Shemà, ascolta!

«Mi pare superfluo aggiungere che nessuno dei fatti è inventato»
(Primo Levi, dalla Prefazione a “Se questo è un uomo”, 1947)

Ieri a Teheran il Presidente iraniano Ahmadinejad ha aperto una conferenza di due giorni sull’olocausto a cui partecipano numerosi “studiosi” e “intellettuali”. Lo scopo dell’incontro di questi loschi figuri è esplicito fin dal titolo: “Review of the Holocaust” ed è arcinoto che Ahmadinejad consideri la Shoah «una leggenda».
Inutile che mi dilunghi: è semplicemente vergognoso. Ma per fortuna qualcuno in Iran ha cominciato a contestare: «Morte al dittatore» hanno urlato gli studenti dell’università della capitale, bruciandone le fotografie.

Ieri sera Enrico Mentana ha dedicato la puntata di Matrix proprio a questo argomento: “Si può negare Auschwitz?”. Osservavo lo sconcerto di Nedo Fiano e Liliana Segre dinnanzi alle parole dei “negazionisti”: calcoli matematici sulla capienza di una fossa comune, congetture sui quintali di capelli o sulle montagne di occhiali scoperti con la liberazione… e mai un accenno agli aspetti dell’animo umano che resero possibile il male assoluto. C’era da rimanere allibiti.
L’aspetto che tuttavia trovo più inquietante non riguarda i politici o gli scrittori che pronunciano tali volgarità, ma l’indifferenza delle masse che li ascoltano: è qui che nasce la banalità del male.
E questo riguarda anche noi: noi (italiani, europei, pacifisti, democratici, moderati…) che manifestiamo su tutto ma poi restiamo a casa se un gruppo di nazisti e di invasati offende 6 milioni di morti.

    PS:
1. Provate a inserire “Buchenwald, Weimar, Thuringen, Germania” su Google Earth e meditate che quel che vedete è stato.
2.
I sedicenti studiosi riuniti a Teheran pare che siano 63 da 30 Paesi diversi, compreso un italiano che, impossibilitato ad intervenire personalmente, ha inviato una relazione in cui nega che la Risiera di San Sabba sia stato un campo di sterminio. Stamattina, inoltre, Repubblica Radio TV ha dedicato a questo argomento oltre 20 minuti di trasmissione (Le mani sul Medioriente”) con ospiti in studio e corrispondenze dall’Iran: qui.
3. È bene, ogni tanto, andare a rileggere “Shemà” di Primo Levi: qui.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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Una risposta a Shemà, ascolta!

  1. ggugg ha detto:

    «L’indifferenza delle masse». Appunto.

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