Il forziere in fondo al mare

Katerina e Aleksej si incontrarono sulla scogliera dell’antico borgo di pescatori, un po’ romantico e un po’ decadente. Lei aveva sempre vissuto tra le nebbie delle città industriali sparse nelle steppe del nord, ma ogni volta che poteva – senza un perché consapevole, e senza neppure riuscire a resistere a quella pulsione – correva al mare, spesso su una delle tante isole del sud. Lui invece non si spostava quasi mai e trascorreva ore a respirare la brezza salmastra, magari leggendo un libro o anche solo guardando i colori a occidente mentre tramontava.
Non si sa bene come cominciò, ma ad un certo punto Katerina gli chiese: «Pensi che potresti vivere lontano dal mare?».
Aleksej la guardò negli occhi, ma restò in silenzio. Qualcosa voleva fargli rispondere «Si, per te si», ma non pronunciò una parola. Poi disse: «No, non potrei. Per me il mare è…».
E le raccontò la storia del Signore dei Mari: «L’immenso blu vive secondo regole proprie, ma non è un mondo separato da quello degli umani. Le tante e varie popolazioni sottomarine coabitano pacificamente riconoscendosi nella grande autorevolezza e nel forte carisma del loro Signore. In realtà nessuno l’ha mai visto in volto, nessuno sa esattamente chi sia. E’ probabile che sia il mare stesso, così ampio e profondo, senza un inizio e una fine: l’essenza che permette loro di vivere, ma che può anche punirli. Quel che è certo, però, è che il Signore dei Mari è anche il tramite fra il mondo sommerso e il mondo dell’aria, il nostro. Egli raccoglie i dolori degli umani e li rigenera, come se li “ripulisse”. Li trasforma in dobloni d’oro, in gioielli preziosi, in pietre luccicanti che poi conserva in grandi e robusti forzieri sul fondo degli abissi: sono lacrime e paure di persone che soffrono, sono sogni e intenzioni di gente che spera, sono ciò che rende vivi, ciò che spinge in avanti. Generalmente gli umani, che non sanno tutto ciò, li considerano scarti, magari delle debolezze e non se ne curano. Forse non ne hanno consapevolezza, chissà. Il Signore dei Mari, invece, ne riconosce il valore e la forza, e li conserva tutti. Ci sono, però, esseri senza scrupoli che vorrebbero impadronirsene, e per difendere e proteggere quei tesori il Signore dei Mari vi mette a guardia piovre giganti dai tentacoli immensi e mostri terribili dalle fauci spaventose, in modo da scoraggiare e respingere quelle orde di pirati che vorrebbero arricchirsi con i dolori degli altri. Io – concluse Aleksej – quando piango ho bisogno del mare, ché quelle lacrime mi trasforma in oro».
Alzò gli occhi, si guardò intorno come a cercare qualcosa, ma si rese conto che non aveva da offrire nulla se non qualche leggenda popolare un po’ vera e un po’ inventata. Allora si tolse il cappello, lo tenne alcuni istanti tra le mani, poi lo porse alla ragazza: era rosso, di velluto a coste e con una piccola visiera. Katerina lo indossò, si sentiva felice e disperata, ma capì. E se ne andò.

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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