L’altro Sant’Antonino

«Giunto S. Antonino nel villaggio di Arola […], sentendosi travagliato dalla sete, con umili modi chiese da bere ad una vecchierella, che per caso di là passava portando un catino d’acqua. Con molta prontezza la buona vecchietta gli offrì da bere. Del che il Santo la ringraziò tanto più volentieri in quanto che non aveva potuto avere un tal refrigerio dai precedenti paesi vicini. Anzi alle parole di sentite grazie aggiunse il Santo, quasi profetando a pro di tutti gli Arolesi: “Dovunque scaverete in questo paese, possiate trovar sempre abbondanti le acque”. E difatti d’allora in poi le acque in quella contrada sono state sempre abbondantissime e indeficienti. Gli Arolesi perciò, memori di tanta benedizione, furon sempre devotissimi del nostro Santo, ed a grato e perenne ricordo, presso quel luogo del felice incontro eressero dappoi un Tempio, dedicato appunto a S. Antonino Abate, che è l’attuale Chiesa parrocchiale di Arola»

A differenza del resto del mondo, oggi a Sorrento non si è festeggiato San Bacioperugina, bensì Sant’Antonino Abate.
Si tratta di un monaco benedettino originario di Campagna d’Eboli, vissuto nel VII secolo, prima come eremita sul monte Faito, poi come vescovo della mia città. Di lui, ancor oggi, si raccontano storie prodigiose, guarigioni inspiegabili, salvataggi sorprendenti, naufragi miracolosi… spesso testimoniati da splendidi ex-voto pittorici, soprattutto ottocenteschi. L’annuale festa patronale richiama migliaia di persone da tutta la Penisola: andare a vedere la processione delle congreghe sorrentine attraverso le strade del centro storico e poi far visita al Santo giù alla cripta della sua Basilica è un appuntamento irrinunciabile, sebbene tutti sappiano che si dovranno trascorrere alcune decine di minuti in fila, pressati e strattonati, prima di riuscire a girare intorno alla statua d’argento dove strofinare un fazzoletto per raccogliere un po’ d’olio benedetto da portare a casa.
In questa festa, dunque, è la folla ad essere protagonista: una grande manifestazione collettiva e corale di devozione a cui non manca un’anima economica e commerciale. Un tempo, per le strade di Sorrento, si svolgeva la fiera dei prodotti e degli attrezzi agricoli, che poi è stata via via allontanata in una zona più periferica per lasciar posto ad una caotica baraonda dove trionfa il kitch e l’inutile. Oggi, infatti, decine e decine di bancarelle vendono tutto il superfluo possibile, centinaia di ambulanti smerciano dai phon per capelli ai coltelli da cucina, dalle macchinine radiocomandate ai cd pirata, dai fucili-giocattolo agli occhiali-parabrezza… una fiera degli orrori da cui è saggio stare alla larga.
Io ne sono stato alla larga trascorrendo il primo pomeriggio all’altra festa di Sant’Antonino, quella di Arola, un piccolo villaggio sulle colline di Vico Equense. Una sola bancarella di torrone e dolci vari, un centinaio di persone o poco più, una processione quasi spontanea – e per questo, direi, ancora più autentica – aperta dalla banda e composta da ragazzi e ragazze in jeans e scarpe da ginnastica, bambini con la tunica da chierichetto e una ventina di donne vestite con il semplice abito tradizionale delle contadine (foulard in testa, gonna lunga a quadri, scialle ricamato sulle spalle) e con in mano ‘a rancella (un otre di terracotta), a simboleggiare l’antico miracolo di quando Sant’Antonino, scendendo dal Faito verso Sorrento, benedisse – riconoscente – la terra di quella contrada lontana.

«Episodi di cronaca e di leggenda, e gli uni e gli altri spesso fusi inestricabilmente assieme in una sorta di “trappola ideologica” per la ricostruzione storiografica, sono all’origine della formazione di un patronato»

PS: la citazione iniziale è di Federico Demartino, Vita di Sant’Antonino Abate. Principale patrono della città e dell’antica diocesi di Sorrento”, 1901; quella di chiusura è di Lello Mazzacane, Il sistema delle feste”, in P. Macry e P. Villani (a cura di), Storia d’Italia. Le Regioni dall’Unità ad oggi. La Campania”, ed. Einaudi, 1990.

PPS: sul Forum di Virtualsorrento è possibile discutere della festa di oggi… fateci un salto!

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