Quel che muove

Sporto alla ventana, ho seguito il sole rosso rotolare lungo il crinale del monte Solaro e, dopo aver preso velocità sulle ripide falesie occidentali anacapresi, immergersi nel mare e spegnere l’incendio della sera.
Camera a sud” di Vinicio Capossela ha appena finito di girare, mio fratello l’ha sostituito con “Cure for pain” dei Morphine.
Cambia il ritmo, i suoni sono più profondi e quasi tenebrosi, proprio come il buio che avanza da est. Il basso e il sax baritono fanno vibrare i miei pensieri più fumosi. Meglio che mi prepari una tisana.
La faccio decantare nella teiera giapponese che m’ha regalato un’amica di Osaka. Nel frattempo prendo un vecchio libro che non sfoglio da tempo, lo apro a caso e leggo: «Sono stato lontano un anno intero da San Michele; quanto tempo perso! Sono tornato con un occhio di meno di quando ero partito. Non c’è più nulla da dire, senza dubbio era per persuadermi a tale eventualità che sono nato con due occhi. Sono tornato un altr’uomo. Mi pare di guardare il mondo col solo occhio superstite da un punto di vista diverso. Non posso più vedere ciò che è brutto e sordido, posso vedere soltanto il bello, il dolce, il puro. Perfino gli uomini e le donne che mi sono d’intorno mi sembrano diversi da quello che erano. Per mezzo di una curiosa illusione ottica, non posso più vederli come sono, ma come dovrebbero essere, come essi stessi avrebbero desiderato di essere, se ne avessero avuto l’opportunità».
Bevo il mio tè e penso agli strapiombi dell’isola di Capri, a quanto siano faticosi i suoi sentieri in certi tratti e quanto sia esaltante il superarli. Percorrere determinati luoghi è il modo in cui mi diverto, è la mia maniera di rigenerarmi: riesco sempre a trovare sguardi alternativi. Quando mi affaccio su un dirupo il mio spirito è più leggero e, per uno di quegli strani giochi di parole, quando sono in cima il respiro si fa più profondo. Sono sensazioni che a volte richiedono partenze all’alba e lunghe trasferte in auto. Altre volte, come ieri, è necessario semplicemente andare di fronte casa col traghetto, e poi percorrere un ripido sentiero per vedere cosa c’è dietro Capri, cosa c’è al di là del Solaro, cosa c’è oltre il tramonto.

PS: il “Passetiello” è un antico e tortuoso percorso tra Capri ed Anacapri che porta all’incantevole Cetrella: un paesaggio dei tempi di Axel Munthe (“La storia di San Michele”, 1929).

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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4 risposte a Quel che muove

  1. ggugg ha detto:

    «Cos’è la libertà? È una farfalla? Un malato è libero? E un matto, secondo lei, è libero?»

    (domanda di un membro dell’associazione di pazienti psichiatrici “Arcobaleno” di Torino al Segretario dei DS Piero Fassino durante la campagna elettorale 2006, citata in “Uccidete la democrazia!”, il film di Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio sull’incredibile notte del 9 e 10 aprile)

  2. Lyraxxx ha detto:

    Molto bella quest’immagine di Capri che hai delineato…ho chiuso gli occhi…e mi sono ritrovata per le stradine e lì…oltre il monte Solaro…nel tramonto…

    …un sorriso massese 🙂

  3. Lyraxxx ha detto:

    Cantone, Puolo e Lobra…mmm…sono 3 bellissime spiagge dell’anima…direi però che protendo più per il Cantone dato che mi è più vicino geograficamente…ma le adoro tutte e tre 🙂

    ciao Gugg…a rileggerti presto

  4. anonimo ha detto:

    Ricordo passeggiate,
    per strade strette e semi illuminate,
    ricordo notti di luna argentea e lunghe chiacchierate,
    ricordo vertigini e celestini teatri,
    ricordo intensità e lacrime,
    condivisioni rare,
    ricordo il vento del lago Tanganika,
    ricordo che eravamo seduti su un tronco cavo,
    ricordo che mi dicesti ‘ricordati di me e di questa serata quando tornerai’,
    ricordo di averlo cercato quel tronco cavo, di averti cercato,
    ricordo che il vento mi riportava le tue parole piano,
    ricordo che mi eri mancato,
    ……………………
    ricordo che allora già sapevo che tu non saresti mai tornato!

    ‘La rosa del Piccolo Principe’

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