Bubot Niyar (Paper Dolls)

«Not a man. Not a woman. Not a person. The future is not ours to see». È questo l’amaro sottotitolo del film più bello della sezione “Panorama” del Festival del Cinema di Berlino, «un documentario sugli stranieri in uno strano Paese», come recita lo slogan della locandina.
Si tratta di un film semplicemente bello. Commovente e tenero, triste ed elettrizzante. È la storia – vera – di un gruppo di amici transessuali filippini immigrati in Israele che di giorno fanno le (amorevoli e infaticabili) badanti agli anziani e di sera (dopo una preghiera collettiva) si esibiscono con paillette e volant in stile-Abba col nome di “Paper Dolls” nei locali notturni di Tel Aviv. È anche la storia dell’amicizia che Tomer Heymann (il regista) instaura con Chiqui, Giorgio, Cheska, Jan e Sally… degli eterni diversi: diversi in famiglia, diversi in patria, diversi all’estero, diversi tra i diversi… vittime del moralismo razzista dei passanti e dell’ottusità autoritaria delle leggi sull’immigrazione, il tutto in un’atmosfera resa ancor più drammatica dagli attentati della seconda Intifada.
Domenica pomeriggio la sala ha applaudito per diversi minuti, non li ho contati ma erano tanti (sulla scheda di votazione del pubblico io ho scritto “eccellente”, e spero che vinca). Tomer Heymann era emozionato («Shalom, ima» – ciao mamma – ha detto dal palco al termine della proiezione), ma era anche triste: i suoi amici, i protagonisti del suo film, delle persone come noi, non erano presenti perché le autorità londinesi (tre di loro si sono trasferiti in Inghilterra) non hanno rilasciato alcun visto per trascorrere una giornata (nemmeno una) a Berlino.
Follie e vergogne della nostra fettina di mondo opulento e perbenista.
Non so se e quando “Paper Dolls” arriverà nelle sale italiane, ma non dimenticate questo titolo.

Alcuni link utili: qui la presentazione in pdf alla Berlinale (de-en-fr), qui un post (de) su Festivalblog e qui una recensione (en) su Variety. Qui, infine, il trailer su YouTube.

PS: Berlino mi commuove. Berlino mi affascina. Berlino mi dà tregua. Berlino mi regala emozioni stupende. Adoro Berlino. Anche se ci resto sempre troppo poco.

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Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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7 risposte a Bubot Niyar (Paper Dolls)

  1. lo_chic ha detto:

    ciao mi serve un favore x un gioco(reality)al quale partecipo…
    se hai tempo e voglia vai :
    http://www.vipditurno.splinder.com/
    e nei commenti scrivi “salvo lo chic”
    o manda una mail a: vipditurno@gmail.com
    ti ringrazio e scusa il disturbo
    x

  2. PasqualeP ha detto:

    Domenica sera sono stato anche io al cine. Sono a Madrid e a dire il
    vero ero partito per cercare un film carino, in prima visione poi il passeggio per la città di domenica sera mi ha preso la mano (nonostante le quasi 6 ore che ho passato al Prado!).
    Ma alla fine ho avuto la fortuna di entrare alla FNAC enorme in centro dove
    mi son visto nella saletta esibizioni quasi tutta “La dolce vita” doppiato
    in spagnolo e coi sottotitoli (in spagnolo ovviamente ma, per chi vuole imparare la lingua, utilissimi).
    Appassionati, semivagabondi senza meta, extracomunitari, qualche italiano e
    una incredibile coppia: lei sulla sedia a rotelle e lui con la barba lunga
    quanto il mago del Signore degli Anelli (sui settanta minimo).
    Le riflessioni di Steiner mi han fatto pensare come sempre (quelle durante la festa a casa sua), volevo inserire un link ma non son riuscito a trovare la sceneggiatura sulla rete.
    E’ un occasione per rivederlo allora.
    Madrid-Berlino…
    Una città grande ha tante facce, e magari non tutte possono piacere. Dipende da come ci si sente; dovremmo sempre preferire i posti dove poter scegliere fra tante opportunità, ma a volte ci sono dei solchi che non vorremmo mai abbandonare.
    Hasta luego Pasq

  3. ggugg ha detto:

    Al festival di Berlino stasera ci sono state le premiazioni!
    “Bubot Niyar” (Paper Dolls) ha vinto ben tre premi:
    1) “Manfred-Salzgeber-Prize”
    2) “Panorama Publikumspreise”
    3) “Siegessaule Reader’s Award”

    Tutti gli altri premi sono su:
    http://www.berlinale.de/media/bilder/2006/service/Preistraeger_56IFB_EN_final.pdf

  4. ggugg ha detto:

    Oggi, per caso, ho scoperto che questo post è stato utilizzato come recensione sul sito Cinemagay.it.
    Lo trovate a questo indirizzo:
    http://www.cinemagay.it/news.asp?BeginFrom=0&idrassegna=2920

    Oppure anche qui:
    http://www.cinemagay.it/dosart.asp?ID=2920,
    partendo da http://www.cinemagay.it/festival/festival_rass.asp?IDFestival=37&IDEdizione=49

    Mi sento splendidamente orgoglioso!

  5. ggugg ha detto:

    Piccoli piaceri della vita. Nel pomeriggio ho comprato tre dvd (adoro quelli che raccontano luoghi e culture lontane… e che a me piace credere mi “inizino” ad un prossimo – vero – viaggio a quelle latitudini: Mongolia, Turchia-Armenia, Tokyo… e prima o poi ne parlerò sul Taccuino…).
    In serata, però, tornato a casa ho trovato nella cassetta della posta un altro pacchetto (dalla Nuova Zelanda! Grandezza di Amazon…) con il dvd di “Paper Dolls” che avevo ordinato prima di Natale (e che da tempo cercavo invano in zone del mondo a noi più vicine).
    C’è poco da fare, a me i dischi originali piacciono di più…
    In copertina ci sono un po’ di strilli: «Tears, laughter, heartbreak, and an explosive climax!» (Screen International), «Moving!» (San Francisco Chronicle), «Captivating… powerful!» (Los Angeles Times), «Dont’ miss!» (Time Out NY).
    Corro a (ri)guardarlo!

  6. ggugg ha detto:

    Ho visto la galleria fotografica su Repubblica.it e ho ripensato a questo splendido film.

    Si tratta di un concorso di bellezza che ogni anno si svolge a Manila. Si intitola “Amazing Philippines Beauty Pageant” e la particolarità è che vi partecipano solo trans, transgender e travestiti. «Si tratta di una delle manifestazioni più seguite dell’anno, ma soprattutto un’occasione per dimostrare che la bellezza non conosce discriminazioni. In questa galleria alcuni partecipanti e le immagini del backstage».

  7. anonimo ha detto:

    questo film non lo conosco,ma uno dei film più belli che ho visto a tema,è TRANSAMERICA,triste ma bello..fui invitata a vederlo qualche anno fa a casa di una mia amica di vecchia data,mi commossi dall’inizio alla fine del film!Nel discutere del film la mia amica si rivolse a me con queste parole:”ok ho capito che non ce l’hai con gli omosessuali e i trans,ma mica sei una di quelle che va tutto bene fino a quando non è una tua amica ad esserlo?”
    Proprio quella sera questa mia amica mi fece quest’importante rivelazione,che aveva sottaciuto per anni!Le risposi semplicemente che saremmo state amiche come sempre e che nulla sarebbe cambiato e così è stato!anzi la nostra amicizia si è rafforzata,mi parla dei suoi amori,delle sue storie e attraverso i suoi racconti ho potuto comprendere che l’amore tra due donne o tra due uomini,non è molto diverso tra quello di un uomo e una donna,si piange,si sorride,ci si dispera,ci si illude e disillude allo stesso modo.
    annanappi

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