Colonne sonore di certi momenti

burundi 2005Sono davanti allo schermo con montagne di emozioni da comunicarvi, ma non so da quale cominciare. Cosa scegliere? Non lo so, ci sto pensando da diversi minuti… Mah, forse è bene partire con un augurio, dunque: buona estate a tutti! Avete trascorso un felice solstizio? Avete rivolto uno sguardo alla luna? Qui, poco sotto l’equatore, nonostante sia piena stagione secca stamattina ha piovigginato per alcuni minuti… e a me veniva da cantare “Schizzechèa” di Pino Daniele…
Ho letto qualche e-mail preoccupata per l’assenza di post su questo taccuino ormai da alcuni giorni. Che dire? Vi ringrazio dal profondo del cuore per l’assiduità e la costanza (e, aggiungerei, per la “voracità”) con cui mi seguite… oltre ad aiutarmi moltissimo moralmente, vi assicuro che l’attenzione che ponete nei riguardi di quel che sto facendo riesce a riportarmi a galla il senso di questa mia esperienza nei momenti difficili e di dubbio che, come potete immaginare, non mancano mai. Per qualche giorno, in effetti, mi sono ripetuto un ritornello che ho voglia di canticchiare anche ora: “Ci vorrebbe un amico, qui per sempre al mio fianco; ci vorrebbe un amico nel dolore e nel rimpianto“. Per qualche giorno mi sono sentito solo, a volte abbandonato. Ho anche pianto. Non so quanto ho desiderato un abbraccio, che non è arrivato… ma poi fortunatamente ho sentito la voce dei miei amici al telefono e nei commenti al blog… la vostra voce. Non so come dimostrarvi la mia gratitudine e la mia commozione… vi mando un bacio grande quanto l’immenso Tanganyika…
Utilizzando il linguaggio di uno specialista direi che ho qualche “linea depressiva”… Niente di patologico, ovviamente. Solo degli attimi di sofferenza che pero’ non è mai facile gestire: trovare l’alba dentro l’imbrunire è un’impresa, lo sappiamo, ma io la cerco da sempre, e ormai credo di riuscire a riconoscere, seppur con fatica, la luce là in fondo quando mi capita di attraversare un tunnel. Ed è per questo che qualche giorno fa mi sono fermato, mi sono osservato e ho deciso di prendermi cura di me per almeno un pomeriggio, concedendomi una cosa molto chic: acqua calda, bagnoschiuma, “No surprise” dei Radiohead nell’aria, luci soffuse… insomma, un’intera ora in vasca da bagno a Bujumbura.

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Studio il rapporto tra gli esseri umani e i loro luoghi, soprattutto quando si tratta di luoghi "a rischio"
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