Il ritrovamento di Sik Sik

A volte succede che nel doppiofondo dell’armadio comprato d’occasione dal rigattiere si scopra un carteggio tra il grande poeta e la sua amata. Magari accade che grazie a dei lavori idraulici nella vecchia casa dei nonni si apra una parete nascosta con l’affresco dell’immortale pittore. Oppure, ancora, può capitare che issando le reti dopo una notte di pesca, quel pesante groviglio di cozze e alghe celi un leggiadro satiro danzante.
I ritrovamenti di opere d’arte dimenticate e di testimonianze di cultura ritenute scomparse possono avvenire casualmente, ma sempre riescono a dar vita a vibranti momenti di stupore e meraviglia.
In futuro (ma già oggi) le riscoperte riguarderanno anche – e sempre di più – i nuovi supporti elettronici e magnetici con cui siamo abituati a comunicare e a conservare memoria. È così che un giorno ci ritroveremo a celebrare il file informatico con il racconto inedito dell’illustre scrittore scovato in un obsoleto computer abbandonato nel sottoscala di un deposito. Ed è per tale ragione che ieri all’Auditorium della Rai di Napoli è stata organizzata una serata d’eccezione per presentare un raro documento sonoro (il video è andato perduto) di “Sik Sik, l’artefice magico”, una commedia in atto unico scritta da Eduardo De Filippo nel 1929 e da lui interpretata e diretta per la Televisione nazionale nel 1962. Quel piccolo capolavoro del maestro – trasmesso il 1° gennaio dal neonato secondo canale – fu dapprima registrato su nastro magnetico e poi, purtroppo, cancellato due anni dopo per consentire il riutilizzo della bobina, allora considerata una merce preziosa.
Quel giorno un adolescente appassionato di teatro e di tecnologia smontò il televisore di famiglia, in mezzo alla matassa di fili che venne fuori riconobbe il cavo dell’audio e vi innestò il collegamento con la presa “a coccodrillo” del suo registratore (i videoregistratori, naturalmente, non erano ancora nemmeno stati pensati). L’incisione risultò pulita e senza rumori di fondo, per cui ripeté la medesima operazione per le altre sette commedie eduardiane che la Rai trasmise nelle settimane successive. Il ragazzo conservò tutto come un tesoro per 45 anni, fin quando – qualche mese fa – venuto a sapere che le sue erano le uniche copie rimaste di quella straordinaria programmazione televisiva, decise di farne dono a Luca De Filippo e agli Archivi della Rai, cioè a tutti noi.


«Pubblico rispettabile. È ormai nota in tutto il monto la mia grande fame di illusionista. Sik-Sik che ha strabiliato tutti i popoli, questa sera si trova finalmente davanti a voi. La mia vita è stata quasi rumanzesca. Avevo sette anni, quando cominciai a far sparire le cose. Il Giappone accolse i miei dodici anni ed a tredici mi baciò in fronte il sole d’Uriente. Il miracolo famoso lo feci in Girmania: feci sparire una collana di perle d’una signora e non furono più cristiani di trovarla. In Turchia feci sparire una donna, un’udalisca e dopo tre giorni la feci trovare a Napoli… dietro al teatro Fiorentini. E là sta! Questa sera alla vostra prisenza eseguirò gli esperimenti più famusissimi e comincio con quello dei bicchieri. Prego maestro»


    PS:

1.Sik Sik, l’artefice magico” è un illusionista maldestro e squattrinato che si esibisce in teatri d’infimo ordine insieme con la moglie Giorgetta e Nicola, che gli fa da spalla (la citazione finale del post è una battuta della rappresentazione). Quella sera il compare non si presenta per tempo e Sik Sik è costretto a sostituirlo con Rafele, uno sprovveduto capitato lì per caso: una scelta che si rivelerà catastrofica per il finto mago ma di esilarante comicità per il pubblico.
Sul portale della Cultura Campana lo si può ascoltare per intero: qui.

2. Il ragazzo grazie al quale siamo tornati a godere della voce di Sik-Sik-Eduardo è Lello Mazzacane, che oggi insegna Storia delle Tradizioni Popolari all’Università “Federico II”.

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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