Nuovo Cinema Dakar

«Fronte del porto  Profondo rosso / Mucchio Selvaggio Corazzata Potemkin / Senza via d’uscita Gioventù Bruciata / La moglie del soldato Soldato blu / c’è tanto da imparare»

Spesso al cinema capita di essere passivi come davanti alla tv: si subiscono decine di spot pubblicitari (senza nemmeno la possibilità di cambiare canale) e al termine del film ci si alza e si va via come se si fosse su un autobus. Ci sono casi, però, in cui il cinema torna ad assomigliare al teatro, cioè a quel tipo di rappresentazione in cui la distanza tra opera, autori, attori e pubblico (nonché tra gli stessi spettatori) è decisamente più sottile. È ciò che, ad esempio, succede nei festival, oppure in alcuni cineforum o anche in certe occasioni speciali, come quella organizzata ieri pomeriggio al cinema Modernissimo di Napoli dal Laboratorio Migrazioni: la proiezione gratuita di “Lettere dal Sahara”, l’ultimo film di Vittorio De Seta (presentato in anteprima lo scorso settembre a Venezia).
Le oltre 100 poltrone della Sala 2 erano tutte occupate, così come i gradini delle scale laterali e lo spazio d’ingresso con decine di persone in piedi. Doveva esserci anche il regista ma motivi di salute glielo hanno impedito. C’erano tuttavia alcuni attori, tra i quali Djibril Kebé, il protagonista.
Si tratta di un road-movie che inizia con un drammatico sbarco a Lampedusa (bellissima la scena in cui decine di migranti scortati dai carabinieri camminano in fila verso un cpt accompagnati dal motivo funebre della banda di una processione del Venerdì Santo che forse sfila parallela in qualche strada adiacente) e prosegue lungo tutta l’Italia per poi concludersi (forse) in Senegal. È la storia di Assane, uno studente universitario immigrato clandestinamente nel nostro Paese che si scontra con un mondo molto diverso da quello che aveva immaginato e che gli era stato raccontato. La realtà che deve affrontare è fatta di lavori precari e degradanti che lo costringono in un continuo stato d’assedio emotivo dovuto alla sua condizione irregolare. Inoltre, si trova di fronte ad un incomprensibile stile di vita: quello degli italiani, ma soprattutto dei suoi conterranei di precedente immigrazione. Nonostante Assane incontri anche molta solidarietà e viva momenti di serenità, lo spaesamento che avverte è giorno dopo giorno più pressante, per cui la decisione di tornare nel suo Paese diventa inevitabile. Lì, però, la sensazione straniante si ripresenterà, ma grazie ad un finale aperto la storia si proietta verso destini non scritti.
Il film, piuttosto didascalico e troppo buonista, sfiora spesso la retorica (soprattutto nell’ambientazione italiana), ma si risolleva quando si sposta in Senegal, dove – invece – assume tratti quasi documentaristici.
Ciò che tuttavia rende comunque interessante e “necessaria” questa pellicola è il punto di vista, quello degli emarginati di oggi: i migranti. Vittorio De Seta – ha dichiarato Djibril Kebé introducendo la visione – aveva il soggetto pronto fin dal ’98, ma non la sceneggiatura: «Se devo raccontare la vostra storia, dovete essere prima voi a raccontarla a me», disse il regista agli attori (tutti non professionisti) prima di cominciare le riprese.
Ieri la sala era gremita di studenti e signore napoletane, ma anche di facce d’ogni parte del globo, soprattutto africane. Tanti i sorrisi e i saluti tra amici che non si vedevano da chissà quanto e che si ritrovavano nel buio di un cinema, e poi risate e commenti quando l’inquadratura si spostava su un conoscente, urla di compiacimento nel
l’attimo in cui il protagonista riusciva a liberarsi da un inseguimento, applausi al saggio discorso dell’anziano del villaggio, battimani ritmico quando sullo schermo c’era una festa senegalese…
Insomma, ieri pomeriggio ho riscoperto la primordiale magia del cinema, quella del viaggio emotivo collettivo che è capace di rendere reale anche una locomotiva sbuffante.

    PS:
1. La proiezione gratuita di ieri è stata promossa da: Collettivo NoBorder_Napoli (e-mail), InsuTv (che trasmette al centro di Napoli su vhs 19-98 e vhs 20-99), Associazione senegalese ASSNI, Confraternita Peruviana, Associazione cittadini ex Unione Sovietica, Laboratorio Occupato Ska, Orientale Agitata, Pangea.
2.
Due buone recensioni sono su Mymovies.it e su Zabriskiepoint.net.
3.
Lettere dal Sahara” è anche il titolo di una raccolta di articoli di Alberto Moravia (1981) sui suoi viaggi africani, di cui potete leggere un approfondito commento su Italialibri.net.
4.
Presentando l’iniziativa, un portavoce del Collettivo NoBorder ha detto che forse la proiezione sarà riproposta in futuro. Per chi, però, voglia una data certa e si trovi nei pressi di Castellammare di Stabia (NA), segnalo che il prossimo 30 novembre il film di De Seta sarà proiettato al Supercinema (081.8717058).
5.
Un’altra curiosità che voglio sottolineare è che le musiche del film sono di Mario Tronco e della sua Orchestra di Piazza Vittorio, il cui film-documentario (mi dicono bellissimo) è in programma a Sorrento (NA) al cinema Armida (081.8781470) il prossimo giovedì 23 novembre. [Attenzione: è stato soppresso]
6. La citazione iniziale è un verso di “Celluloide” dei CSI, nell’album “Ko de mondo” (1994).

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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2 risposte a Nuovo Cinema Dakar

  1. anonimo ha detto:

    La magia del cinema e come non essere d’accordo con te, ma quanto ci vado poco, mannaggia. Le cause ? Pigrizia, costi, la disponibilità di vederlo a casa in dvd, dvx e altre diavolerie simili, ma con la consapevolezza che non è assolutamente la stessa cosa, quindi sono cosciente di cosa mi perdo ogni volta che non ci vado. Comunque oltre a quella magia che hai raccontato nel tuo post, ho letto nelle tue parole un amore particolare per la terra d’Africa e per la sua gente. Dicono che siano persone di particolare bellezza interiore, ma anche fisica (ho visto le tue foto con quelle splendide ragazze e sono rimasto affascinato) e credo che tu questo lo sappia bene. Ok, DUNQUE W IL CINEMA, SEMPRE E COMUNQUE

    Saluti e buona domenica
    Giovanni Navarone (circum)

  2. ggugg ha detto:

    Purtroppo ieri sera ho scoperto che “L’Orchestra di Piazza Vittorio” in programma al cinema Armida è stato soppresso e sostituito da un altro film. Non ne conosco il motivo e non so se verrà recuperato in futuro. Tristezza.

    @ GioNa (circum): l’Africa, sì, è un continente che… boh, rischio di scrivere solo banalità. Forse è un modo di essere, un modo di pensare… che non so razionalizzare, ma che avverto come a volte capita di sentire il sangue che scorre nelle proprie vene.

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