registrato finora. Un
’esposizione semplice, ma con una nota molto carina: era (è, fino al prossimo 30 novembre) allestita sull’esterno delle cancellate della sede dell’agenzia.
Era, dunque, in città. Nel pieno senso del termine.
Quando, però, ho scoperto che non esisteva nemmeno un catalogo pubblicato ho pensato di riprodurre fotograficamente tutti i pannelli, così da conservarli. E subito dopo, tornando a casa sorridente e soddisfatto su una splendida bicicletta, ho pensato che con un po’ di tempo avrei tradotto le didascalie per postarle sul blog.
Bene, sono passati un paio di mesi, ma ecco finalmente il risultato.
Di seguito trovate i testi generali della mostra e tra i commenti una breve descrizione di tutti i beni immateriali attualmente riconosciuti dall’Unesco, ordinati per aree geografico-culturali: Europa; Medioriente e Africa del Nord; Africa Subsahariana; Asia centrale; Asia meridionale; Estremo oriente; Oceania; America centrale e caraibica; America del Sud.
La traduzione è mia, così come l’ordine di presentazione delle schede.
Naturalmente sul sito dell’Unesco trovate un’intera sezione dedicata al patrimonio immateriale dell’umanità (qui), nonché ulteriori informazioni sulla mostra parigina (qui).

Patrimonio vivente. Alla scoperta dell’immateriale
Oltre i monumenti e gli oggetti, il patrimonio culturale dell’umanità include le espressioni e tradizioni viventi che le comunità e i gruppi umani di tutto il mondo ricevono dai loro antenati e trasmettono ai propri discendenti. Tale patrimonio immateriale è uno dei principali crogioli della diversità culturale e conferisce a comunità, gruppi o individui un sentimento di identità e di continuità. Questa esposizione offre un’idea di questo patrimonio in forme molteplici e varie.
Le fotografie esposte illustrano 90 capolavori del patrimonio orale ed immateriale dell’umanità, proclamati come tali dall’Unesco tra 2001 e 2005, così come di altre iniziative recenti sostenute dall’organizzazione in favore della salvaguardia di tali beni.
Senza l’aiuto delle comunità interessate, delle Delegazioni permanenti vicine all’Unesco, così come dei ricercatori e delle organizzazioni di tutto il mondo che partecipano a questa azione di salvaguardia, non sarebbe stato possibile riunire l’insieme delle fotografie presentate nella cornice di questa esposizione. Teniamo a ringraziarli calorosamente.
Questa esposizione ha potuto vedere la luce grazie al generoso sostegno del governo giapponese e alla partecipazione di Samsung.

I settori del patrimonio immateriale
Il patrimonio culturale immateriale può assumere un’infinita varietà di forme e può esprimersi in numerosi campi:
•    le tradizioni e le espressioni orali;
•    la danza, la musica e il teatro tradizionale;
    le pratiche sociali, i rituali e gli avvenimenti festivi;
    le conoscenze e le pratiche che riguardano la natura e l’universo;
    l’artigianato tradizionale.
Pochi elementi di questo patrimonio riguardano un solo campo. Le feste, per esempio, comprendono diverse forme di espressioni: canti, danze, teatro, banchetti, tradizioni orali, artigianato, sport o divertimenti. Ogni elemento del patrimonio immateriale è evolutivo e si sviluppa attraverso un processo. Recupera le proprie espressioni e pratiche, ma anche la preparazione e la trasmissione delle conoscenze e competenze che li sottende.

Salvaguardare il patrimonio culturale immateriale
La salvaguardia di questo patrimonio vuol dire compiere delle azioni che mirino a garantire la sua continuità. Non si tratta di imbalsamarne le forme, di fare rivivere delle pratiche obsolete o di creare dei documenti multimediali per gli archivi. «Salvaguardare» significa prendere innanzitutto le misure necessarie affinché la sua pratica perduri e sia trasmessa in seno al proprio gruppo. Queste comunità devono essere attivamente implicate nella tutela e nella gestione del proprio patrimonio vivente, perché sono i più idonei a poter assicurargli un avvenire. Gli Stati che ratificano la Convenzione per il patrimonio immateriale sono tenuti a salvaguardarlo attraverso delle azioni come la trasmissione, l’educazione, la ricerca, la rivitalizzazione o mediante dei programmi di sensibilizzazione. Una delle misure concrete che riguarda ciascuno Stato membro è di identificare il patrimonio immateriale presente sul proprio territorio in uno o più inventari nazionali.

Una Convenzione per il patrimonio vivente
Ratificando il Convenzione per la salvaguarda del patrimonio culturale immateriale, gli Stati si impegnano a salvaguardare il patrimonio vivente del loro territorio, e questo in cooperazione con altre Nazioni. La Convenzione propone due elenchi che rilevano delle misure internazionali di salvaguardia: l’Elenco rappresentativo del patrimonio culturale immateriale dell’umanità (che deve assicurare la visibilità del patrimonio vivente attraverso gli esempi selezionati nel mondo); l’Elenco del patrimonio culturale immateriale che necessita una salvaguardia urgente (che riguarda degli elementi la cui vivibilità è minacciata gravemente). Un’Assemblea generale degli Stati membri regola la Convenzione ed elegge un Comitato intergovernativo di 24 membri, incaricato della sua messa in opera con l’assistenza della Segreteria dell’Unesco.

Assicurare la vivibilità del patrimonio vivente
Il patrimonio culturale immateriale esiste solamente attraverso l’umano. Si esprime spesso tramite il corpo – come nel canto, la danza, la parola o l’attività artigianale. È, infatti, nello spirito umano che si costituiscono e si rafforzano le conoscenze, le competenze ed i valori che vi sono associati. Salvaguardare questo patrimonio implica assicurarne la sua vivibilità tra le generazioni attuali, nonché badare alla sua continua trasmissione alle generazioni future. Le minacce che pesano su tale patrimonio possono provenire dall’impatto dei media, dalle migrazioni, dall’urbanizzazione, dal turismo di massa, dai conflitti armati o dalle catastrofi naturali. Le soluzioni per farvi fronte devono essere prese dalle comunità e dai gruppi interessati, con l’assistenza delle organizzazioni locali, dei governi e della comunità internazionale. L’Unesco partecipa a questo sforzo sostenendo la messa in opera della Convenzione del 2003 per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.

I capolavori del patrimonio orale ed immateriale dell’umanità
L’Unesco ha creato una distinzione, intitolata «Proclamazione dei capolavori del patrimonio orale ed immateriale dell’umanità», per diffondere le conoscenze sul patrimonio immateriale e di sensibilizzare il pubblico alla sua importanza ed alla necessità di salvaguardarlo. Nel 2001, 2003 e 2005, l’Unesco ha proclamato così 90 capolavori di circa 70 Paesi. Questo programma, così come altre iniziative dell’Unesco, ha permesso a più di 120 Stati membri di acquisire un’esperienza considerevole nell’identificazione e salvaguardia di questo patrimonio vivente. Numerosi capolavori sono stati salvaguardati grazie al generoso sostegno finanziario del governo giapponese e al bilancio ordinario dell’Unesco. Questo programma si è concluso con l’entrata in vigore della Convenzione nel 2006 e i capolavori saranno integrati ad uno dei due elenchi internazionali della Convenzione.

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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11 risposte a Il patrimonio immateriale dell’€™umanità

  1. ggugg ha detto:

    EUROPA

    ALBANIA
    L’isopolifonia popolare albanese **
    Nata dalla musica sacra bizantina, l’isopolifonia albanese è una forma elaborata di canto corale, principalmente interpretata dagli uomini. Lo sviluppo del turismo culturale e il crescente interesse dei ricercatori contribuiscono alla rivitalizzazione di questa straordinaria tradizione folklorica.

    ARMENIA
    Il Duduk e la sua musica **
    È un tipo di oboe che accompagna i canti e le danze popolari. È suonato in occasioni come matrimoni, anniversari o funerali. Il Duduk armeno si distingue per le sue tecniche di fabbricazione e di esecuzione, ma anche per il suo timbro caldo e dolce.

    AZERBAIJAN
    Il Mugham dell’Azerbaijan *
    Come gli altri Mugham della regione, questo si presta ad un altro grado d’improvvisazione nel canto come nell’esecuzione degli strumenti. Oggi alcuni maestri importanti iniziano alcuni allievi alla sottile arte dell’improvvisazione che fa la ricchezza di questa espressione artistica.

    BELGIO
    Il carnevale di Binche *
    Ogni anno, la domenica precedente il mercoledì delle ceneri, alcune centinaia di Gilles invadono le strade di Binche, vestiti coi loro costumi cerimoniali e indossando dei cappelli con piume di struzzo, degli zoccoli, delle campanelle e delle maschere di cera. È una delle più antiche manifestazioni di strada d’Europa, soprattutto grazie al forte impegno degli abitanti locali.

    BELGIO, FRANCIA
    Giganti e draghi processionali *
    I giganti e i draghi, in Belgio e in Francia, sono delle enormi effigi che possono misurare fino a 9 m d’altezza e pesare fino a 350 kg. Apparsi nelle processioni religiose alla fine del XIV secolo, queste gigantesche figure rappresentano degli animali e degli eroi mitici, dei personaggi storici o biblici, o addirittura contemporanei.

    BIELORUSSIA
    Il ciclo di primavera della Polesia orientale *
    Le comunità di tale regione hanno saputo conservare una gran varietà di rituali e tradizioni orali. Per la maggior parte sono legati al ciclo stagionale e alle credenze religiose, come l’interramento simbolico dell’inverno e altri riti che celebrano la primavera con l’accompagnamento di canti.

    BULGARIA
    Le Babi di Bistritsa, polifonia e danze della regione di Shoplouk *
    Nel villaggio di Bistritsa, non lontano dalla capitale Sofia, le donne anziane mantengono dei canti polifonici, delle danze e dei riti, un tempo cuore della vita culturale della regione. Le Babi (nonne) si esibiscono sulla scena, ma insegnano anche tali tradizioni alle ragazze e alle bambine.

    ESTONIA
    Lo spazio culturale di Kihnu *
    L’isola di Kihnu è abitata da una comunità di circa 600 persone che è depositaria di espressioni culturali e di tradizioni agricole originali. Sono soprattutto le donne che praticano e trasmettono i canti, i giochi, le danze e l’artigianato riguardante la lana, attività diventata emblematica della cultura locale.

    ESTONIA, LETTONIA, LITUANIA
    Le celebrazioni dei canti e delle danze baltiche *
    Queste manifestazioni culturali di grande respiro celebrano le tradizioni musicali e le arti folkloriche baltiche da oltre un secolo. Alcuni cori e gruppi di danzatori dilettanti praticano la loro arte tutto l’anno nelle associazioni culturali locali, contribuendo alla popolarità e alla continuità di questa tradizione.

    FEDERAZIONE RUSSA
    L’Olonkho, epopea eroica yakut *
    Tramandata dagli yakut della Repubblica Sakha, l’Olonkho veicola le credenze, i costumi e le avventure di guerrieri leggendari. Attore e cantante, il narratore dell’Olonkho deve far prova d’una grande eloquenza e dominare l’improvvisazione poetica.

    FEDERAZIONE RUSSA
    Lo spazio culturale e la cultura orale di Semeiski *
    Le comunità Semeiski vivono nella regione di Transbaikalia, in Siberia. Hanno preservato antichi rituali ortodossi, saperi artigianali, canti e danze tradizionali. Dalla fine dell’era sovietica, diverse iniziative, specialmente la creazione del Centro culturale dei Semeiski, ha contribuito a devitalizzare queste tradizioni.

    FRANCIA
    I Maestri d’arte *
    Nel 2000 il liutaio Patrick Robin è stato nominato “Maître d’art”, titolo che mira a valorizzare il sapere tradizionale assegnato dal Ministero francese della cultura. Questa onorificenza s’accompagna a un appuntamento annuale in cui i maestri possono formare degli apprendisti e trasmettere, inoltre, le loro conoscenze e saperi.

    GEORGIA
    Il canto polifonico georgiano *
    È una tradizione popolare presente in tutte le attività della vita quotidiana, dai canti di lavoro ai canti di guarigione o ai canti di Natale. Ciascuno dei tre tipi di polifonia georgiana è praticato in una regione diversa.

    ITALIA
    Il teatro delle marionette siciliane. Opera dei Pupi *
    L’Opera dei Pupi ha conosciuto il suo apogeo durante il XIX secolo e all’inizio del XX secolo, principalmente a Palermo e a Catania. I marionettisti danno prova di abilità e d’ingegno per dare vita ai personaggi delle epoche cavalleresche medievali. Alcuni teatri familiari continuano ad esistere grazie ad attività di salvaguardia.

    ITALIA
    Il Canto a tenore, canto pastorale sardo *
    Praticato spontaneamente nei bar o durante le occasioni ufficiali come matrimoni, feste o carnevali, il Canto a tenore è eseguito da un gruppo di quattro uomini che cantano in cerchio. Il solista intona un poema su soggetti tradizionali o contemporanei, gli altri gli rispondono con una polifonia complessa, caratterizzata dal timbro grave delle voci.

    LITUANIA
    La creazione e il simbolismo delle croci *
    In Lituania, la creazione delle croci evoca la fabbricazione degli altari e i relativi rituali di consacrazione. Poste al bordo delle strade, all’ingresso dei villaggi, vicino ai monumenti o nei cimiteri, le croci sono legate alle cerimonie cattoliche e alle feste della mietitura, e simboleggiano l’unità della comunità.

    REPUBBLICA CEKA
    Slovácko Verbuňk, la danza della ricrescita *
    È una danza di ogni abitante della Moravia che lascia molto spazio alla spontaneità e all’espressione individuale, specialmente nel momento dei salti. Grande valore artistico proviene dalla varietà delle sue figure.

    ROMANIA
    Il Căluş *
    Eseguito dagli uomini del sud, accompagnati da due violinisti e da un fisarmonicista, il rito del Căluş ricopre un insieme di giochi, di parodie, di canti e di danze. I danzatori, che si credono investiti da poteri magici di guarigione, vanno di casa in casa assicurando salute e prosperità agli abitanti.

    SLOVACCHIA
    Il Fujara e la sua musica *
    Gioco e mezzo di comunicazione, il flauto Fujara era tradizionalmente suonato dai pastori slovacchi. La lunghezza e le sue particolari tecniche di esecuzione gli conferiscono un suono unico, caratterizzato da un registro grave “borbottante” e dei suoni molto acuti. È anche uno strumento di grande valore artistico.

    SPAGNA
    Il mistero di Elche *
    Rappresentato nella basilica di S.Maria e lungo le strade di Elche, il Mistero è una sacra rappresentazione musicale sull’Assunzione della Madonna. Questa festività, molto popolare, è una testimonianza vivente del teatro religioso europeo medievale e del culto della Vergine.

    SPAGNA
    La Patum di Berga *
    La Patum, di origine medioevale, comporta una serie di rappresentazioni teatrali e di sfilate che animano le strade di questa città catalana.

  2. ggugg ha detto:

    MEDIO ORIENTE e AFRICA DEL NORD

    ALGERIA
    L’Ahellil del Gourara *
    L’Ahellil è una serie di canti collettivi intonati in occasione degli incontri e delle festività della popolazione berbera del Gourara. Le sedute iniziano con dei canti brevi, conosciuti da tutti i cantanti, e terminano con delle interpretazioni corali più sperimentali.

    EGITTO
    L’epopea Al-Sirah al-Hilaliyyah *
    I poeti dell’Hilali cantano la storia di un’antica tribù di beduini, improvvisando dei commenti così da rendere gli intrighi più accattivanti per il pubblico contemporaneo. L’epopea è interpretata durante i matrimoni, le cerimonie di circoncisione o altri incontri, oltre che per i turisti, in forme abbreviate.

    GIORDANIA
    Lo spazio culturale dei Bedu di Petra e di Wadi Rum *
    I Bedu hanno saputo preservare ampie conoscenze e saperi legati alla regione di Petra e di Wadi Rum, in particolare una medicina tradizionale, l’allevamento dei cammelli, la fabbricazione delle tende, la caccia, la scalata, o anche i rituali di preparazione del caffè e delle tradizioni orali che veicolano la loro mitologia.

    IRAQ
    Il Maqâm iracheno *
    Molto popolare tra gli iracheni, il Maqâm è largamente riconosciuto come la principale tradizione della musica irachena. Oggi i numerosi concerti sono eseguiti all’estero testimoniano la popolarità e il costante successo di questa forma artistica all’interno come all’esterno del Paese.

    MAROCCO
    Il Moussem di Tan-Tan *
    Il Moussem di Tan-Tan, città del sud-ovest del Marocco, è un incontro annuale di nomadi sahariani. Questa festa offre un momento di scambio e l’occasione di praticare diverse forme d’espressione culturale: musica, canti popolari, giochi, poesie.

    MAROCCO
    Lo spazio culturale di piazza Jemaa el-Fna *
    Costruita nell’XI secolo, la piazza Jemaa el-Fna è diventata un simbolo di Marrakech e beneficia di una protezione dal 1922 in quanto patrimonio artistico del Marocco. Offre una concentrazione unica di tradizioni, come le narrazioni dei cantori, la medicina tradizionale o diverse forme di divertimento, oltre che attività commerciali.

    PALESTINA
    La Hikaye palestinese *
    Questa forma di racconto orale si fonda su delle storie fittizie e dei problemi contemporanei della società palestinese, così come sono percepiti dai narratori. La Hikaye è raccontata in un arabo parlato e trae la sua forza espressiva dal linguaggio comune, dal ritmo del discorso e dagli effetti della voce.

    TURCHIA
    L’arte dei Meddah, narratori pubblici *
    I Meddah, narratori pubblici, s’ispirano ai canti e alle scenette comiche per il loro repertorio di romanze, di leggende e di epopee popolari, adattandoli ai luoghi e al pubblico. Si esibiscono indifferentemente nei caravanserragli, mercati, caffé, moschee e chiese, diffondendo dei valori e delle idee in seno ad una popolazione spesso analfabeta.

    TURCHIA
    Il Sema, cerimonia Mevlevi *
    I gruppi di danzatori Mevlevi affondano le loro radici nella tradizione sufi e sono conosciuti per la loro danza roteante. I danzatori girano su se stessi per lunghe ore, per avvicinarsi al divino, su un repertorio musicale che mischia elementi turchi e persiani.

    YEMEN
    Il canto di Sana’a *
    Il canto di Sana’a riguarda un insieme di canti accompagnati dal liuto yemenita e da un placca di rame dolcemente pizzicata dalle dita. Il repertorio poetico, che utilizza i dialetti yemeniti e l’arabo classico, trabocca di giochi di parole ed è pieno d’una profonda emozione.

  3. ggugg ha detto:

    AFRICA SUBSAHARIANA

    BENIN, NIGERIA, TOGO
    Il patrimonio orale Gèlèdé *
    Organizzato in onore della madre primordiale, Iyà Nlà, la cerimonia Gèlèdé è diretta alle donne, testimoniandone il ruolo centrale nella società Yoruba. Dopo alcune settimane di preparativi, i cantanti e i percussionisti aprono la cerimonia notturna, seguiti da un’orchestra e da danzatori mascherati che indossano magnifici costumi.

    COSTA D’AVORIO
    Il Gbofe di Afounkaha, le trombe traverse dei Tagbana *
    Le trombe Gbofe, fabbricate con lunghe radici ricoperte di pelo di vacca, riproducono le parole della lingua tagbana. Dei cori di donne, accompagnati da suonatori di tamburi, rispondono ai suoni delle trombe. Il Gbofe è praticato principalmente nel villaggio di Afounkaha durante le cerimonie rituali e tradizionali collettive.

    ETIOPIA
    Lo Zema, musica liturgica etiope *
    Lo Zema, forma di musica liturgica etiope, è suonata in occasione delle cerimonie religiose, come la celebrazione mensile del santo locale Gabra Manfas Qədus. I sacerdoti, riuniti davanti alla chiesa Śāris ‘Abo ad Addis-Abeba, indossano dei sontuosi costumi e delle icone sacre sotto le loro cuffie.

    GHANA
    Il Kente *
    Il Kente si riferisce alla tradizione dei tessuti realizzati a mano dagli Asante e dagli Ewe del Ghana. Numerose piccole strisce di tessuto sono assemblate e cucite per creare un solo pezzo. Indossati durante gli incontri sociali e le feste religiose, questi tessuti dai colori, dalle taglie e dai motivi molto vari sono ricchi di significati.

    MADAGASCAR
    Il savoir-faire del lavoro del legno degli Zafimaniry *
    La comunità Zafimaniry, forte di circa 25000 persone, è depositaria d’una cultura originale riguardo il lavoro del legno. Quasi tutte le superfici in legno dei villaggi, degli utensili casalinghi sono ornati di motivi elaborati. La ricchezza di questi motivi è espressione delle credenze e dei valori della comunità.

    MALAWI
    Il Vimbuza, danza di guarigione *
    Molto popolare presso i Tumbuka, il Vimbuza è praticato da alcuni guaritori famosi durante un rituale. I pazienti entrano lentamente in trance, mentre il pubblico intona dei canti per invocare gli spiriti di benigni. Il Vimbuza offre un complemento utile alle altre forme di trattamento medico.

    MALAWI, MOZAMBICO, ZAMBIA
    Il Gule Wamkulu *
    Praticato dalle popolazioni Chewa, stabilite in questi tre paesi, il Gule Wamkulu è una danza che accompagna le cerimonie iniziatiche, i matrimoni o i funerali. I danzatori, interamente travestiti, portano delle maschere di legno e di paglia che rappresentano tutta una varietà di personaggi spirituali o profani.

    MALI
    Lo spazio culturale di Yaaral e di Degal *
    Organizzate dalla comunità peule, le festività di Yaaral e di Degal segnano l’attraversamento del fiume Niger dai capi di bestiame. Due volte all’anno, questa transumanza dà luogo a delle espressioni variegate e molto popolari, come delle gare per la mandria meglio decorato, ma anche delle declamazioni di poemi o di canti pastorali.

    MOZAMBICO
    Il Chopi Timbila *
    Le comunità Chopi, nel sud del Mozambico, sono conosciute per le loro orchestre che arrivano a contare fino a trenta xilofoni di differenti taglie e tonalità. Ogni anno numerosi nuovi brani sono composti e interpretati durante le festività o in altri eventi sociali, e accompagnano l’energica danza Timbila.

    NIGERIA
    Il sistema di divinazione Ifa *
    Praticata dagli Yoruba, la divinazione Ifa si basa su un sistema complesso di segni inglobati in un corpus letterario e interpretati da un indovino al fine di guidare le decisioni individuali o collettive importanti. Questo insieme cela un tesoro di conoscenze sulla storia, la filosofia, la medicina e la mitologia yoruba.

    REPUBBLICA CENTRAFRICANA
    I canti polifonici dei Pigmei Aka *
    I canti polifonici dei Pigmei Aka fanno parte integrante dei rituali e degli eventi importanti della loro vita, specialmente la caccia. È, inoltre, un mezzo di comunicazione e di riaffermazione dei valori della comunità. I cambiamenti socio-economici, l’esodo rurale e la deforestazione comportano una progressiva scomparsa delle tradizioni Aka.

    SENEGAL
    Maestro di tamburo tradizionale *
    Doudou N’Diaye Rose, nominato “Tesoro umano vivente” nel 2006 (che suona col suo gruppo anche al festival di jazz di Dakar-Gorée), è un grande musicista africano, il percussionista più celebre del Senegal. Specialista dei tamburi tradizionali, in particolare il sabar, egli trasmette attivamente la sua arte ai suoi allievi.

    SENEGAL, GAMBIA
    Il Kankurang, rito d’iniziazione mandingo *
    Spirito protettore incarnato da un uomo in costume e mascherato, il Kankurang è il cuore di un sistema rituale che comprende canti, tradizioni e riti iniziatici per i giovani ragazzi. Assicura l’insegnamento di un insieme complesso di saperi e di pratiche costitutive dell’intentità mandinga.

    UGANDA
    La fabbricazione dei tessuti di corteccia in Uganda *
    L’albero Mutaba fornisce la materia prima per la delicata fabbricazione del tessuto di corteccia. Confezionato per la famiglia reale e gli altri membri della comunità Baganda, questo tessuto emblematico delle loro tradizioni culturali è indossato in occasione delle incoronazioni, delle cerimonie di guarigione, dei funerali e degli incontri sociali.

    ZAMBIA
    La mascherata Makishi *
    Nel quadro della loro iniziazione, i ragazzi lasciano la loro comunità per vivere nella brousse (nella sterpaglia tipica della savana) dove acquisiscono dei saperi pratici e delle conoscenze sulla natura, la religione e i valori sociali. Nel momento in cui rientrano nella loro comunità, eseguono la mascherata Makishi indossando delle straordinarie maschere dipinte rappresentanti diversi personaggi spirituali.

    ZIMBABWE
    La danza Mbende Jerusarema *
    La Mbende Jerusarema è una danza popolare praticata dagli Zezuru Shona, popolazione dello Zimbabwe orientale. Si caratterizza per dei movimenti acrobatici e sensuali eseguiti da alcuni uomini e donne, e ritmata da un tamburo accompagnato da uomini che suonano delle claquettes e da donne che battono le mani, cantando e soffiando nei fischietti.

  4. ggugg ha detto:

    ASIA CENTRALE

    KIRGHISTAN
    L’arte degli Akyn, narratori epici kirghizi *
    Principale epopea kirghiza, la trilogia di Manas è una enciclopedia orale dei valori sociali e della storia kirghiza. Raccontata durante alcune cerimonie stagionali, feste nazionali o in altre occasioni d’incontro sociale, l’epopea di Manas resta una fonte d’ispirazione per gli scrittori e i compositori kirgizi.

    TAGIKISTAN, UZBEKISTAN
    La musica Shashmaqom *
    Il Shashmaqom, letteralmente “sei maqom”, mischia musica vocale e strumentale, lingue melodiche e ritmiche, e poesia. I maestri del Shashmaqom propongono, presso il conservatorio di Tashken, dei corsi per apprendisti e amatori in modo di far rivivere questa tradizione musicale.

    UZBEKISTAN
    Lo spazio culturale del distretto di Boysun *
    Situato nel sud-est del Paese, il distretto di Boysun è conosciuto come uno delle più antiche regioni abitate dell’Asia centrale. Le popolazioni locali mantengono dei riti tradizionali come i rituali della semina, le cerimonie di matrimonio o della circoncisione, i funerali e i riti sciamanici.

    UZBEKISTAN
    Il Blu di Samarcanda *
    I ceramisti uzbeki utilizzano delle tecniche speciali per produrre la famosa lucentezza del blu persiano che decora ceramiche e vetri. Samarcanda, antico centro di quest’arte, testimonia tale tradizione ancestrale. L’ammodernamento delle strutture e l’organizzazione dei laboratori hanno permesso ai maestri ceramisti di preservare le loro tradizioni e di trasmettere il loro sapere alle giovani generazioni.

  5. ggugg ha detto:

    ASIA MERIDIONALE

    BANGLADESH
    I canti dei Baul *
    I Baul sono dei menestrelli che vanno di villaggio in villaggio e si guadagnano da vivere cantando. La loro musica, la loro poesia e il loro modo di vivere hanno profondamente influenzato la cultura bengalese. Non si identificano in alcuna religione organizzata, ignorano il sistema delle caste e conferiscono molta importanza al corpo umano, in quanto luogo dove risiede il divino.

    BHUTAN
    La danza delle maschere dei tamburi di Drametse *
    Il festival di Drametse, organizzato in onore di un guru buddista, riunisce le popolazioni di Drametse e dei villaggi vicini. Punto d’orgoglio del festival, la Drametse Ngacham è una danza di maschere sacre che è stata introdotta nel XVI secolo e continua fino ai nostri giorni.

    CAMBOGIA
    Il Sbek Thom, teatro delle ombre khmer *
    Questo teatro delle ombre mette in scena delle grandi marionette di cuoio non articolate che prendono vita grazie ai passi di danza e ai gesti precisi dei manovratori. Accompagnati da un’orchestra e da narratori, i danzatori-marionettisti inscenano il Reamker, la versione khmer del Ramayana.

    CAMBOGIA
    Il Balletto Reale cambogiano *
    La danza classica khmer si distingue per la sua grazia gestuale, una coreografia elaborata e di meravigliosi costumi. Dopo la dittatura dei Khmer rossi, questa espressione artistica ha ritrovato il suo splendore grazie all’opera di maestri che formano una nuova generazione di danzatori.

    FILIPPINE
    La Hudhud, recita cantata degli Ifugao *
    Nota per la sua cultura della terrazza e per la sua conoscenza approfondita della risicoltura, la comunità Ifugao intona la Hudhud al momento della semina e del raccolto del riso, oltre che durante le veglie funebri. I canti, trasmessi oralmente, evocano gli antichi eroi, la legge consuetudinaria, le pratiche tradizionali e le credenze religiose.

    FILIPPINE
    Tesori umani viventi *
    Uwang Ahadas, un membro della comunità Yakan, è stato nominato “Tesoro umano vivente” dal governo filippino per la virtuosità del suo suono con gli strumenti musicali yakan e per il suo impegno nell’insegnamento di numerosi di questi strumenti, come lo xilofono gabbang.

    FILIPPINE
    L’epopea Darangen dei Maranao del lago Lanao *
    I Maranao, una dei tre gruppi mussulmani principali del Paese, trasmettono la loro storia e le loro credenze attraverso l’epopea Darangen. La sua recitazione può durare numerose notti; le sue diverse parti esplorano i temi fondamentali della vita e della morte, dell’arte della seduzione, dell’amore, della politica o dei valori sociali.

    INDIA
    La tradizione del canto vedico *
    Considerati dagli indù come un fondamento della loro religione, i Veda o “libri della conoscenza” sono un vasto corpus di poesie, di filosofie e di mitologie. I testi sono pronunciati seguendo delle tecniche complesse di recitazione appresa durante l’infanzia così da preservarli immutati.

    INDIA
    Il Ramlila, rappresentazione tradizionale del Ramayana *
    Rappresentato in alcune centinaia di città e villaggi dell’India settentrionale, il Ramlila mette in scena Rama, eroe dell’epopea del Ramayana. Il pubblico gioca un ruolo centrale in questi eventi collettivi partecipando ai preparativi, vedendoli cantando o recitando spontaneamente determinati ruoli.

    INDIA
    Il teatro sanscrito Kutiyattam *
    Praticato nella provincia del Krala, il Kutiyattam è una delle più antiche tradizioni teatrali dell’India, offrendo una sintesi del classicismo sanscrito e delle tradizioni locali. Alcuni costumi, alcune maschere e un trucco colorato accompagnano la gestualità, i movimenti del corpo e le espressioni degli occhi che caratterizzano queste rappresentazioni altamente stilizzate.

    INDONESIA
    Il teatro delle marionette Wayang *
    Per dare vita ai loro personaggi finemente lavorati, i maestri marionettisti ne muovono le braccia e le gambe legate con dei fili a delle bacchette. Sono accompagnati da un narratore e da un’orchestra gemelan. Gli spettacoli mischiano miti locali, epopee indiane, canti persiani e soggetti contemporanei.

    INDONESIA
    Il Kris indonesiano *
    Il Kris è una daga asimmetrica cui sono legati profondi significati spirituali e mitologici. Artigiani rispettati e depositari di conoscenze spirituali, i fabbri costruiscono le lame sovrapponendo degli strati di minerali di ferro e di nickel meteorico. I Kris sono sia talismani che oggetti sacri e accessori per gli abiti cerimoniali.

    MALESIA
    Il teatro Mak Yong *
    Mettendo in scena dei personaggi aristocratici, delle divinità e dei buffoni, il Mak Yong è stato creato dai malesi e si è sviluppato nel nord-ovest del Paese, beneficiando di un mecenatismo regale. Principalmente suonato dalle donne, associa danze, teatro e musica a dei monologhi o dialoghi ispirati ad antichi canti popolari malesi.

    VIET NAM
    Il Nha Nhac, musica di corte vietnamita *
    Elemento fondamentale delle cerimonie reali, la musica di corte era un mezzo di comunicazione tra gli dei e i re, un modo per rendere loro omaggio e di propagare delle conoscenze sulla natura e l’universo. Il Nha Nhac è stato preservato grazie ad alcuni musicisti di corte ancora vivi.

    VIET NAM
    Lo spazio della cultura dei Gong *
    Attraverso le montagne del centro del Viet Nam, i gong fanno parte di numerose cerimonie e sono estremamente legate alla vita quotidiana delle comunità e al ciclo delle stagioni. Questi strumenti, di un diametro variabile da 25 a 80 cm, sono suonati sia dagli uomini che dalle donne.

  6. ggugg ha detto:

    ESTREMO ORIENTE

    CINA
    Il Muqam uygur dello Xinjiang *
    Tra l’Oriente e l’Occidente, sull’antica via della sera, gli uygur costituiscono una delle minoranze etniche più importanti della Cina. Il loro Muqam mischi canti, danze tradizionali e musiche popolari o classiche, durante le celebrazioni rurali spontanee o le rappresentazioni su palco.

    CINA
    L’opera Kun Qu *
    Il Kun Qu affonda le sue radici nel teatro popolare e ha influenzato numerose altre forme d’opera cinese. Si distingue per la sua struttura dinamica, i suoi schemi ritmici, le sue arie tipiche e la sua coreografia complessa, in cui si associano acrobazie e gestualità simbolica. È considerato come la forma d’opera cinese più antica oggi ancora rappresentata.

    CINA
    L’arte musicale del Guqin *
    Antica di 3000 anni, la chitarra Guqin è lo strumento solista tradizionale più conosciuto e più apprezzato della Cina. Determinate tecniche di esecuzione multipla permettono di produrre dei suoi leggeri e fluttuanti, delle note chiare e sonore. L’uso del Guqin si è sviluppato come un’arte riservata all’elite, per cui ogni letterato doveva imparare.

    MONGOLIA, CINA
    L’Urtiin Duu, lunghi canti tradizionali popolari *
    Spesso accompagnati dal Morin Khuur, i canti Urtiin Duu ricoprono un posto particolare nella vita delle comunità mongole della Mongolia e della Cina. Questi canti devono la loro bellezza ad una melodia lunga e continua, a ricche variazioni ritmiche e al vasto registro vocale degli interpreti.

    MONGOLIA
    La musica tradizionale del Morin Khuur *
    Maggior espressione musicale dei nomadi mongoli, il Morin Khuur fa parte integrante dei riti e delle attività quotidiane. Questo violino a due corde, dal suono unico, si caratterizza per un lungo manico ornato con una testa di cavallo che riflette l’importanza del culto di questo animale per le comunità nomadi.

    GIAPPONE
    Il teatro Kabuki *
    Ispirato dalla letteratura classica, il Kabuki è una forma popolare di teatro giapponese. Gli attori, che ricoprono sia ruoli maschili che femminili, hanno un gioco altamente definito e si distinguono per il loro trucco colorato e le loro capigliature. Musica, costumi, decorazioni elaborate e accessori vari conferiscono tutta la propria specificità al Kabuki.

    GIAPPONE
    Il teatro Nôgaku *
    Il Nôgaku mette in scena degli esseri sovrannaturali e le persone semplici del medioevo, personaggi che portano una maschera particolare che varia a seconda del loro ruolo: fantasmi, eroi, uomini, donne, bambini, vecchi. Principale forma del teatro giapponese, il Nôgaku ha influenzato il teatro delle marionette e il Kabuki.

    GIAPPONE
    Tesori nazionali viventi *
    Dal 1950, il governo giapponese assegna il titolo di “Tesoro nazionale vivente” a quegli individui o gruppi riconosciuti come portatori di un sapere culturale immateriale importante. Questo titolo è attribuito ad alcuni maestri di mestieri come la pittura su legno, la fabbricazione di carta o di sciabole, l’arte del cestaio e la terracotta, oltre che a degli attori e musicisti di spettacoli tradizionali.

    GIAPPONE
    Il teatro delle marionette Ningyo Johruri Bunraku *
    Tre marionettisti, visibili dal pubblico, manovrano dei pupazzi con magnifici costumi mentre un narratore presta la sua voce ai personaggi con l’accompagnamento di un liuto. Apparso oltre quattro secoli fa, il Ningyo Johruri Bunraku continua a sedurre il pubblico per il suo incrociare trame storiche e contemporanee.

    REPUBBLICA DI COREA (SUD)
    I canti epici Pansori *
    Il Pansori è un genere di narrazione musicale eseguita da un cantore accompagnato da un tamburo. Questa tradizione popolare si distingue per il suo canto espressivo, il suo discorso stilistico, il suo repertorio e la sua tipica gestualità. Con la recente ripresa d’interesse verso quest’arte, le rappresentazioni si sono moltiplicate, sebbene vi si minimizzano spesso le lunghe improvvisazioni caratteristiche del Pansori.

    REPUBBLICA DI COREA (SUD)
    L’ancestrale rito reale del santuario di Jongmyo e la sua musica *
    Apparso nel XIV secolo, questo rituale confuciano associa canti, danze e musica, e si svolge nel santuario di Jongmyo a Seoul. Il momento centrale della cerimonia è l’offerta di cibo e vino per l’officiante, accompagnata da danze e da musica tradizionale.

    REPUBBLICA DI COREA (SUD)
    Il festival Danoje di Gangneung *
    Il festival Danoje, organizzato nella città di Gangneung, comprende un rito sciamanico e mischia musica tradizionale, canti popolari, teatro mascherato, poesie narrate e altri intrattenimenti. Alcuni prodotti e oggetti di artigianato locale sono venduti presso il più grande mercato all’aperto della Corea, dove sono organizzati sia concorsi, che giochi e numeri circensi.

  7. ggugg ha detto:

    OCEANIA

    TONGA
    Il Lakalaka, danza e discorso canta di Tonga *
    Mischiando coreografia, arte oratoria, polifonie vocali e strumentali, il Lakalaka può riunire alcune centinaia di persone. I partecipanti eseguono dei movimenti rapidi e energici. Praticato in tutto l’arcipelago, il Lakalaka affronta dei temi tratti dalla storia, dalle leggende, dai valori o dalle strutture sociali di Tonga.

    VANUATU
    I disegni sulla sabbia di Vanuatu *
    Eseguiti direttamente sul suolo, la sabbia, la cenere vulcanica o l’argilla, questi disegni sono una “scrittura” multifunzione. Il disegnatore traccia con un dito una composizione armoniosa, spesso simmetrica, di motivi geometrici. Questi disegni costituiscono un mezzo di comunicazione tra i membri di circa 80 gruppi etno-linguistici.

    VANUATU
    Monete di scambio tradizionali *
    A Vanuatu alcuni oggetti come le zanne del maiale selvatico o le collane di conchiglie hanno valore di moneta tradizionale. La loro importanza culturale ed economica riguarda il loro valore di scambio e il prestigio sociale che conferiscono. Il Som, insieme di collane di conchiglie, è anche presente durante la danza rituale di Tamate Viov sull’isola di Mota.

  8. ggugg ha detto:

    AMERICA CENTRALE e CARAIBICA

    BELIZE, GUATEMALA, HONDURAS, NICARAGUA
    La lingua, la danza e la musica dei Garifuna *
    Stabilita in questi quattro Paesi dell’America centrale, la comunità Garifuna ha saputo conservare la sua lingua comune, le sue tradizioni orali, la sua musica e le sue danze. Se queste sono ancora praticate in tante occasione, esse affrontano anche profonde trasformazioni, considerando che la lingua Garifuna è parlata sempre meno.

    COSTA RICA
    Le tradizioni pastorali e i carri di buoi *
    Un tempo utilizzati per trasportare il caffè attraverso gli altopiani fino alla costa dell’oceano Pacifico, i carri di buoi dipinti e decorati con colori vivi, oggi sono presentati durante i concorsi nazionali. Le loro ruote caratteristiche senza raggi sono ispirate al disco azteco e alla ruota a raggi spagnola.

    CUBA
    La Tumba Francesa *
    Importata dagli schiavi haitiani nella provincia cubana d’Oriente durante il XVIII secolo, la Tumba Francesa mischia le tradizioni d’Africa dell’Ovest, danze francesi e influenze spagnole. La Tumba Francesa, letteralmente “tamburo francese”, deve il suo nome al suono di tamburo che accompagna la danza e il canto.

    GIAMAICA
    Le tradizioni dei Maroon di Moore Town *
    I Maroon sono discendenti di schiavi fuggiti che costituirono le prime comunità indipendenti nella Giamaica orientale durante il XVII secolo. Hanno sviluppato delle espressioni sociali e religiose assimilando numerose tradizioni spirituali, soprattutto una processione collettiva ritmata dalla percussione di tamburi e dal suono dell’Abeng, un corno traverso.

    GUATEMALA
    La tradizione del teatro danzato Rabinal Achí *
    Il Rabinal Achí è una rappresentazione teatrale tracciata di intermezzi musicali danzati, fondata su dei miti relativi ad un conflitto politico tra due gruppi maya. L’elaborazione di tali versi testimonia l’esistenza d’una letteratura preispanica sofisticata.

    MESSICO
    Le feste indigene dedicate ai morti *
    Coincidenti con la raccolta del mais, queste feste annuali celebrano il temporaneo ritorno sulla terra dei parenti defunti. In tutto il Paese, le famiglie si riuniscono nei cimiteri e le chiese al fine di depositare dei petali di fiori, delle candele e delle offerte per festeggiare e facilitare il ritorno degli spiriti.

    NICARAGUA
    El Güegüense *
    Apparso durante l XVIII secolo, El Güegüense è una rappresentazione di strada satirica accompagnata da musica e danze, molto popolare in tutto il Paese. Il personaggio principale, El Güegüe, sontuosamente travestito e mascherato, usa abili manovre verbali in spagnolo, basco e nahuatl – lingua amerindiana – per simulare la schiavitù nei confronti dell’autorità coloniale, ridicolizzandola.

    REPUBBLICA DOMINICANA
    La fraternità dello Spirito Santo dei Congo di Villa Mella *
    La fraternità, oggi aperta a tutti senza distinzione di sesso o di origine, è stata fondata nel XVI secolo dagli schiavi africani e dai meticci. È conosciuta per i suoi musicisti che suonano con le mani dei tamburi chiamati Congo, elemento essenziale della festa dello Spirito Santo, celebrata a Pentecoste.

    REPUBBLICA DOMINICANA
    La tradizione del teatro danzato Cocolo *
    Il teatro danzato Cocolo, rappresentato a Natale e durante il carnevale, si è sviluppato tra i discendenti degli schiavi dei Carabi britannici stabilitisi nella Repubblica dominicana nel XIX secolo. Musica, danze e personaggi d’origine africana sono associati a degli intrighi e a figure improntate alla letteratura medievale europea e alla Bibbia.

  9. ggugg ha detto:

    AMERICA DEL SUD

    ARGENTINA, URUGUAY
    Il Tango *
    Canzone e danza che simboleggia la cultura popolare dell’Argentina e del Paraguay, il Tango è nato nei quartieri poveri di Buenos Aires e si è sviluppato nel corso del XIX secolo. Praticato spontaneamente o in un quadro più formale, gode ancora di una grande popolarità fra tutte le generazioni ed è conosciuto in tutto il mondo.

    BOLIVIA
    La cosmovisione andina dei Kallawaya *
    I Kallawaya sono noti per la loro straordinaria conoscenza delle piante e dei minerali, per le loro tecniche medicali, nonché per i loro rituali di guarigione impresse dalle credenze indigene. I guaritori kallawaya e i loro apprendisti sperimentano continuamente nuovi metodi terapeutici attraverso i vari ecosistemi delle Ande, senza smettere di approfondire la loro conoscenza delle piante medicamentose.

    BOLIVIA
    Il carnevale di Oruro *
    L’evento principale del carnevale di Oruro è una processione che riunisce migliaia di danzatori e di musicisti. Gli sfarzosi costumi, le magnifiche maschere dipinte, le danze e i canti folklorici riflettono le influenze delle culture indigene e spagnole.

    BRASILE
    Le espressioni orali e grafiche dei Wajapi *
    Dalla notte dei tempi, le comunità Wajapi – nel nord dell’Amazzonia – producono e utilizzano delle tinture vegetali per disegnare dei motivi e dei simboli geometrici sul loro corpo. I motivi ricorrenti del giaguaro, dell’anaconda, della farfalla e del pesce evocano la loro visione del mondo e nutrono le loro tradizioni orali.

    BRASILE
    Il Samba di Roda del Recôncavo di Bahia *
    Mischiando culture africane e portoghese, il Samba di Roda è danzato in maniera spontanea durante le festività popolari o religiose. I partecipanti, generalmente donne, formano un cerchio, la roda, danzando ciascuno al suo turno, al ritmo delle mani e dei canti.

    COLOMBIA
    Il carnevale di Barranquilla *
    Danzatori, attori e musicisti mascherati rapiscono le folle durante i loro spettacoli ricchi d’influenze europee, africane e indigene. Organizzato per incoraggiare la trasmissione della tradizione, il carnevale dei bambini è diventato un elemento essenziale di questo evento.

    COLOMBIA
    Lo spazio cultura di Palenque di San Basilio *
    Il villaggio fortificato di Palenque di San Basilio è stato fondato nel XVII secolo da alcuni schiavi fuggiti. Le tradizioni orali e musicali, le feste religiose, i riti funebri, le pratiche medicinali e l’organizzazione comunitaria hanno conservato i loro caratteri originali.

    ECUADOR, PERÙ
    Il patrimonio orale e le manifestazioni culturali degli Zápara *
    La comunità Zápara, stabilita in Amazzonia, ha elaborato una cultura orale complessa che si esprime attraverso alcuni miti, riti e pratiche artistiche e medicinali. Le loro tradizioni sono profondamente segnate dal loro sviluppo e testimoniano una straordinaria conoscenza della foresta amazzonica.

    PERÙ
    Taquila e la sua arte tessile *
    Situata sul lago Titicaca, l’isola di Taquila è conosciuta per la sua tradizione tessile che tramanda degli elementi delle culture andine preispaniche. I tessuti di Taquila sono confezionati con telai fissi e a pedale. Associano simboli e immagini moderne a tecniche e stili tradizionali.

  10. Eccardo ha detto:

    tema sconfinato..

  11. ggugg ha detto:

    Qualche giorno fa la blogger Dilia mi ha chiesto di poter riportare sul suo blog questo post sul patrimonio immateriale. Naturalmente ho acconsentito, grato di tanta attenzione, e adesso questo stesso articolo lo trovate anche QUI.

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