Il sogno di Volare

Pioveva un anno fa. Era buio e l’autobus non passava. Non passa mai quando piove e le auto prendono pozzanghere che schizzano sul marciapiedi.
Un anno fa pioveva. E il mio ombrello era troppo piccolo per tutta quell’acqua. Mi stavo bagnando. Sicuramente si stava inzuppando lo zaino, che non era impermeabile.
Trillò il telefono un anno fa, mentre aspettavo sotto la pioggia un autobus che non passava. Era mio fratello: «Ciao Giò, sono a Catania. Senti, sono bloccato qui perché tutti i nostri aerei sono stati sequestrati dalla magistratura, pare che la compagnia sia fallita. Non so molto, stiamo provando a chiamare la nostra base, ma c’è confusione. So solo che non possiamo più decollare. Per favore, avverti tu papà e mamma prima che lo sentano al telegiornale».
La pioggia non cadeva più, le auto non schizzavano, l’autobus era definitivamente sparito.
«Papà, ciao. Sì, sono ancora a Napoli, qui c’è traffico, come al solito. Ascolta, stai guardando il tg? E mamma? Ah, ok. Allora senti, mi ha telefonato Rò, è a Catania, forse dorme lì. La compagnia è stata dichiarata insolvente verso alcuni creditori, per cui sono stati sequestrati tutti gli aerei, ovunque si trovino. Sì, è grave, ma non vuol dire che chiude. Per favore, passami mamma… No, non vuol dire che ha perso il lavoro… Forse è solo un modo per garantire i creditori, ma non possono chiudere un’azienda così, da un momento all’altro, senza alcun preavviso. Credimi, sarà solo un modo per spingere i dirigenti a coprire i debiti che hanno verso alcuni fornitori».
Invece quella sera Anna perse il lavoro. Giorgio diventò un disoccupato. Rò – che da poco aveva un contratto a tempo indeterminato – fu trasformato in cassintegrato. Lele decise di tornare a Genova e tentare di aprire un pub con i suoi risparmi. Filippo e Roberta rinunciarono a comprare una casa dove andare a vivere insieme…
Il 19 novembre 2004 il mondo cadde addosso alle 1400 persone che lavoravano per la più grande compagnia aerea privata d’Italia: Volare Group. I primi truffati furono loro. E poi, certo, le migliaia di passeggeri bloccati a terra o con un biglietto che non valeva più nulla.
Volare era una delle realtà più dinamiche dei cieli italiani, fondata nel 1997 dal gioielliere Gino Zoccai e gestita dal comandante Vincenzo Soddu, sostenuti da realtà importanti della nostra finanza come Interbanca e il Fondo Tricolore di Ligresti e Generali. All’inizio del 2004 nel CdA arrivò l’imprenditore argentino Eduardo Eurnekian e poi anche Giorgio Fossa (ex presidente di Confindustria), il quale, notando del torbido nel bilancio della compagnia, chiese prima il supporto di Andrea Molinari (ex amministratore delegato di Lauda Air) e poi una perizia a Kpmg: venne fuori un buco di 100 milioni di euro causato da errori contabili e operazioni “fittizie” degli anni precedenti, come ad esempio i prezzi esorbitanti pagati per l’affitto di aerei alla spagnola Lte, al cui vertice c’erano – tra gli altri – uno dei figli di Soddu e il consigliere di Volare Giuliano Martinelli.
Nel frattempo Soddu era uscito da Volare e aveva fondato Myair, che tra sdegno e sorpresa debuttava nei cieli giusto un mese dopo lo stop di Volare. Si trattava di una vera e propria compagnia-clone che utilizzava aerei ridipinti dell
altra società, che si sovrapponeva al suo call-center e che aveva alla propria guida tanti ex manager della vecchia compagnia.
Il 27 aprile scorso, però, ci sono stati 6 arresti (tra i quali quello di Vincenzo Soddu, Gino Zoccai, Giuliano Martinelli e Mauro Gambaro) e 49 avvisi di garanzia (tra cui anche a Giorgio Fossa) perché – secondo il Tribunale di Busto Arsizio – «attraverso un continuo taroccamento dei bilanci il gruppo ha portato avanti due tipi di condotte: la distrazione di attività (fatta vendendo prodotti sottocosto) e il tentativo di vendere società del gruppo ad altre persone, vittime di quella che si può considerare una truffa», per un buco di 500 milioni di euro [qui]. L’indomani Guido Rinaldini (commissario straordinario di Volare, che nel frattempo era stata ammessa alla stessa procedura di Parmalat per tentare di salvare il maggior numero di posti di lavoro) ha annunciato il ritorno della compagnia nei cieli d’Italia – sebbene con una flotta molto ridimensionata – tra Milano Linate, Napoli, Brindisi, Bari, Catania e Palermo (e da qualche mese anche Parigi).
Oggi Anna lavora di tre mesi in tre mesi per un’altra piccola compagnia, Giorgio sta pensando di andare in Australia, Rò è ancora in cassa integrazione e non sa il prossimo mese cosa accadrà, Lele lavora al porto di Genova, Filippo e Roberta sono ancora in affitto…

«Gli imprenditori veri […] erano quelli che creavano ricchezza e progresso per sé e per gli altri, mettendo in gioco il loro nome e i loro soldi. Quando facevano cultura e politica era per cercare di migliorare il Paese, non per evitare la galera. Oggi invece nelle grandi società dominano gli speculatori, gli incompetenti, i campioni del falso in bilancio, dell’evasione fiscale e delle società offshore»
(Beppe Grillo, rimpiangendo Adriano Olivetti) [qui]

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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2 risposte a Il sogno di Volare

  1. Barba ha detto:

    Certa gente cade sempre in piedi. Chi lavora mai, è la prima vittima di queste vicende.

  2. anonimo ha detto:

    Neanche Milena Gabanelli avrebbe qualcosa da aggiungere…
    purtroppo
    ciao Pasq

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