Amahoro Umurundi (Pace in Burundi)

burundi 2005Yambo! (Ho scoperto che “yambo” è kirundi, mentre “jambo” è swahili).
In “Vite parallele” Franco Battiato canta: “Ci sono, dicono, cento miliardi di galassie, tocco l’infinito con le mani, aggiungo stella a stella, sbucherò da qualche parte“… e nella parte d’universo in cui sono sbucato in questo periodo della mia vita mi sento un esploratore, ma non uno che scopre terre nuove o culture sconosciute, bensì uno che riscopre il proprio mondo e il proprio modo d’intendere la vita. Nel post precedente vi accennavo al fatto che questa, in Burundi, è una settimana “storica”: lunedì 4 ci saranno le elezioni dei deputati, le prime dopo la guerra civile. Con il mio gruppo di lavoro sto studiando proprio la situazione politica attuale e, vi assicuro, è intricata (pensate che sono in lizza ben 35 partiti e 10 liste indipendenti). Lunedì prossimo ci saranno le terze elezioni democratiche nella storia del Paese, dopo quelle del 1961 (tre mesi dopo il Presidente Rwagasore fu assassinato) e del 1993 (tre mesi dopo il Presidente Ndadaye fu assassinato e venne dato il via al genocidio dei tutsi e alle rappresaglie di questi contro gli hutu).
In questo Paese, oggi, si respira un certo ottimismo, ma inevitabilmente anche tensione: le sedi delle istituzioni internazionali, ad esempio, hanno potenziato le proprie difese con barriere di sacchi di sabbia e filo spinato srotolato tutto intorno. Nella nostra parte di universo, normalmente, cose del genere le si vede al telegiornale o al cinema, qui invece fanno parte del paesaggio. E poiché il paesaggio è un documento che testimonia la cultura (antropologicamente intesa) della comunità che vive in un dato territorio, è evidente la grande distanza tra le nostre galassie… Martedì scorso ho avuto la conferma di questa intuitiva lettura paesaggistica: al CJK ho assistito ad una vera e propria lezione di “filosofia della democrazia” tenuta da un sudafricano dell’ONUB (Opération des Nations Unies au Burundi). Tutto ciò che noi diamo per assodato (al punto che spesso non ce ne accorgiamo nemmeno) qui, invece, è da dire e ribadire, a volte da sottolineare:

  • Bisogna far sapere alla popolazione che una vera democrazia è possibile solo esprimendo un voto libero
  • Il voto è personale ed è il modo in cui ogni cittadino può contribuire a costruire un Paese migliore, un Paese nuovo… è come se si costruisse una casa ed ogni membro della famiglia portasse un mattone
  • Per sapere chi votare, cioè chi eleggere come proprio rappresentante per i successivi 5 anni, è necessario conoscere, informarsi, sapere chi sono i candidati, qual è la loro storia, le loro idee…
  • Una buona democrazia è quella libera e informata
  • Stiamo costruendo una democrazia, ci vuole tempo e lavoro. Non dobbiamo fare come quando andiamo al mercato a comprare un mango, dimenticandoci che quel mango ha avuto bisogno di tempo e lavoro per maturare
  • I burundesi hanno subito anni di guerra ripetendosi “un giorno finirà”… Beh, quel giorno è arrivato! E’ per questo che io sono fiducioso, perché l’occasione delle elezioni che stiamo vivendo ci dà la possibilità di cambiare le cose“.

Poi penso a quel che è successo in Italia con gli ultimi referendum, alla vergognosa campagna astensionista condotta dal Vaticano e a come gli italiani l’abbiano accolta plebiscitariamente [*]. Non siamo altro che un’annoiata e distratta società opulenta che può permettersi di dilapidare perfino il diritto di voto, che invece altrove è una preziosa rarità.

Carissime, carissimi.
Lunedì prossimo sarò anch’io nella mischia. Ieri, con altri 7 compagni di viaggio, sono entrato nel team della missione europea di osservazione delle elezioni (su questa pagina del sito dell’Unione potete aggiornarvi sulle varie missioni in giro per il mondo)… Ho fatto due giorni di briefing e stasera ho ricevuto magliette, gilet e cappellino con la bandiera dell’UE. Domattina parto con una danese e uno sloveno alla volta di Gitega, nel centro del Paese: osserverò e annoterò tutto quel che accade… minacce, intimidazioni, frodi, negligenza…
Sono emozionato. E un po’ teso. Le misure di sicurezza sono al massimo, ma la preoccupazione resta… d’altra parte sarei un folle a non cogliere questa prestigiosa e straordinaria possibilità.
Per ovvie ragioni, dunque, credo che non sarò on-line fino a mercoledì.
Auguratemi buona fortuna. E soprattutto, rivolgete un pensiero al popolo burundese che ha una grande opportunità.
Un grande abbraccio, Giogg

Informazioni su giogg

Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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6 risposte a Amahoro Umurundi (Pace in Burundi)

  1. anonimo ha detto:

    Ero convinta che ci avresti stupito ma come vedo è molto di più………..Ti penserò ancora intensamente nei prossimi giorni….. non dare nulla per scontato nelle situazioni di pericolo….. . Ti voglio bene.
    M

  2. anonimo ha detto:

    Spero che tu sia il testimone dell’inizio di una nuova era per il paese, almeno dal punto di vista istituzionale.
    Vai, statti accuorto e poi raccontaci la giornata dello scrutatore africano, e dell’osservatore internazionle.
    P.S Proprio in questo momento quà nel golfo c’è la processione della Madonna delle Grazie a Marina di Cassano e ora i battelli a mare stanno tutti suonando, mi sembra il miserere che attacca una strofa…
    A presto
    Pasq

  3. anonimo ha detto:

    Ti dico solo che non vedo l’ora di leggere che stai bene e sei tornato al Centro dai tuoi compagni. Sono certa che sarai estremamente prudente. Seguo in Rete gli sviluppi delle elezioni in attesa del tuo racconto, sicuramente più interessante delle scarne notizie d’agenzia che ho trovato stamattina. Ti abbraccio forte. A.

  4. ggugg ha detto:

    Sono passati più di tre anni, ma quei giorni di missione me li ricordo bene.
    Mi son tornati prepotentemente alla memoria quando ho letto la notizia che Romano Prodi coordinerà il peacekeeping dell’Onu in Africa.
    Poi li ho avuti davanti agli occhi quando ho visto la vignetta di Rusko.

  5. rusko ha detto:

    E’ sempre un piacere apparire sotto i tuoi scritti, grazie

  6. Pingback: La democrazia è come un mango | il Taccuino dell'Altrove

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