Arte & Gioco in mostra

Ieri mattina a Napoli si è inaugurata un’esposizione fuori dal normale. Si intitola “Arte & Gioco in mostra” ed è un evento a due anime. La prima, “Africa in gioco” (curata dall’antropologo Enrico Castelli), è costituita da una selezione di giocattoli appartenenti al Museo “Il Tamburo Parlante” di Montone (PG), integrati da altri provenienti dalla collezione di Alberto Fortunato. La seconda, “Opere 1991/2005” di Annalisa Ramondino, è una selezione di oggetti artistici suddivisi per aree tematiche fra “Le Città Utopiche”, “I Borghi Residuali”, “Gli Eserciti” e “Le Fabbriche”.
La spontaneità e la libertà, lo stupore e l’irrequietezza sono elementi comuni di arte e gioco. Entrambe queste attività rompono l’ordinario e forniscono la possibilità di vivere uno squilibrio tra “realtà” e “finzione”: «Un pezzo di legno può essere tutto: e così la realtà diventa scena, fantasia, storia, magri sogno» [Alessandro Dal Lago – Pier Aldo Rovatti, “Per gioco”, 1993], e ciò non come via di fuga dal mondo, ma al contrario come costruzione di un ponte tra noi e il mondo, come possibile via d’uscita dal nostro isolamento.
La doppia mostra napoletana (che diventerà itinerante) si propone – da un lato – di far conoscere lo spirito di iniziativa e la fantasia con cui i bambini africani costruiscono, da soli con materiali di recupero, i propri giocattoli, e – dall’altro – di riflettere, grazie alla creatività di Annalisa Ramondino, su ricordi e scarti, su riciclaggio e bricolage: «Pezzi residuali, avanzi, reperti, cioè rifiuti di cultura, hanno tutta la memoria stratificata dei gesti, eventi e calamità che a poco a poco li hanno plasmati. Sono buttati, ma sono vivi ed ho voglia di farli rivivere e mi dispero se non riesco a salvarli e sottrarli all’esilio del disuso» [da: “Un’arte ludica del rattoppo”, un’intervista che ho curato io e che potete leggere su un pannello al termine del percorso espositivo, oppure qui (it) o qui (en)].
L’organizzazione e l’allestimento a Napoli di entrambe le mostre è curata dalla Fondazione Morra con il coordinamento del prof. Francesco Coppola del Dipartimento di Urbanistica dell’Università “Federico II”. Inoltre collaborano molti altri soggetti, come Ambasciate e Consolati di Paesi africani, Enti locali campani e umbri, Associazioni come “Ciao Africa”, “Unicef”, “Amref” e “Comitato Pan Africano”.
La mostra resterà a Napoli fino all’8 aprile e sarà arricchita da convegni e laboratori [.doc] cui parteciperanno molti accademici e operatori del volontariato e della cooperazione [qui e qui].

“Arte e gioco in mostra: Africa in gioco e selezione di opere di Annalisa Ramondino” è visitabile alla Sala della Loggia (III piano) del Museo Civico di Castel Nuovo (Maschio Angioino, tel. 0817955877) fino all’8 aprile, dal lunedì al sabato (ore 9.00 – 19.00, la biglietteria chiude alle 18.00), con un biglietto di 5,00 € (gratis under 18 e over 65; per scolaresche accompagnate da insegnanti e studenti universitari di facoltà artistiche: ridotto 4,00 ; per possessori di ArteCard: 2,50 ) valido anche per il resto del museo.

«L’eternità è un fanciullo che gioca, muovendo i pezzi sulla scacchiera: di un fanciullo è il regno» [Eraclito]

PS: domani (ore 9.30 – 18.30) ci sarà il Convegno di Presentazione al piano terra della Sala della Loggia. Io parlerò di un gioco burundese molto particolare: la costruzione dei mattoni di fango.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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